Nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) resecabile in stadio II o III, l’aggiunta dell’anti-PD-1 toripalimab alla chemioterapia perioperatoria a base di platino permette di migliorare il tasso di risposta patologica maggiore (MPR) e la sopravvivenza libera da eventi (EFS). Lo dimostrano i risultati dell’analisi finale dello studio di fase 3 NEOTROCH, resi noti in un comunicato stampa dall’azienda che sta sviluppando il farmaco, la biotech cinese Shanghai Junshi Biosciences.
Con la combinazione toripalimab più chemioterapia si sono raggiunti i parametri di efficacia predefiniti per l’EFS e il tasso di MPR nella coorte di pazienti in stadio II/III e quelli per il tasso di MPR nella coorte in stadio III, riferisce l’azienda.
Sulla base di questi risultati, gli sviluppatori intendono presentare in futuro una domanda supplementare di autorizzazione all’immissione in commercio alle autorità regolatorie, che potrebbe estendere l’indicazione di toripalimab in combinazione con la chemioterapia perioperatoria, attualmente limitata ai pazienti in stadio III, anche ai pazienti con tumore resecabile in stadio II o III.
Secondo quanto si legge nella nota, l’Agenzia nazionale cinese per i prodotti medici (NMDA) aveva precedentemente approvato l’impiego perioperatorio di toripalimab in combinazione con la chemioterapia a base di platino per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule resecabile in stadio IIIA o IIIB, sulla base dei risultati preliminari dello studio NEOTORCH. Questa decisione ha rappresentato la prima approvazione di un trattamento perioperatorio per il tumore al polmone in Cina e la seconda a livello mondiale.
I risultati dell’analisi preliminare dello studio NEOTORCH erano stati condivisi durante una sessione plenaria virtuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) nell’aprile 2023. In questa analisi, dopo un follow-up mediano di 18,25 mesi, la mediana di EFS non era risultata valutabile (NE; IC al 95% 24,4-NE) nel braccio trattato con toripalimab più la chemioterapia, mentre era risultata di 15,1 mesi (IC al 95% 2 10,6-21,9) nel braccio di controllo, trattato con la chemioterapia più un placebo (HR 0,40; IC al 95% 0,277-0,565; P < 0,0001). I tassi stimati di EFS in ciascun braccio erano risultati rispettivamente dell’84,4% contro 57,0% a 12 mesi e del 64,7% contro 38,7% a 24 mesi.
Nei 265 pazienti che presentavano un livello di espressione di PD-L1 pari ad almeno l’1%, la mediana di EFS era risultata NE nel braccio sperimentale e pari a 13,3 mesi nel braccio di controllo (HR 0,31; IC al 95% 0,197-0,481), mentre nei 139 pazienti con un livello di espressione di PD-L1 inferiore all’1%, la mediana di EFS era risultata rispettivamente NE e pari a 15,3 mesi (HR 0,59; IC al 95% 0,327-1,034).
Per quanto riguarda la sicurezza, al momento dell’analisi intermedia non sono stati identificati segnali nuovi. Eventi avversi emergenti dal trattamento di grado 3 o superiore si sono verificati nel 63,4% dei pazienti trattati con la combinazione di immuno e chemioterapia e nel 54% dei controlli. Gli eventi avversi emergenti dal trattamento di grado elevato più comuni sono risultati la neutropenia, la leucopenia, la polmonite, l’anemia e la trombocitopenia.
Lo studio NEOTORCH
Lo studio NEOTORCH (NCT04158440) è un trial multicentrico condotto in Cina, randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco nel quale si sono valutate la sicurezza e l’efficacia di toripalimab o un placebo, in combinazione con la chemioterapia, per il trattamento perioperatorio di 501 pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio II o III, resecabile.
I partecipanti sono stati assegnati al trattamento con toripalimab 240 mg o un placebo corrispondente, in entrambi i bracci in combinazione con la chemioterapia a base di platino.
Gli endpoint primari dello studio comprendevano il tasso MPR, valutato da revisori indipendenti in cieco nella popolazione di pazienti con tumore in stadio III, l’EFS nella popolazione in stadio III, valutata dallo sperimentatore, il tasso di MPR nella popolazione in stadio II/III e l’EFS nella popolazione in stadio II/III. Gli endpoint secondari comprendevano, invece, il tasso di risposta patologica completa (pCR), la sopravvivenza libera da malattia (DFS) e la sopravvivenza globale (OS).
Potevano partecipare allo studio i pazienti di età compresa tra 18 e 70 anni con tumore del polmone non a piccole cellule resecabile in stadio II, IIIA o IIIB, confermato istologicamente, e con lesioni misurabili secondo i criteri RECIST v1.1. Altri criteri di eleggibilità includevano un performance status ECOG pari a 0 o 1 e una funzionalità d’organo adeguata. Non potevano, invece, essere arruolati pazienti con malattia localmente avanzata, non resecabile o metastatica, pazienti portatori di mutazioni note di EGFR o traslocazioni di ALK, pazienti già sottoposti a una precedente terapia sistemica antitumorale per il tumore in stadio iniziale e pazienti con una tubercolosi attiva.
Il valore dello studio
NEOTORCH è uno studio importante perché conferma il valore della strategia perioperatoria con l’mmunoterapia nel tumore del polmone non a piccole cellule operabile e rafforza il concetto di impiego precoce dell’immunoterapia.
I suoi risultati vanno ad aggiungersi a quelli di studi su altri farmaci immunoterapici, come CheckMate-816 e KEYNOTE-671 e contribuiscono, quindi, all’evoluzione dello standard terapeutico nel tumore del polmone resecabile verso approcci perioperatori che prevedono l’integrazione dell’immunoterapia con la chemioterapia.
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