È iniziato il vertice Nato di Ankara. Rutte: "L'Europa deve riequilibrare il peso degli Usa"



AGI – Il vertice Nato di Ankara si apre all’insegna del rafforzamento dell’industria della difesa, con nuovi programmi multinazionali, investimenti per decine di miliardi di dollari e una fitta agenda di incontri tra i leader dell’Alleanza.

Il segretario generale Mark Rutte ha annunciato che nel corso della giornata alleati e aziende delle due sponde dell’Atlantico presenteranno nuovi progetti e firmeranno contratti “per miliardi, letteralmente miliardi di dollari”, ha dichiarato al Forum dell’industria della difesa.

“Si tratta di miliardi investiti nella nostra sicurezza, per dare impulso alle nostre economie e sostenere centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro: denaro ben speso”

Ad Ankara è arrivato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che oltre ai lavori del summit avrà una serie di incontri bilaterali, tra cui quelli con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con il presidente siriano Ahmed al-Sharaa. Zelensky ha indicato come priorità per Kiev nuovi sistemi di difesa aerea, missili, licenze di produzione e nuovi accordi sui droni.

Important work lies ahead in Ankara. We expect a strong and productive NATO Summit. Decisions are needed now that will provide greater protection for our people, more capabilities for our defense, and even stronger security cooperation between Ukraine, Europe, and the United… pic.twitter.com/SiOTCnan1O

— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) July 7, 2026

Rutte annuncia nuovi investimenti nella difesa

Il segretario generale della Nato ha annunciato un’iniziativa di cooperazione industriale tra alleati europei e Stati Uniti dal valore di 2,81 miliardi di dollari, alla quale partecipano 17 Paesi dell’Alleanza, tra cui anche l’Italia.


Rutte ha inoltre presentato la Nato Drone Edge Initiative, un programma che prevede investimenti per oltre 40 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per rafforzare le capacità anti-drone dell’Alleanza. Il piano comprende l’acquisizione di nuovi sistemi, la creazione di un mercato comune per gli equipaggiamenti anti-drone, nuovi contratti per droni di sorveglianza e un aumento di cinque volte del numero di operatori di droni addestrati entro la fine del 2027.

❝Here in Ankara, I expect nations to present clear, concrete and credible plans to reach the 5% goal.❞@SecGenNATO Mark Rutte previews the #NATOsummit in calling on Allies to deliver on last year’s historic commitment to increase defence investment pic.twitter.com/GNtiNERTRW

— NATO (@NATO) July 6, 2026

Airbus e Triton

Tra gli annunci figura anche la prossima consegna del decimo Airbus A330 MRTT alla flotta multinazionale di aerocisterne della Nato, che salirà progressivamente a dodici velivoli. Parallelamente prende il via un nuovo progetto multinazionale dedicato all’Airbus A400M, destinato a rafforzare le capacità di trasporto strategico dell’Alleanza.

Secondo Rutte, entrambe le iniziative rappresentano un esempio di cooperazione industriale tra Europa, Nato, Unione europea e partner statunitensi, contribuendo a mantenere la superiorità della potenza aerea dell’Alleanza nei prossimi decenni.

La Nato rafforzerà inoltre le proprie capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) con l’acquisizione di fino a cinque droni ad alta quota e lunga autonomia Triton, prodotti da Northrop Grumman. I velivoli saranno impiegati nelle missioni di sorveglianza marittima e consentiranno di monitorare vaste aree, proteggere le linee di comunicazione e rafforzare la presenza dell’Alleanza anche nell’Alto Nord.

NATO’s Intelligence, Surveillance and Reconnaissance Force just got stronger

The Alliance is adding up to 5⃣ Triton uncrewed aircraft that will help detect threats early, protect sea lines of communication & support Arctic operations.

https://t.co/jrSCfDfdXR#NATOsummit pic.twitter.com/VyJPJIbKHE

— NATO (@NATO) July 7, 2026

Zelensky: “La guerra si è spostata nei cieli”

La guerra tra Russia e Ucraina si è spostata nei cieli, con gli attacchi incrociati di droni contro le infrastrutture energetiche e militari, ma Kiev ha difese aeree insufficienti a intercettare i missili balistici e gli alleati devono provvedere. È quanto ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un’intervista concessa al Financial Times prima di partire per il vertice Nato di Ankara.


“Oggi credo che la vittoria in questa guerra appartenga a chi è più intelligente”, ha affermato Zelensky, “se fermi il nemico sul campo di battaglia, se fermi la guerra sulla terraferma e se gli neghi il dominio in mare – come abbiamo fatto con i nostri droni navali, respingendo la flotta russa – allora il prossimo campo di battaglia diventa il cielo. E, francamente, in questo scontro conta molto meno chi ha il territorio più esteso”.

 

“Siamo entrati nel dominio aereo. E in aria siamo già competitivi”, ha proseguito il leader di Kiev, “rimane solo un’incognita. Purtroppo, il problema è la difesa antimissile balistica. Questa è la principale debolezza in questa situazione”. Zelensky ad Ankara cercherà di convincere gli alleati a riempire questo vuoto. “Comprendiamo che ogni Paese della Nato ha stabilito dei limiti al numero di missili e sistemi di difesa aerea che deve mantenere in servizio”, ha ammesso Zelensky, che chiederà agli europei la condivisione di “tecnologie e capacità industriali”, ad esempio con la produzione su licenza, “perché non ci saranno mai abbastanza Patriot per tutti”.

Il presidente ucraino è fiducioso che l’impatto psicologico ed economico dei continui attacchi con droni finirà per modificare i calcoli di Putin. “Quando non saranno più cento droni a volare verso Mosca, ma mille… Allora capirà”, ha concluso Zelensky, “vedrete i suoi consiglieri esortarlo a trasferirsi da qualche parte oltre gli Urali. Più Putin si allontana da Mosca, più vicina sarà la fine della guerra”.

La posizione della Spagna

Al summit partecipa anche il premier spagnolo Pedro Sanchez, deciso a respingere eventuali nuove critiche del presidente americano sulla spesa militare di Madrid. Il governo spagnolo ribadisce di aver raggiunto gli obiettivi di capacità fissati dalla Nato per il 2025 e ricorda di essere tra i principali contributori alle missioni dell’Alleanza, pur continuando a non condividere l’obiettivo di destinare il 5% del Pil alla difesa.


 

 

 




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 agi

Source link

Di