AIL, Associazione Italiana contro le Leucemie – linfomi e Mieloma, in occasione della Giornata Nazionale dedicata a queste patologie rinnova un appuntamento ormai atteso e consolidato per pazienti e familiari.
Domenica 21 giugno dalle 8 alle 20 sarà attivo il Numero Verde AIL Problemi Ematologici 800 22 65 24. Il servizio, gratuito, permette ai pazienti di parlare direttamente con ematologi esperti, ricevere chiarimenti sulle proprie patologie e sulle terapie in corso, in totale riservatezza e senza le limitazioni di tempo che spesso hanno con gli ematologi che i seguono abitualmente. Saranno più di 40 gli ematologi a disposizione, un numero elevato di specialisti per garantire un supporto ancora più ampio, tempestivo e personalizzato.
L’impegno di AIL
Ogni anno in Italia vengono diagnosticate circa 30mila nuove neoplasie ematologiche, di cui oltre 2.100 riguardano bambini e adolescenti. Oggi sono circa 500mila le persone che convivono con un tumore del sangue, ma grazie ai progressi della ricerca scientifica lo scenario è profondamente cambiato: terapie innovative come l’immunoterapia e i trapianti di cellule staminali emopoietiche hanno aumentato le possibilità di guarigione e consentono a un numero crescente di pazienti di convivere a lungo con la malattia mantenendo una buona qualità di vita. In diversi casi l’aspettativa di vita delle persone affette da una patologia ematologica si avvicina sempre più a quella della popolazione generale.
Un risultato che testimonia il valore della Ricerca Scientifica e della collaborazione tra associazioni di pazienti, società scientifiche, istituzioni e comunità medico-scientifica, impegnate quotidianamente nello sviluppo di cure sempre più efficaci e accessibili. Sono quasi 60 anni che AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma – è al fianco dei pazienti e delle loro famiglie, sostenendo la Ricerca Scientifica e contribuendo concretamente al miglioramento dell’assistenza ematologica nel nostro Paese.
Negli anni AIL ha investito sempre più fondi per il finanziamento della ricerca scientifica indipendente: nel 2025 AIL ha finanziato 206 progetti di ricerca su leucemie, linfomi, mieloma e altre malattie del sangue, supportando studi innovativi finalizzati a comprendere i meccanismi alla base delle patologie, favorire diagnosi sempre più precoci e sviluppare nuove strategie terapeutiche.
L’Associazione ha inoltre ampliato il proprio impegno individuando e sostenendo importanti progetti di ricerca guidati dai più autorevoli ematologi italiani, molti dei quali presenti alla conferenza stampa dedicata alla Giornata Nazionale, e dal GIMEMA, punto di riferimento imprescindibile per la ricerca indipendente e luogo nel quale gli ematologi elaborano e sviluppano protocolli di ricerca nelle diverse patologie. L’impegno dell’Associazione ben si traduce anche nel sostegno a 111 Centri di Ematologia e di Trapianto di Cellule Staminali distribuiti sul territorio nazionale, attraverso il finanziamento di personale sanitario, apparecchiature, farmaci, ambulatori e reparti dedicati.
Presente e futuro di trapianti e CAR-T
In Italia, nel 2025 in ematologia sono stati eseguiti 5.259 trapianti e 750 CAR-T.
“Per quanto riguarda il trapianto autologo nel nostro Paese si osserva una tendenza alla riduzione, specialmente nel trattamento dei linfomi, di oltre il 30%, rispetto a cinque anni fa. Questo calo è dovuto a un sempre maggior utilizzo della terapia CAR-T”
informa Massimo Martino, Presidente GITMO, Direttore Centro unico regionale trapianti CSE e terapie cellulari, Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.
L’aspetto positivo da sottolineare è che è in aumento l’uso di questo approccio in pazienti sopra i 60 e 70 anni. Il mieloma multiplo è la patologia più trattata con trapianto autologo e rappresenta il 63% delle procedure. Al contrario dell’autologo, il numero di trapianti allogenici è in costante crescita. Nel 2025 sono stati effettuati 2.152 trapianti in Italia, con un incremento di oltre il 7% rispetto a due anni prima.
Le patologie principali sono la leucemia mieloide acuta, seguita dalla linfoblastica, ma cresce l’uso anche per mielodisplasie e mielofibrosi.
Le terapie CAR-T stanno ridefinendo il paradigma di cura di numerosi tumori ematologici, oltre che i per i risultati ottenuti nei pazienti con malattia refrattaria o resistente, anche per le nuove prospettive di impiego nelle fasi più precoci.
“Le cellule CAR-T rappresentano una delle frontiere più avanzate dell’immunoterapia”
spiega Franco Locatelli, Direttore Area Clinica di Onco-Ematologia Pediatrica, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
“esistono già numerosi prodotti CAR-T approvati per l’uso clinico nel trattamento delle forme refrattarie e resistenti delle leucemie linfoblastiche acute a cellule B, dei linfomi non-Hodgkin a cellule B e del mieloma multiplo. Oggi, però, l’obiettivo si sta spostando progressivamente verso un utilizzo più precoce. Sono infatti in corso, o in fase di attivazione, trial clinici che prevedono l’impiego delle CAR-T già alla prima ricaduta, nei pazienti con caratteristiche di alto rischio, e potenzialmente anche in pazienti neo diagnosticati nei quali esistano evidenze di un’elevata probabilità di fallimento delle terapie tradizionali”.
Anche per i linfomi, infine, le CAR-T stanno migliorando la situazione. Ogni anno in Italia si registrano circa 15.500 nuovi casi di linfoma, tra forme non-Hodgkin e Hodgkin, le innovazioni terapeutiche stanno cambiando l’approccio terapeutico.
“Le immunoterapie, in particolare le CAR-T e gli anticorpi bispecifici, rappresentano una vera rivoluzione nel trattamento dei linfomi, soprattutto dei linfomi non-Hodgkin. I risultati ottenuti finora sono estremamente incoraggianti. Nei pazienti affetti da forme particolarmente aggressive di linfoma, queste terapie consentono di raggiungere lunghe sopravvivenze e potenziali guarigioni in circa il 40% dei casi. Prima dell’avvento di queste strategie terapeutiche, la stessa categoria di pazienti aveva una sopravvivenza mediana di poco superiore ai sei mesi e soltanto l’8-10% risultava vivo a due anni”
informa Luigi Rigacci, Responsabile Commissione Linfoma di Hodgkin FIL, Comitato Direttivo FIL, Direttore UOC Ematologia e Centro Trapianto Cellule Staminali Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico e Professore Associato di Ematologia Università Campus Bio-Medico di Roma.
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