Sostenibilità e cybersecurity, investimento strategico per le imprese italiane


“Fare sostenibilità conviene” è stato il motto dell’incontro promosso da Netgroup, in collaborazione con l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS ETS), nell’ambito della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile. L’iniziativa rappresenta la nuova edizione del format di Netgroup, con l’obiettivo questa volta di approfondire il ruolo di sostenibilità, innovazione e cybersicurezza come fattori di crescita e competitività per le imprese italiane.

All’evento, che si è svolto presso la sede romana di Netgroup, sono intervenuti esponenti di primo piano con un confronto aperto tra imprese, terzo settore, valutazione d’impatto, istituzioni e tecnologia, per dimostrare come la sostenibilità non sia un obbligo normativo, ma una scelta strategica di crescita. L’iniziativa è il punto di arrivo di una collaborazione avviata mesi fa tra Netgroup, azienda italiana della cybersecurity con oltre trent’anni di storia, e ASviS,l’Alleanza che raccoglie oltre 320 organizzazioni impegnate nell’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Al centro del dibattito, la tesi che ha guidato l’intero percorso: sostenibilità, innovazione e cybersicurezza non sono voci di costo, ma investimenti strategici e complementari per qualsiasi impresa che voglia restare competitiva, credibile e sicura nel tempo.

Salvatore Gesuele, Amministratore Delegato di Netgroup S.p.A., ha illustrato le ragioni che hanno spinto l’azienda ad aderire con convinzione al percorso promosso da ASviS, sottolineando il legame inscindibile tra sicurezza digitale, innovazione e sostenibilità.

“Non esiste innovazione sostenibile senza sicurezza. La transizione ecologica passa dal digitale, e il digitale passa dalla cybersecurity: non come costo, ma come investimento strategico. È utile comprendere che non conta solo il ritorno economico degli investimenti, ma anche il valore generato in termini di sicurezza, continuità e sostenibilità. Proteggere dati, sistemi e persone significa evitare costi, attrarre talenti, rafforzare la fiducia e costruire crescita duratura” ha dichiarato l’AD Netgroup.

 

Giulio Lo Iacono, Segretario Generale di ASviS, ha offerto una lettura d’insieme sulla situazione dell’Italia a meno di quattro anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, tracciando un bilancio dei segnali incoraggianti e delle lacune strutturali che ancora frenano la transizione verso un’economia davvero sostenibile. Così Lo Iacono: “Il forte coinvolgimento registrato durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile conferma come nel Paese stia crescendo la consapevolezza che la sostenibilità non rappresenti un vincolo, ma una leva di competitività, innovazione e resilienza per il sistema produttivo italiano – ha dichiarato Lo Iacono – I dati del Rapporto di Primavera ASviS mostrano chiaramente che le imprese più orientate ai criteri ESG registrano performance economiche migliori rispetto a quelle meno attente a questi temi. A quattro anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, è fondamentale rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese e società civile per tradurre gli obiettivi della sostenibilità in scelte strategiche capaci di generare crescita duratura e valore condiviso”.

Sabrina Florio, Presidente di Anima per il sociale nei valori d’impresa, ha analizzato il momento in cui la sostenibilità smette di essere un “valore dichiarato” e si traduce in un vantaggio competitivo reale e misurabile, affrontando anche il nodo della regolamentazione e della ricerca di una terza via tra negazionismo e ipertrofia normativa.

“Le PMI stanno ancora affrontando un percorso di crescita sulla sostenibilità, ma il tema sta diventando sempre più centrale nelle strategie aziendali e negli investimenti, soprattutto sul benessere dei dipendenti e sulle iniziative green. Le grandi imprese fanno da traino, diventando un riferimento per le realtà più piccole e rafforzando l’intera catena del valore. Ed è vero che oggi innovazione e sostenibilità sono legate. L’investimento in innovazione è anche un investimento in sostenibilità”.

Federico Mento, Head of Impact Evaluation di Avanzi e Segretario Generale di Social Value Italia, ha illustrato come la misurazione del valore sociale stia evolvendo da strumento di rendicontazione a leva per attrarre investitori e partner, evidenziando anche come le nuove generazioni di manager percepiscano la sostenibilità nei percorsi universitari.

“Quando parliamo di sostenibilità, parliamo innanzitutto di accountability, che di solito pensiamo corrisponda all’obbligo di rendicontazione. A mio avviso, esistono due diverse modalità di interpretare l’accountability, una formale, che risponde alle istanze della compliance, l’altra generativa, che ha come obiettivo l’apprendimento organizzativo. Se vogliamo davvero generare modelli di creazione di valore sostenibili, da un punto di vista ambientale e sociale, la sfida è abbracciare l’accountability generativa, non temere di superare il primato del ROI, ascoltare, per davvero, i portatori di interesse.”

Stefano Fasani, Program Manager di Open-es, ha presentato il percorso evolutivo di Open-es, Alleanza di sistema, aperta e collaborativa, che riunisce il mondo industriale, finanziario, associativo e istituzionale su una piattaforma digitale a supporto delle imprese – in particolare delle PMI – nel loro percorso di crescita in chiave sostenibile e innovativa. Ha dichiarato: “Partire dai dati e dal rapporto diretto con le imprese è fondamentale per inquadrare concretamente le azioni più efficaci nel coniugare transizione e competitività. È questo che facciamo da anni all’interno di Open-es e due fattori determinanti per questo obiettivo emergono chiaramente: bisogna rafforzare la collaborazione di filiera ed entrare nel merito delle dinamiche che incidono sui costi, ricavi e crescita delle aziende per una strategia efficacie e strutturale che integri ESG, Innovazione e Competitività.”

L’Agorà si è chiusa con un messaggio condiviso da tutti i relatori: la sostenibilità non è un capitolo a parte del bilancio aziendale, ma la struttura portante di ogni impresa che ambisce a crescere in modo duraturo. Netgroup, ASviS e gli autorevoli relatori coinvolti hanno dimostrato concretamente come questa visione possa diventare la normalità per l’intero sistema produttivo italiano.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 manager

Source link

Di