Aiutare i genitori a gestire i contenuti che i bambini possono vedere sul telefonino: la mossa di Apple analizzata dagli esperti
Il futuro dei nativi digitali preoccupa anche Big Tech. Mentre la Gran Bretagna annuncia l’imminente divieto di social media per tutti i minori di 16 anni, Apple aveva da poco presentato a Cupertino una nuova suite di funzioni pensate per aiutare i genitori a gestire più facilmente i contenuti che i figli possono vedere sul telefonino, le persone con cui possono comunicare e i momenti in cui possono usare le app.
Con gli aggiornamenti software in arrivo in autunno, i genitori potranno accedere a nuove funzioni di sicurezza per i minori, tra cui una procedura di configurazione più semplice, con un set di app essenziali consigliate, Ask to Browse, Time Allowance e una versione aggiornata della funzione ‘Tempo di utilizzo’.
“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare tecnologie che aiutino le persone a vivere meglio tutelando al contempo la loro sicurezza”, ha affermato Sumbul Desai, medico e Vice President of Health and Fitness di Apple, presentando l’iniziativa. Una novità promossa dal pediatra Italo Farnetani, professore ordinario di Pediatria Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche United Campus of Malta.
Le reazioni del pediatria e dello scienziato
“Qui non si tratta di censura, ma di protezione – dice a LaSalute di LaPresse Farnetani – Più la rete evolve e diventa fruibile, più si affina l’esistente. L’idea di limitare e controllare gli accessi ai minori disinnesca le non poche insidie che oggi minacciano i bambini e gli adolescenti online, anche considerato che i pericoli si sono fatti sempre più subdoli”.
Quanto a Francesco Branda dell’Università Campus Bio-Medico, socio della Società europea per l’etica e la politica dell’intelligenza artificiale (Sepai), il ricercatore è convinto che la sicurezza senza privacy non è sicurezza, è sorveglianza. Apple lo ha capito. Come molti – dice a LaPresse – ho visto bambini incollati a uno schermo mentre i genitori, esausti, si sentono in colpa o impotenti. E ho visto ragazzi ricevere messaggi che non avrebbero mai dovuto vedere”.
“Quindi sì, le nuove funzioni di Apple mi fanno provare sollievo, ma anche una certa inquietudine. Per la prima volta un’azienda gigante non si limita a mettere un lucchetto, ma prova a insegnare un ritmo. Time Allowances che si adattano all’età, la possibilità di dire ‘cinque minuti in più’ invece di un no secco: sono piccole cose che, da padre o madre, contano tanto. E l’idea che i contenuti violenti o espliciti vengano sfocati senza essere inviati a nessun server mi fa fidare”. Ma vediamo meglio le novità presentate dal colosso di Cupertino.
Le novità
Quando impostano un nuovo dispositivo per i propri figli, i genitori verranno guidati passo passo nella creazione di un account per bambini. L’account per bambini è obbligatorio per i minori di 13 anni ed è disponibile fino ai 18 anni. In questo modo è possibile selezionare esattamente le app adatte. Nel tempo se ne possono aggiungerne altre, mantenendo il pieno controllo durante ogni fase. Con il nuovo Ask to Browse, mamme e papà possono anche prevedere che i figli debbano chiedere il permesso prima di accedere a nuovi siti web in Safari.
Non solo: i genitori saranno in grado di gestire fin da subito con chi possono interagire i loro figli tramite Messaggi, FaceTime e telefono, impostando di ricevere una richiesta per approvare l’aggiunta di nuovi contatti da parte dei figli. ‘Sicurezza della comunicazione’ fa già apparire sfocate le immagini di nudi in Messaggi e chiamate FaceTime ed è attivata di default per i minori di 18 anni: ora bloccherà anche i contenuti cruenti o violenti rilevati nelle immagini o nei video condivisi.
Il tempo dei bambini
Time Allowances fornisce ai genitori modalità più flessibili per gestire il tempo che i figli trascorrono nelle app, incluse quelle di intrattenimento, giochi e social network. I genitori ricevono suggerimenti appropriati alla fascia d’età dei figli basati su ricerche di esperti, e possono gestire le app a cui i figli possono accedere nei diversi momenti della giornata e durante la settimana.
Con la rinnovata funzione Tempo di utilizzo possono avere un’idea rapida e precisa dell’uso del dispositivo e limitare rapidamente l’accesso. Se però i piccoli hanno bisogno di un po’ di tempo in più per finire qualcosa in un’app, i genitori possono estendere facilmente l’accesso. Apple sta collaborando con l’American Academy of Pediatrics per adattare il suo Family Media Plan in una guida a cui i genitori possano fare riferimento.
Il parere del pediatra e i due moniti
Due precisazioni da Farnetani: “Anche se i genitori possono personalizzare l’accesso in modo proporzionato all’età dei figli, è importante che non deleghino alle macchine il ruolo educativo. Occorre dialogare, rispondere ai dubbi: perché i bambini non vanno mai lasciati soli. Il secondo punto è che il web è uno strumento prezioso, così come l’AI, ma la ricerca ci dice che fino a un’ora e mezzo al giorno di fruizione di uno schermo incrementa l’intelligenza del minore, dopo le due ore al giorno c’è un decadimento. Dunque il tempo di utilizzo è una funzione preziosa: non dimentichiamo i benefici del tempo passato all’aria aperta, possibilmente a fare sport”.
Dove sono gli adulti mentre i bambini crescono online?
Branda ha una domanda: “Chi protegge i bambini fuori dal giardino di Apple? Perché su WhatsApp, su YouTube, su un vecchio tablet Android o sul computer della scuola, queste protezioni non ci sono. E il genitore che non ha tempo o competenza per configurare tutto? Questa, per me, è una crepa etica. Poi c’è una domanda che mi faccio da anni, e che nessuna funzionalità potrà mai risolvere: dove siamo noi adulti in tutto questo? Possiamo davvero delegare a un algoritmo il compito di dire a nostro figlio ‘hai già passato troppo tempo sui social’?”.
Branda crede che “questi strumenti siano preziosi se diventano un pretesto per parlare, per sedersi accanto a un bambino e chiedergli ‘che cosa stavi cercando?’, non solo per impostare un blocco. Insomma, Apple ha costruito un’ottima stampella. Ma nessuna stampella fa camminare da sola una gamba che non c’è. La vera cura è la nostra presenza. Questi aggiornamenti ci rendono la vita più semplice, ma non ci sollevano dalla fatica di essere genitore o educatore. Anzi, forse ce la ricordano”, conclude.
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Margherita Lopes
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