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Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
È il primo luglio: si apre la stagione del centenario del Napoli tra iniziative, celebrazioni e il tema delle origini del club. Qual è la tua lettura di questa narrazione ufficiale?
“Il Napoli mette una bandiera in questa narrazione, quello che ha già detto il Presidente qualche settimana fa e quello che è uscito fuori oggi dal comunicato ufficiale del club è chiaro che è lo stesso Napoli che sta narrando le sue vere origini, quindi sta dicendo alla sua tifoseria, va bene, festeggiamo il primo agosto del 1926, ma la storia del Napoli è più antica, ha qualche anno in più e anche la storia del primo agosto è la storia di una data che non esiste perché se bisogna riferirsi a quell’agosto 1926 lo dice lo stesso comunicato che la vera data è il 25 agosto, ma insomma ci sono dati convenzionali che poi è difficile da scappire e che diventano nel genere collettivo qualcosa di familiare e il primo agosto lo è diventato, festeggeremo tutti il primo agosto e dal primo agosto per tutto l’anno con la nuova consapevolezza che il Napoli ha qualche anno in più e che probabilmente il 25 agosto ecco io qui me lo aspetto, qualc’altra cosa pur dovrà succedere perché quella è la vera data in cui c’è questa mutazione di nome che poi arriva a dare alla nostra squadra, alla squadra azzurra che già esisteva da qualche anno il nome della città, più che un nome inglese che si riferiva più che altro all’Ierogine del Calcio, quindi Marina Inglese, insomma roba che alla fine ci appartiene poco e che non faceva molto piacere al fascismo storie che abbiamo raccontato in passato, quindi inutile ripeterle di nuovo però ci sarà anche occasione per raccontarle queste storie, lo farà lo stesso Napoli magari con dei teaser sui social, insomma avrà tutto il tempo per farlo.”
Ti aspetti qualche sorpresa o “regalo” di mercato dal Napoli per il centenario?
“Non saprei, non saprei, è chiaro che ce lo possiamo augurare tutti quanti, è un augurio che possiamo farci tutti, che Napoli si regali un pezzo da 90, insomma un regalo per il centenario a tutti i tifosi ma non lo ritengo necessario. È finito il tempo in cui ci si aspettava il pezzo grosso e magari attorno a quello non si costruiva la squadra. Il Napoli deve essere invece bravo a costruire squadra e quindi che lo faccia con un elemento importante sul mercato o che aggiunga alla rosa qualche elemento non proprio da 90 ma da 70-80, mettiamola così, ci sta. L’importante è che si costruisca una squadra competitiva e che il Napoli continui questo percorso nell’élite del calcio italiano e che provi a raggiungere anche livelli importanti in Europa come è successo in passato.”
Cosa pensi del ritorno del vecchio logo del Napoli e del simbolo del “corsiero”?
“Ovviamente sì, è una cosa che mi rende felicissimo, è una cosa che mi onora in quanto napoletano perché si è capito che cosa significa questo emblema che ha un duplice significato: intanto significa il popolo napoletano indomito, il popolo napoletano recalcitrante, la libertà, la ricerca di libertà dal punto di vista storico. Ci sono vicende storiche che riguardano il 1200, quindi questo emblema che riguarda un evento storico del 1200 quando gli Svevi conquistarono la città e quindi questo colosso di bronzo equino che era lì dove oggi c’è il Duomo, adesso non c’è più chiaramente e che anche dal punto di vista archeologico viene indicato nel 1600 ma anche in studi recenti del 2019, uno studio della Federico II che ci dà conferma del fatto che il centro storico di Napoli sia stato realizzato in epoca greca in omaggio ad Apollo, quindi al sole. Quando noi parliamo di Napoli città del sole non è una frase vuota, non è una frase folcloristica ma ci sono dei precisi riferimenti. Questo tessuto di Neapolis era riferito chiaramente alla posizione del sole rispetto alla vecchia città che invece è riferita agli abissi. Se Apollo, dal punto di vista mitologico, girava con il sole attraverso un carro, questo carro era trainato dai cavalli e quindi c’è questo riferimento ai corsieri del sole. Un corsiero del sole era lì, in quel posto dove adesso non c’è più un grande monumento in bronzo, però il significato è veramente fortissimo, duplice e fortissimo. Il fatto che il Napoli abbia recuperato non solo la sua storia ma anche il suo emblema, cancellando quella che è una conversione anche retrograda che passa dal cavallo all’asinello — ma quello sappiamo che deriva dalla prima stagione del 1926, 17 sconfitte e un pareggio — e si passa dal cavallo al ciuccio per tradizione popolare. Il Napoli ha voluto evidentemente riportare il simbolo per significare questa ricrescita del Napoli che dopo un secolo torna, anzi diventa davvero una squadra d’élite del calcio italiano come forse non lo è mai stata. È giusto che questo simbolo sia tornato e che rappresenti il popolo napoletano ma anche la stessa squadra di Napoli. Diciamo che i periodi dell’asinello sono ben finiti da molto tempo e siamo veramente orgogliosi.”
Su Juan Jesus ed Elmas, appena salutati dal Napoli: che valore hanno avuto e quanto sarà difficile sostituirli?
“È chiaro che sono due calciatori che hanno dato un apporto importante. Juan Jesus per longevità ha avuto una carriera importante nel Napoli, ogni anno si pensava fosse l’ultimo e invece non lo è mai stato e siamo arrivati al capolinea ma ben oltre quanto preventivato. Elmas era andato via forse anzitempo, poi è rientrato per precisa volontà di Conte che aveva visto quanto di buono aveva fatto nel Torino, quindi ha capito le qualità versatili e l’utilità tattica e sapeva che avrebbe tolto delle castagne dal fuoco in una rosa in cui c’erano particolari problemi. Evidentemente il Napoli sa che non dovrà ripetere la stagione passata, non avrà bisogno di emergenze in questo senso, anche se poi non sappiamo mai come va a finire. Però si riparte da una convinzione diversa: il Napoli non deve assolutamente ripetere gli errori delle ultime due stagioni. Sono state due stagioni importanti, però senza dimenticare che certe situazioni si sono verificate e che non devono più verificarsi. Quindi quei due calciatori adesso vanno via e il Napoli deve ripartire pensando in grande. Quando pensi in grande non devi mai pensare a un’emergenza, l’emergenza la devi risolvere con le risorse che hai in squadra, non mettendo cerotti a metà stagione andando ad acquistare calciatori o cavalli di ritorno che debbano risolvere situazioni qua e là. Bisogna ricostruire una squadra che abbia un costrutto e una certa convinzione e che non torni ad avere quelle difficoltà viste l’anno scorso.”
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