“La Fifa non si fa condizionare”


Gianni Infantino, presidente della Fifa, reagisce alla valanga di critiche dopo che si è saputo che la sospensione della squalifica di Folarin Balogun, calciatore degli Stati Uniti, in vista della partita di questa notte contro il Belgio, è stata preceduta da una telefonata del presidente Donald Trump.

Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti – rivendica Infantino -. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della Fifa e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici davanti a loro. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio e questo deve sempre essere rispettato”.

Oggi Trump ha confermato di avere chiesto a Infantino una “revisione” della decisione. Il presidente della Fifa argomenta: “Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo Fifa con il Presidente degli Stati Uniti, e su questa materia ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di Stato, funzionari governativi, stakeholder del calcio e dirigenti aziendali di tutto il mondo su questioni diverse. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che era in corso un processo legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della Fifa e che il caso sarebbe stato deciso nel momento opportuno dagli organi competenti. È così che funziona il sistema della Fifa, ed è un principio che difenderò sempre”, ha aggiunto Infantino.

Trump intanto rincara la dose e, a proposito dell’ipotesi che Balogun fosse escluso da Stati Uniti-Belgio, afferma: “Se fosse rimasto fuori, l’incontro sarebbe stato truccato come il voto nel 2020”.


“Se davvero una telefonata avesse portato a questa incomprensibile decisione, ciò equivarrebbe a minare le regole più elementari del calcio e dello sport mettendo in discussione la capacità della Fifa di difendere in modo credibile il fair play”. Il ministro degli Esteri belga, Maxime Prevot, è quasi incredulo a ciò che emerge sul caso squalifica-Balogun-Trump-Infantino. 

Ma le reazioni al caso che infiamma i mondiali di calcio arrivano a 360° e sono – tutte – di condanna e stupore. Il ct dell’Inghilterra, Thomas Tuchel, si è unito al coro di critiche alla decisione della Fifa di non squalificare l’attaccante degli Stati Uniti Folarin Balogun malgrado l’espulsione. “Dove inizia e dove finisce tutto questo?”, si è chiesto il tecnico tedesco prima dell’ottavo di finale contro il Messico, “si può annullare o non si può annullare un provvedimento. Io mi chiedo dove vada tracciata la linea e non ho una risposta. Presentiamo ricorso se un cartellino giallo non era un cartellino giallo?”.

Durissima è la presa di posizione dell’Uefa dopo la decisione con cui la Fifa ha revocato la squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun. “La decisione di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso inflitto al giocatore Folarin Balogun ha oltrepassato un limite invalicabile. Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. Una squalifica automatica minima di una giornata a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”. Per l’Uefa “quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora un trattamento equo, a discapito della competizione stessa. Il calcio è lo sport più amato al mondoGianni Infantino, presidente della Fifa, reagisce alla valanga di critiche dopo che si è saputo che la sospensione della squalifica di Folarin Balogun, calciatore degli Stati Uniti, in vista della partita di questa notte contro il Belgio, è stata preceduta da una telefonata del presidente Donald Trump.“Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti – rivendica Infantino -. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della Fifa e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici davanti a loro. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio e questo deve sempre essere rispettato”.Oggi Trump ha confermato di avere chiesto a Infantino una “revisione” della decisione. Il presidente della Fifa argomenta: “Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo Fifa con il Presidente degli Stati Uniti, e su questa materia ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di Stato, funzionari governativi, stakeholder del calcio e dirigenti aziendali di tutto il mondo su questioni diverse. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che era in corso un processo legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della Fifa e che il caso sarebbe stato deciso nel momento opportuno dagli organi competenti. È così che funziona il sistema della Fifa, ed è un principio che difenderò sempre”, ha aggiunto Infantino.Trump intanto rincara la dose e, a proposito dell’ipotesi che Balogun fosse escluso da Stati Uniti-Belgio, afferma: “Se fosse rimasto fuori, l’incontro sarebbe stato truccato come il voto nel 2020”. perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se si tratta della Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull’intero panorama calcistico. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.


“Onestamente mi è sembrata davvero un’assurdità”, spiega il Presidente della Figc, Giovanni Malagò -, sono andato a guardare questo articolo 27 del codice disciplinare  Fifa. Chiariamolo subito: non è replicabile ai vari campionati nazionali e aggiungo meno male, sennò sarebbe l’Armageddon. C’è stato il  precedente con Cristiano Ronaldo, ma su una squalifica multipla. L’altro caso risale addirittura al 1962. Ha un evidente sapore  politico, l’ha riportato il New York Times. Questo è un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. Sono fautore di questo Mondiale, in cui gli stadi sono pieni, c’è una festa delle tifoserie. Ma quando vedi una decisione così a favore di una parte, perde la meritocrazia che è la base del calcio”.

Gli fa eco Rudy Garcia, il ct del Belgio: “Non sapevo che il 5 luglio per la Fifa corrispondesse al Primo aprile. Nel comunicato della nostra Federazione c’è scritto tutto. La nostra Federazione difende non solo noi ma tutto il sistema calcio. Questa decisione non cambia di certo il nostro approccio alla gara”. 

L’ex presidente della Fifa, Sepp Blatter, ha espresso il suo stupore per la decisione dell’organo di governo del calcio mondiale di sospendere il cartellino rosso inflitto al giocatore statunitense Falorin Balogun dopo una telefonata di Donald Trump al suo successore, Gianni Infantino. “I cartellini rossi non si annullano con telefonate politiche. Si annullano con le regole, le prove e gli organi indipendenti. se un presidente degli Stati Uniti interviene presso il presidente della Fifa e un giocatore viene improvvisamente scagionato prima di una partita a eliminazione diretta dei Mondiali, la domanda è inevitabile: ‘dove stai andando, Fifa?’ Il calcio non deve mai diventare un campo di gioco per il potere politico”.



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