Sempre più sentieri e vie verdi si connettono tra loro, percorribili in bicicletta lungo una ciclopedonale moderna, accessibile e curata. Un tracciato che collega i Mulini di Gurone alla Folla di Malnate, seguendo il corso dell’Olona e attraversando una valle dall’antica anima industriale, che per quasi cinque secoli ha fatto girare ruote idrauliche. Inaugurata tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, la nuova infrastruttura è già diventata uno dei percorsi ciclistici più apprezzati del Varesotto: su terreno praticamente piano, immersa nel verde, carica di storia e finalmente connessa a una rete più ampia che guarda fino alla Svizzera.
MoveOn: connettere i territori pedalando
La ciclopedonale fa parte del progetto MoveOn, un’iniziativa che punta a cucire insieme le valli del Varesotto attraverso corridoi verdi percorribili lentamente, a piedi o in sella. Il tratto dai Mulini di Gurone alla Folla di Malnate è uno dei tasselli più attesi, perché chiude un anello che da un lato si aggancia alla ciclopedonale della Valle del Lanza, quella che risale verso Nord fino al confine con il Canton Ticino e dall’altro, attraverso il Ponte di Vedano, si prolunga nella Valle dell’Olona in direzione Castellanza e dell’Alto Milanese. In pratica, chi pedala qui si trova al crocevia di due grandi assi ciclistici: può salire verso la Svizzera oppure scendere verso Milano, senza quasi dover fare i conti con il traffico delle auto su strada. Il tracciato è realizzato in asfalto chiaro a doppia corsia, con una scelta tecnica non casuale: il colore più chiaro riduce l’assorbimento di calore nei mesi estivi e abbassa l’impatto visivo sul paesaggio circostante. Gli attraversamenti stradali sono protetti da segnaletica luminosa che si attiva al passaggio dei ciclisti e dei pedoni, un dettaglio di civiltà che chi usa la bici tutti i giorni sa apprezzare più di qualsiasi slogan sulla mobilità sostenibile. Il percorso è pianeggiante e questo lo rende adatto a famiglie con bambini, a chi usa bici cargo o passeggini, ai cicloturisti con le borse piene di bagaglio e a chi semplicemente vuole godersi una pedalata in relax.
I Mulini di Gurone
La partenza ideale è la frazione di Gurone, nel comune di Malnate, dove si trovano i mulini che danno il nome al percorso. Le prime tracce di attività produttiva lungo questa sponda dell’Olona risalgono al XII secolo, ma la costruzione dei mulini nell’area di Gurone come la conosciamo oggi risale al ‘500, quando le ruote idrauliche macinavano grano, lavoravano semi oleosi, producevano tessuti. I mulini passarono di mano in mano nel corso dei secoli. L’ultimo smise di funzionare nel 1970, appena un soffio di tempo fa, guardando la storia da lontano. Oggi restano le rogge, i canali artificiali che convogliavano l’acqua del fiume verso le pale, i muri in pietra che trattengono la vegetazione, la diga costruita nel 2010 per proteggere il sito dalle esondazioni sempre più frequenti dell’Olona, i pannelli che il circolo di Legambiente locale ha installato per raccontare ai passanti cosa accadeva qui quando la forza dell’acqua era l’unico motore disponibile. Un giro a Gurone prima di partire è il modo giusto per “entrare” nel paesaggio che si sta per percorrere.
Lungo il binario dimenticato: la Ferrovia della Valmorea
Uno degli elementi più affascinanti di questo percorso è l’invisibile presenza che lo accompagna per buona parte del tragitto: il tracciato della Ferrovia della Valmorea, la linea ferroviaria inaugurata nel 1904 che collegava Castellanza a Cairate e che nel 1926, dopo il prolungamento fino a Mendrisio, divenne un asse internazionale tra l’Alto Milanese e il Canton Ticino. Un treno che attraversava i confini, portava merci e persone, sfidava le colline del Varesotto con i suoi fischi. Nel 1928, per ordine del governo fascista, il collegamento con la Svizzera fu troncato: il traffico passeggeri cessò nel 1952 e l’ultimo treno merci passò nel 1977. Di quel percorso restano il sedime ferroviario, i ponti, le stazioni abbandonate. La ciclopedonale si affianca a quel binario oggi inattivo: pedalando si ha la sensazione di seguire una doppia storia, quella dell’acqua e dei mulini da una parte, quella del vapore e delle locomotive dall’altra.
La Folla di Malnate
Il punto di arrivo, o di partenza, per chi preferisce percorrere il tracciato in senso inverso, è la Folla di Malnate, una frazione il cui nome porta già in sé la sua storia. In questa zona in passato si eseguiva attività di follatura: la lavorazione meccanica dei tessuti e degli stracci necessaria alla produzione della carta. Qui si incontrano due corsi d’acqua: l’Olona e il torrente Lanza, una congiunzione geografica che ha determinato la storia produttiva del luogo. Nel 1881 qui sorgeva già il cotonificio Schoch e l’intera area era un concentrato di manifatture che sfruttavano la forza motrice del doppio fiume. Oggi la Folla è il nodo ciclistico per eccellenza del Varesotto meridionale. Da qui si può continuare verso Nord lungo la ciclabile della Valle del Lanza, che risale il torrente fino al confine con la Svizzera oppure proseguire verso Sud nella Valle dell’Olona. Chi ama i progetti ciclistici ambiziosi sa già che questi percorsi fanno parte della cosiddetta Ti-Ciclo-Via, la ciclovia che punta a connettere il Ticino svizzero con Milano, attraverso un corridoio verde quasi ininterrotto.
Le cave di Molera: un monumento naturale da non perdere
Chi decide di allungare la pedalata verso la Valle del Lanza troverà, poco oltre la Folla, una delle curiosità naturalistiche più insolite del Varesotto: le Cave di Molera, un sistema di antiche cave di arenaria inserito dal 2015 tra i Monumenti Naturali della Regione Lombardia. L’estrazione della “pietra molera”, chiamata così per il suo tradizionale utilizzo nella produzione di mole da affilatura, ha lasciato nel fianco della collina una serie di cavità profonde con pareti verticali alte e levigate, nelle quali la natura ha avuto il tempo di costruire un ecosistema unico: vegetazione rupestre, microclima fresco e umido, licheni rari. Una dozzina di grotte principali è accessibile lungo il Sentiero del Fondovalle del Parco della Valle del Lanza. L’estrazione dell’arenaria in questa valle risale al XIII secolo e ha alimentato cantieri e laboratori di tutta la provincia di Varese per oltre sei secoli. Varcarne l’ingresso, anche solo per qualche passo, dà la vertigine del tempo: le pareti di roccia color ocra raccontano generazioni di scalpellini che lavoravano a pochi metri dall’acqua del Lanza.
Consigli per chi pedala
La ciclopedonale Gurone-Folla è adatta praticamente a qualsiasi tipo di bicicletta: da città, ibrida, e-bike, MTB su strada. Il fondo in asfalto chiaro garantisce scorrevolezza anche con pneumatici stretti. La lunghezza del tratto diretto è contenuta, pensata per essere inserita con facilità in un itinerario più ampio: chi vuole può prolungare verso la Valle del Lanza aggiungendo qualche chilometro di pedalata fino alle Cave di Molera o addirittura fino al confine svizzero, per un’escursione transfrontaliera del tutto originale. La primavera è la stagione perfetta per affrontare questo percorso: il verde della valle è nel suo momento più generoso, l’Olona scorre vigoroso dopo i disgeli e la luce bassa del mattino trasforma il pelo dell’acqua in uno specchio che vale da solo il viaggio. Lungo il percorso non mancano punti di sosta attrezzati e la connessione con i centri abitati di Malnate e Gurone garantisce la vicinanza a punti di ristoro. Per chi arriva da fuori provincia, Malnate è raggiungibile comodamente in treno da Varese o da Milano Cadorna.
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Alessandra Favaro
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