AGI – Russell Crowe torna al Taormina Film Fest per ricevere un riconoscimento alla carriera e incanta il pubblico siciliano con un discorso in cui cita persino il cantautore italiano Ultimo. L’attore premio Oscar ha ripercorso i momenti più intensi della sua carriera trentennale, dall’epico Gladiatore alle sfide fisiche più estreme, offrendo consigli ai giovani aspiranti attori e rivelando retroscena inediti sui suoi film più celebri.
L’amore per la Sicilia e la citazione di Ultimo. “È un grande onore tornare qui. Oggi ho partecipato al festival, ma sono anche venuto a Taormina in vacanza con la mia famiglia. Amo questa città e amo la Sicilia”, ha dichiarato l’attore australiano durante la masterclass con il pubblico anticipando il discorso che terrà sul palco del Teatro Antico. Poi la sorpresa: una citazione del cantautore romano Ultimo. “Vi incoraggio a seguire i vostri sogni, immaginare dove volete arrivare è il primo passo per raggiungere la vostra meta, come dice la bellissima canzone di Ultimo: ‘Ero il bambino che contava le stelle’. Io da grande, da uomo maturo, continuo a contare le stelle e seguire i miei sogni fino in Sicilia”, ha aggiunto Crowe parlando del cantautore romano che tra pochi giorni il 4 luglio a Tor Vergata terrà un concerto davanti a 250 mila spettatori. Un qualcosa di paragonabile alle battaglie nel Colosseo.
Il Gladiatore: “Colpito in faccia con un’ascia”
Ripensando al ruolo che gli valse l’Oscar, Crowe ha raccontato lo shock del primo giorno sul set di Ridley Scott. “Avevo fatto film come L.A. Confidential e The Insider, in cui due uomini conversano in una stanza d’albergo, per poi trovarmi sul set con centinaia di cavalli, dozzine di catapulte, seicento o settecento soldati romani. Era semplicemente gigantesco”, ha spiegato l’attore. “Sono stato colpito in faccia con un’ascia, non è stata un’esperienza bella. Ogni singolo giorno, ogni singolo minuto che vedete nel film Il Gladiatore sono io”, ha rivelato Crowe smentendo di essere ricorso a stunt-man, aggiungendo: “Gli attori più anziani mi dicevano di lasciar fare agli stunt. Mi pento di aver avuto quel tipo di atteggiamento. Ma ero così determinato a dare a Ridley il maggior numero di riprese al cento per cento. Il consiglio che quegli attori anziani cercavano di darmi, avrei dovuto ascoltarli. Ora sono anziano e combatto con i tendini ed è dura”.
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I ruoli più impegnativi della carriera
Riflettendo sui ruoli più impegnativi, Crowe ha distinto tra sfide diverse. “Quello che è stato il più impegnativo a causa del livello di coinvolgimento richiesto è stato A Beautiful Mind. Quello era molto difficile, c’era molto da assimilare e molto da portare avanti,” ha detto l’attore.
Le sfide fisiche tra Noah e Cinderella Man
Sulle sfide fisiche, ha raccontato: “Il Gladiatore e Cinderella Man sono state grandi sfide, ma la sfida fisica di Noah per Darren Aronofsky era più profonda perché ero più vecchio, ed era molto più doloroso. Dei giorni di riprese, abbiamo girato trentasei giorni sotto le torri della pioggia. Non una pioggia estiva piacevole, ma grandi gocce di pioggia hollywoodiane che ti colpiscono in testa come la tortura cinese dell’acqua,” ha dichiarato Crowe.
Il consiglio ai giovani attori
Rivolgendosi agli aspiranti attori presenti in sala, Crowe ha condensato la sua esperienza in poche parole chiave. “Nel cinema ci sono due regole: dettaglio e collaborazione. Ogni parte del vostro film diventa più forte perché vi siete concentrati sul dettaglio e sulla natura collaborativa del vostro rapporto con tutti coloro con cui lavorate”, ha osservato l’attore. “Il mio consiglio è: imparate a ballare con un partner. Andate a prendere lezioni di valzer viennese. Imparate il tango. Perché lavorare a ritmo con qualcun altro è il segreto assoluto per rendere speciale un lungometraggio”, ha aggiunto.
Streaming e nuovo film per Netflix
Sul tema delle piattaforme digitali, Crowe ha offerto una visione equilibrata. “La cosa positiva dello streaming è la disponibilità, ma io sono un grande sostenitore dell’esperienza cinematografica. Non possiamo lasciare che questo scompaia, perché quella parte dell’esperienza è così importante per la narrazione all’interno di una comunità”, ha dichiarato. L’attore ha poi rivelato: “Netflix mi ha contattato tempo fa per dirmi che avevo il maggior numero di film al primo posto per un attore che non aveva mai lavorato per loro. Così ho fatto un film per loro l’anno scorso, Unabomber, che uscirà a settembre o ottobre”.
Highlander con Henry Cavill
Guardando al futuro, Crowe ha anticipato il suo ritorno sul grande schermo. “Ho appena finito le riprese di ‘Highlander’ di nuovo con Henry Cavill, che interpreta McCloud mentre io sono Ramirez. È una produzione Amazon diretta da Chad Stahelski, che ha diretto tutti i film di John Wick. Sarà fantastico”, ha concluso l’attore sessantaduenne, non senza ironia: “Ho appena fatto una sequenza di combattimento di due settimane con le spade con Dave Bautista. Quando avevo quell’età per Il Gladiatore, ero fottutamente pazzo. Ora è diverso”.
Il nuovo film ‘Bear Country’
Russell Crowe è a Taormina anche per presentare ‘Bear Country’ in anteprima mondiale: “Racconta la parte oscura di Los Angeles. Allo zoo c’è una statua dell’orso che che è il simbolo della California. E il mio personaggio, se ci pensate, sembra proprio un orso”, ha spiegato sorridendo. Al suo fianco il regista Derrick Borte e agli attori Nina Dobrev ed Aaron Paul, star rispettivamente di “The Vampire Diaries” e “Breaking Bad” anche loro braccati dai fan.
L’amore per l’Italia
“Amo l’Italia dall’alto al basso, da un lato all’altro. È incredibile. Non ho visto tutto di questo Paese, ma sono stato in tantissimi posti”, racconta sorridendo Crowe quando gli chiedono del rapporto con il nostro paese. “Ho spesso pensato di girare un film a Roma, con tutta la sua follia, una storia contemporanea”. Ma poi, ammette, “basta spostarsi di qualche chilometro per essere travolti da nuove suggestioni”, come “Piacenza, Varese, Udine e Siena, che è pazzesca”. Quest’ultima tra l’altro è vicina proprio all’iconica casa del “Gladiatore“.
Il sogno di girare un film in Italia
“Non è una cosa che si può decidere al volo. Anche mentre parliamo ho una decina di idee che mi rimbalzano nella testa. Mi piacerebbe tantissimo fare un film in Italia, mi piacerebbe dirigerlo e mi piacerebbe scegliere tutte le storie”, ha sottolineato con il sorriso.
L’abbraccio dei fan a Taormina
Un sogno vederlo sul set nel nostro paese anche per le centinaia di fan, che dopo aver ascoltato il suo iconico “Al mio segnale scatenate l’inferno” lo hanno preso in parola assalendolo per selfie e autografi a cui Crowe non si è sottratto donandosi completamente al pubblico.
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