La Direttiva UE 2024/3237, entrata in vigore il 19 gennaio 2025 ma con un termine di recepimento per gli Stati membri fissato al 20 luglio 2027, modifica la precedente Direttiva 2015/413 per rafforzare la cooperazione transfrontaliera nella gestione delle infrazioni stradali commesse da conducenti non residenti. L’obiettivo è ridurre il 40% delle violazioni transfrontaliere che oggi restano impunite, migliorando l’identificazione dei trasgressori, la notifica delle sanzioni e la tutela dei diritti dei cittadini. L’articolo analizza cosa prevede davvero la normativa, le novità introdotte e le implicazioni pratiche per gli Stati membri, senza aggiungere elementi non previsti dal testo ufficiale.
Contesto e obiettivi della Direttiva
La Direttiva (UE) 2024/3237, adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 19 dicembre 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, rappresenta un passo avanti concreto nel contrastare le violazioni stradali transfrontaliere. Secondo i dati della Commissione Europea, circa il 40% delle infrazioni commesse da conducenti non residenti rimane impunito a causa di difficoltà nell’identificazione dei trasgressori o nell’applicazione delle sanzioni pecuniarie. La nuova normativa mira a colmare queste lacune, rafforzando la cooperazione tra Stati membri, semplificando le procedure di notifica e garantendo una maggiore trasparenza per i cittadini.
La direttiva non introduce un “verbale unico digitale” europeo, né impone agli Stati membri di digitalizzare completamente i procedimenti sanzionatori. Tuttavia, rafforza lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali, amplia l’elenco delle infrazioni coperte e migliora le garanzie procedurali per i cittadini, con particolare attenzione alla chiarezza delle notifiche e alla protezione dei dati personali.
Cosa prevede la Direttiva UE 2024/3237
La direttiva modifica e integra la Direttiva 2015/413, introducendo quattro macro-ambiti di intervento:
1. Rafforzamento della cooperazione transfrontaliera
La normativa obbliga gli Stati membri a collaborare attivamente per:
- Identificare i trasgressori non residenti tramite lo scambio automatico di dati (es. targhe, informazioni sui veicoli).
- Facilitare il recupero delle sanzioni attraverso meccanismi di assistenza reciproca (es. recupero crediti, notifiche transfrontaliere).
La direttiva rafforza e chiarisce le procedure di assistenza reciproca tra Stati membri, con l’obiettivo di rendere più rapide ed efficaci identificazione, notifica ed esecuzione delle sanzioni.
Esempio pratico: Se un cittadino tedesco commette una violazione in Italia, le autorità italiane potranno richiedere all’autorità tedesca di identificare il proprietario del veicolo e notificare la sanzione, senza dover affrontare procedure burocratiche complesse.
2. Ampliamento delle infrazioni coperte
La direttiva estende l’elenco delle violazioni per cui è prevista la cooperazione transfrontaliera.
Oltre alle infrazioni già incluse nella Direttiva 2015/413 (es. eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, mancato uso delle cinture di sicurezza), ora sono comprese anche:
- Mancato rispetto della distanza di sicurezza;
- Sorpasso pericoloso;
- Sosta o fermata pericolosa;
- Attraversamento di linea continua;
- Guida contromano;
- Mancata precedenza ai mezzi di emergenza;
- Veicolo sovraccarico;
- Hit-and-run (fuga dopo un incidente);
- Violazioni ai passaggi a livello
3. Notifiche più chiare e trasparenti
La direttiva stabilisce requisiti minimi per le notifiche delle sanzioni e rafforza le regole sulla lingua delle notifiche e dei documenti di follow-up, per renderli comprensibili al destinatario e garantire un esercizio effettivo del diritto di difesa.
La lettera di notifica inviata al trasgressore deve contenere informazioni chiare su:
- Natura dell’infrazione;
- Importo della sanzione;
- Modalità e termini di pagamento;
- Diritto di ricorso e procedure per contestare la sanzione;
- Autorità competente per eventuali chiarimenti.
4. Tutela dei dati personali e garanzie procedurali
La direttiva rafforza la protezione dei dati in linea con il GDPR, garantendo che:
- Lo scambio di informazioni tra Stati membri avvenga nel rispetto della privacy;
- Siano chiaramente informati sui loro diritti in caso di contestazione.
La direttiva rafforza gli obblighi informativi verso i cittadini e prevede un portale informativo europeo con indicazioni sulle regole stradali, le procedure di ricorso, le multe, i sistemi di enforcement e i mezzi di pagamento
Cosa “non” prevede la Direttiva
La Direttiva 2024/3237 “non”:
- Introduce un “verbale unico digitale” europeo: Non esiste un modello standardizzato di verbale imposto dall’UE. Ogni Stato membro può mantenere i propri sistemi nazionali, purché garantiscano la cooperazione transfrontaliera e il rispetto delle nuove norme
- Impone la digitalizzazione completa dei procedimenti sanzionatori: La direttiva non obbliga gli Stati a digitalizzare tutti i verbali o a utilizzare tablet, body cam, droni o cloud. Questi strumenti possono essere adottati a livello nazionale, ma non sono prescritti dalla normativa UE
- Crea un portale europeo con lo storico delle violazioni personali: La Commissione Europea ha annunciato un portale informativo che fornirà ai cittadini informazioni generali su:
- Regole di sicurezza stradale nei vari Stati membri;
- Procedure di ricorso;
- Importi delle multe;
- Sistemi di enforcement.
Non è prevista, invece, la condivisione di un archivio personale delle violazioni di ciascun cittadino
Impatto per gli Stati membri
Gli Stati membri avranno 30 mesi dalla pubblicazione per il recepimento nelle legislazioni nazionali. Le principali azioni richieste includono:
1. Adeguamento delle Normative Nazionali
- Ampliare l’elenco delle infrazioni per cui è prevista la cooperazione transfrontaliera, includendo quelle nuovamente elencate nella direttiva.
- Garantire che le lettere di notifica siano inviate nella lingua del documento di immatricolazione del veicolo (ovvero la lingua del Paese di residenza del conducente), per assicurare la piena comprensione dell’atto e il diritto di difesa.
2. Rafforzamento dei punti di contatto nazionali
Ogni Stato membro dovrà designare un’autorità nazionale (o un punto di contatto) responsabile di:
- Ricevere e inoltrare le richieste di cooperazione dagli altri Stati membri;
- Accedere ai registri dei veicoli (VRD) degli altri paesi per identificare i trasgressori;
- assicurare il rispetto dei termini e delle modalità di cooperazione previsti dalla normativa UE per l’identificazione e la notifica delle infrazioni.
3. Formazione degli operatori
- Formare le forze di polizia e gli uffici amministrativi sulle nuove procedure di cooperazione transfrontaliera.
- Sensibilizzare gli operatori sull’importanza di notifiche chiare e tempestive per ridurre le contestazioni.
4. Cooperazione con gli altri Stati membri
- Partecipare attivamente allo scambio di informazioni e alle procedure di assistenza reciproca;
- Utilizzare i canali ufficiali per la trasmissione dei dati.
Criticità e sfide applicative
Nonostante i benefici attesi, l’attuazione della direttiva potrebbe incontrare alcune difficoltà:
1. Differenze tra i sistemi nazionali
Non tutti gli Stati membri hanno sistemi informatici compatibili o procedure amministrative allineate. Questo potrebbe rallentare lo scambio di dati o creare incomprensioni nelle notifiche.
2. Protezione dei dati e GDPR
Lo scambio di informazioni tra Stati membri deve rispettare il GDPR. Sarà fondamentale garantire la sicurezza dei dati e evitare abusi nell’accesso ai registri dei veicoli.
3. Tempistiche di recepimento
Il termine per il recepimento nazionale è il 20 luglio 2027. Alcuni Stati potrebbero ritardare l’adeguamento, soprattutto se dovranno modificare leggi o sistemi informatici esistenti.
Verso una cooperazione più efficace
La Direttiva UE 2024/3237 rappresenta un passo importante per ridurre l’impunità delle violazioni stradali transfrontaliere, migliorando la cooperazione tra Stati membri, la chiarezza delle notifiche e la tutela dei diritti dei cittadini.
Non introduce un sistema digitale unificato, ma rafforza gli strumenti esistenti per rendere più efficace l’applicazione delle sanzioni.
Il successo della direttiva dipenderà dalla capacità degli Stati membri di:
- Recepire tempestivamente la normativa;
- Cooperare attivamente con gli altri paesi;
- Garantire trasparenza e tutela dei dati nei processi di notifica e riscossione.
Solo così l’Europa potrà ridurre il 40% delle violazioni transfrontaliere che oggi restano impunite e migliorare la sicurezza stradale per tutti i cittadini.
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Laura Biarella
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