96 milioni per ristrutturare 2.500 alloggi da destinare a lavoratori e famiglie



Ristrutturare il patrimonio immobiliare pubblico e privato per offrire la possibilità di una casa a prezzi accettabili a beneficio della popolazione attiva, che studia e lavora ma che non ce la fa. Quella «Spina dorsale della Lombardia» che Regione, servendosi di fondi dell’Unione Europea, intende aiutare: su piatto 96 milioni di euro per ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili destinati a lavoratori e famiglie con Isee compreso fra 14.000 e 40.000 euro, studenti e persone in condizioni di fragilità che hanno difficoltà nel reperire soluzioni abitative sostenibili.

Il nuovo piano di housing sociale, voluto dall’assessore regionale alla Casa Paolo Franco e finanziato con fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione), consentirà di ristrutturare 2.500 abitazioni da affittare a costi inferiori rispetto ai valori di mercato.

A Varese, nella sede dell’Ufficio territoriale regionale (Utr), si è svolta l’ottava tappa del tour istituzionale, denominato ‘Abita in Lombardia. Qui Puoi’, che coinvolge tutte le province lombarde con l’obiettivo di illustrare le nuove misure attraverso un dialogo con gli stakeholder pubblici e privati. All’incontro, oltre all’assessore Franco, è intervenuto anche il sottosegretario regionale alla presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.

Franco: Lombardia prima regione con un piano casa di medio e lungo periodo

«In Lombardia – ha evidenziato l’assessore Franco – c’è una parte sempre più rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e fa funzionare la società, eppure, paradossalmente, non può permettersi una casa. Si tratta di persone e famiglie comuni, con uno stipendio normale, che però a causa del crescente costo della vita non riescono a pagare un affitto. Siamo in campo per dare risposte concrete: la Lombardia è la prima Regione italiana ad aver strutturato un piano di housing sociale con una visione di medio e lungo periodo».

Sostegno a cittadini con stipendi medi e medio-bassi

«Grazie a una gestione virtuosa dei fondi europei e a un intenso lavoro politico-istituzionale – ha proseguito Franco – siamo riusciti a convogliare ulteriori finanziamenti su una delle sfide più importanti del nostro tempo: sostenere la fascia di cittadini con redditi medi e medio-bassi che non riesce ad accedere al mercato privato degli affitti e dei mutui, né può partecipare alle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica. Una platea sempre più ampia».

Il pacchetto di misure di housing sociale da 96 milioni di euro, i cui criteri sono stati recentemente approvati dalla Giunta regionale, si inserisce nell’ambito della ‘Missione Lombardia’ – il piano di Regione per le politiche abitative – ed è rivolto a imprese, cooperative, Comuni, Aler, enti del Terzo settore ed enti religiosi, articolandosi in tre linee di intervento: una dedicata a imprese, cooperative e amministrazioni comunali (linea 1 da 48 milioni di euro); una riservata alle Aler (linea 2 da 35 milioni di euro); una destinata agli enti che operano in ambito sociale, compresi gli enti religiosi, per sostenere situazioni di fragilità e rispondere alle esigenze abitative temporanee legate a studio, lavoro o percorsi di cura (linea 3 da 13 milioni di euro).

Il contributo a fondo perduto massimo concedibile per ogni proposta di intervento sarà pari a 2 milioni di euro per le linee 1 e 3 e a 15 milioni di euro per la linea 2. Il vincolo di destinazione d’uso a servizi abitativi sociali avrà una durata pari o superiore ai 20 anni. Le agevolazioni regionali saranno destinate a sostenere gli interventi di riqualificazione edilizia necessari per la messa a disposizione degli alloggi o dei posti alloggio.

Generico 15 Jun 2026

Si amplia offerta di servizi abitativi sociali grazie a offerta pubblica e privata

Le linee 1 e 2, nello specifico, sono finalizzate a incrementare l’offerta di servizi abitativi sociali attraverso l’utilizzo di patrimonio immobiliare di soggetti pubblici e privati, per la messa a disposizione di alloggi in locazione permanente a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. La misura, che contribuisce alla rigenerazione dei quartieri residenziali pubblici favorendo il mix abitativo, si rivolge in particolare a nuclei familiari, anche monopersonali, con capacità economica insufficiente per accedere al mercato privato e, al contempo, non idonea per i Servizi abitativi pubblici (Sap).

La linea 3 è finalizzata ad ampliare l’offerta di servizi abitativi sociali promuovendo interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare, realizzati da enti privati operanti nel sociale su immobili di loro proprietà o nella piena disponibilità, per mettere a disposizione in locazione prevalentemente temporanea posti alloggio a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. L’obiettivo, attraverso processi di rigenerazione edilizia, è offrire soluzioni abitative a particolari categorie sociali, tra le quali, ad esempio, i soggetti in situazione di fragilità sociale, gli studenti, i lavoratori con contratto a termine, i parenti di familiari ricoverati presso strutture sanitarie, le donne vittime di violenza, i genitori separati.

“La linea destinata agli enti che operano in ambito sociale – ha evidenziato l’assessore Franco – affronta esigenze abitative più specifiche che possono trovare una risposta proprio nello strumento dell’housing sociale. Investire in queste iniziative significa ampliare il concetto stesso di intervento pubblico nel settore della casa”.

Il nuovo stanziamento da 96 milioni di euro si aggiunge al precedente bando regionale da 18,5 milioni di euro, attivato nel 2024, grazie al quale vengono rese disponibili circa 450 abitazioni a canone calmierato.

Ruolo degli enti è condividere responsabilità e offrire risposte

«Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore Franco – è attenta ai cambiamenti sociali ed economici che stanno trasformando il fabbisogno abitativo dei cittadini, anche in provincia di Varese. Il confronto odierno con gli stakeholder si inserisce in un percorso preciso: stiamo costruendo un modello innovativo e pragmatico fondato su una vera e propria ‘Alleanza per la Casa’, capace di mettere in rete istituzioni, operatori economici e Terzo settore. L’obiettivo è rafforzare le sinergie, condividere responsabilità e offrire risposte sempre più efficaci, garantendo il diritto all’abitare e sostenendo al tempo stesso la competitività e l’attrattività dei territori».

Cattaneo: «Obiettivo sostenere il ceto medio»

«Desidero sottolineare che una parte delle risorse destinate al nuovo Piano di housing sociale di Regione Lombardia proviene dalla rimodulazione dei fondi europei: 48 milioni di euro che rappresentano un esempio concreto di come utilizziamo gli strumenti messi a disposizione dall’Unione europea per sostenere sviluppo e coesione sociale. Ulteriori 48 milioni di euro derivano invece dalla rimodulazione dei Fondi per lo sviluppo e la coesione, destinati a iniziative di sviluppo territoriale volte a rafforzare la coesione delle comunità». Lo afferma il Sottosegretario con delega Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo presente al tour di Varese all’ufficio territoriale di Regione Lombardia.
«Si tratta di una cifra significativa, 96 milioni di euro in totale, che sarà destinata sia a soggetti pubblici sia a enti del privato sociale e a operatori privati, i quali si impegneranno a mettere a disposizione alloggi a canone calmierato per almeno vent’anni. L’obiettivo è ampliare l’offerta abitativa rivolta al ceto medio, ossia a quei nuclei familiari con ISEE tra i 14.000 e i 40.000 euro, che oggi — anche a causa dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita — incontrano crescenti difficoltà nell’accesso alla casa a prezzi di mercato», ha concluso Cattaneo.

Aler: importante occasione di confronto

Fra gli operatori e gli stakeholder presenti al tavolo di confronto, che ha preceduto il punto stampa riservato ai giornalisti, erano presenti anche i vertici di Aler, che hanno preso parte ai lavori. Secondo l’ente, «il piano, che consentirà di recuperare e riqualificare circa 2.500 alloggi in Lombardia, vede le Aler tra i principali soggetti attuatori delle politiche regionali, grazie a una linea di finanziamento dedicata da 35 milioni di euro destinata alla valorizzazione del patrimonio pubblico e all’incremento dell’offerta di servizi abitativi sociali».

Per Aler, inoltre, l’incontro di Varese ha rappresentato «un’importante occasione di confronto tra istituzioni, enti pubblici, operatori del settore e Terzo settore, confermando la volontà di costruire una rete di collaborazione capace di dare risposte concrete alle nuove esigenze abitative dei territori».





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