Roberto Vannacci continua il suo shopping, si fa per dire, tra i parlamentari di altri partiti. Il generale, dopo aver imbarcato già alcuni ex Fdi e Lega, come Laura Ravetto ed Emanuele Pozzolo, adesso scippa deputati ed eurodeputati anche a Forza Italia. Oggi c’è stato l’annuncio di ben 5 transfughi: si tratta di Domenico Furgiuele, Gianangelo Bof, Attilio Pierro e Davide Bergamini, oltre all’eurodeputato Antonio Maria Rinaldi.
Gongola il generale, che oggi era a Viareggio, in provincia di Lucca, per dare la lieta notizia. “Non siamo noi che facciamo la questua, ma sono loro stessi che si sono rivolti a noi, perché credono nel progetto e nel fatto di portare avanti questa novità politica degli ultimi 15 anni in Italia… – ha detto Vannacci – Ci sono anche tanti sindaci, consiglieri comunali e molti consiglieri regionali che ci hanno contattato e molti quelli che ci hanno già raggiunto. Questo dimostra anche quello che Futuro Nazionale vuol portare avanti”. I sondaggi in fondo stanno dalla sua parte, con Futuro Nazionale che veleggia intorno al 4%.
Va detto che il percorso di Pierro e Bergamini in Forza Italia non è che sia durato tantissimo. Erano approdati nel partito azzurro solo lo scorso gennaio (dopo aver lasciato il Carroccio) e già se ne vanno, senza lasciare molta traccia di sé. Secondo l’Adnkronos, neppure Marina Berlusconi sarebbe preoccupata di questi due adii. “Auguro buona fortuna a Pierro e Bergamini, noi andiamo avanti per la nostra strada, sono cose che possono capitare”, dice Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia. “Quel che conta -assicura Nevi- è per noi rafforzare il nostro messaggio: l’unico e solo obiettivo è sconfiggere la peggiore sinistra degli ultimi anni, che propone solo tasse e patrimoniale…”.
“Ci sono momenti nella vita – ha scritto il deputato Furgiuele per spiegare la sua mossa – in cui bisogna avere il coraggio di lasciare ciò che si ama quando non lo si riconosce più. Dopo dodici anni, lascio la Lega. Non è una decisione improvvisa. È una scelta meditata, rinviata più volte. Ho cercato dentro di me e nel confronto con chi si sta occupando del partito negli ultimi tempi, motivi per restare, ma non ne ho trovati. A febbraio decisi di riporre fiducia nelle parole del Segretario a cui va la mia riconoscenza per il percorso fatto, ma nulla è cambiato. Ho chiesto alla mia comunità militante di trovare una motivazione, un appiglio per restare, ma nulla! Troppa l’amarezza, troppa la delusione!”. E ancora: “La Lega nella quale entrai nel 2014 non è più quella di oggi. Almeno non alle nostre latitudini. La Lega di oggi è quella che si definisce post ideologica, è quella che rinnega un percorso di 12 anni. È quella dei manifesti ideologici che apre ai capricci Lgbt, che prende i soldi degli Italiani e li manda a Zelensky. Ai tempi, scelsi quella strada quando molti cercavano approdi più comodi. Eravamo rimasti orfani di un mondo che aveva tradito. Trovammo una comunità militante, una struttura organizzata, gerarchica, fondata sul sacrificio, sull’appartenenza e sulla disciplina. Per chi, come me, proveniva dall’area Nazional popolare e da una formazione tradizionalista, quella casa rappresentava la possibilità di continuare una battaglia ideale. Non fu una scelta facile”. Insomma: a Furgiuele non appartiene “il moderatismo senza anima. Non mi appartiene il centrodestra sbiadito e fluido che confonde la prudenza con la rinuncia. Sarei potuto restare dove ero. In una posizione certamente più comoda. Da parlamentare della maggioranza di governo. Da uomo che ha contribuito a fondare e radicare la Lega nel Mezzogiorno d’Italia. Ma non ho mai scelto la comodità. Scelgo ancora una volta l’idea! Scelgo ancora una volta la trincea”.
Sulla stessa linea anche Pierro. “Dopo dodici anni di militanza nella Lega e la successiva breve esperienza in Forza Italia, ho deciso di aderire a Futuro Nazionale, il movimento politico guidato dal Generale Roberto Vannacci – ha scritto in una nota – Si tratta di una scelta che qualcuno potrebbe giudicare sorprendente per la sua rapidità. In realtà è una decisione maturata nella piena consapevolezza che la politica non può essere soltanto appartenenza a un partito, ma deve essere soprattutto fedeltà ai propri valori. Ho sempre creduto nella difesa dell’identità nazionale, nella sovranità dell’Italia, nella valorizzazione dei territori, nella sicurezza, nelle nostre radici culturali e nella tutela degli interessi del popolo italiano. Sono principi che hanno accompagnato tutto il mio percorso politico e personale. L’approdo in Forza Italia è stato compiuto con rispetto e convinzione, ma in questi mesi non ho trovato quella piena sintonia ideale che considero indispensabile per svolgere con passione e coerenza il mio impegno politico.C on la nascita di Futuro Nazionale ho invece ritrovato una comunità politica capace di interpretare senza ambiguità quei valori nei quali mi riconosco da sempre. Ho rivisto in questo progetto la stessa passione, la stessa determinazione e la stessa visione che mi hanno portato a impegnarmi in politica”. Una scelta di coerenza, insomma. “Con questa scelta, non cambio i miei valori. Non cambio la mia identità politica. Non rinnego il mio passato. Al contrario, proseguo un percorso che oggi trova in Futuro Nazionale la sua espressione più autentica. Aderisco a Futuro Nazionale con entusiasmo, mettendo a disposizione la mia esperienza e il mio impegno per costruire una destra forte, credibile, radicata nei territori e orgogliosamente al servizio della Nazione. Non cambio ideali. Ma confermo gli ideali di sempre”.
Intanto Vannacci punta a “radicarsi sui territori” per “avere un seguito” e provare a fare “la politica che arriva dal basso”. “Stiamo lontani dalle manovre di palazzo. Non siamo noi che facciamo la questua con i deputati per andare a trovare il quorum per formare un gruppo parlamentare, ma sono loro stessi che si sono rivolti a noi”, ha detto il generale a Viareggio. “Oggi c’è una moda nei partiti, si definiscono post ideologici, si sono trasformati da partito a Scuola radio Elettra. Invece un partito si deve basare su valori e principi ai quali noi non rinunciamo e traduciamo nel programma. E poi oggi l’economia guida la politica, noi siamo perché la politica faccia le scelte sull’economia. Deve tornare la primazia della politica sull’economia”.
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