“Miseria e nobiltà” in scena al teatro di Arnate



Dopo il grande successo al teatro Nuovo di Gallarate la compagnia teatrale Le maschere vagabonde “capitanata” dalla regista Ileana Ridolfo, professoressa di lettere dell’IC Gerolamo Cardano, fa il bis tornando in scena il 23 giugno alle ore 20.30. Stavolta si esibiranno al Teatro San Giovanni Bosco di Arnate in Gallarate con il supporto di Agamica, che ne ha curato l’organizzazione e di don Paolo Stefanazzi, parroco di Madonna in campagna e Arnate, che crede fortemente nel valore culturale e morale del teatro mirando alla sua rivalutazione su territorio come fonte di socializzazione.

L’opera Miseria e nobiltà liberamente ispirata al testo di E. Scarpetta e’ stata scritta e riadattata da Ileana Ridolfo, che pur restando fedele alla trama originale ha inserito tanti personaggi inediti e scene nuove per permettere a tutti gli attori di recitare e per dare un tocco personale allo spettacolo. La sera del debutto al teatro Nuovo il pubblico aveva apprezzato e gradito molto questa versione senz’altro originale del capolavoro del teatro partenopeo. Gli attori sono sia adulti che ragazzi di liceo e scuola media, fa parte della compagnia anche un bambino della primaria di soli 8 anni che ha interpretato il personaggio di Peppeniello divenuto iconico per la celebre frase “Vincenzo m’è padre a me” del film con il grande Totò. Le maschere vagabonde sono una compagnia teatrale nata nell’ottobre del 2025 a seguito di un open day, il primo, che dava l’opportunità a tutti gli interessati di iscriversi al corso di teatro presso gli oratori dei quartieri.

Il progetto partiva da un’idea della regista Ridolfo, che da tanti anni fa teatro nelle scuole condivisa e sostenuta da don Paolo Stefanazzi, da Agamica, dalla Dirigente Scolastica Germana Pisacane e dai volontari del teatro nuovo e del teatro di Arnate. Il sogno di fondare una compagnia teatrale che riunisse tante persone di più quartieri nello spirito di aggregazione e di inclusione si è man mano realizzato a tal punto che i neo attori oggi dopo mesi di lavoro comune si definiscono famiglia. Ognuno infatti ha trovato nel teatro un piccolo angolo di paradiso in una dimensione speciale vissuta magicamente tra palco e realtà. Il gruppo inizialmente assai eterogeneo per origine, attività ed età si è sempre più amalgamato dando vita sul palco ad una magia che ha acceso un forte entusiasmo e tanta voglia negli spettatori di fare teatro, di recitare e di seguire le orme dei primi pionieri di questo importante progetto territoriale e intergenerazionale.

A seguito dello spettacolo molti hanno mostrato interesse a partecipare attivamente alla formazione. La recitazione ricca di comicità, ma anche di momenti commoventi e amari, ha convinto tutti, scrosci di applausi, sonore risate e lacrime di commozione hanno fatto sì che l’opera venisse messa nuovamente in scena a distanza di poco tempo. Ancora una volta i biglietti sono già tutti prenotati. Questo vuol dire non solo che l’opera ha divertito, ma ha soprattutto trasmesso tutti i forti valori e le potenti emozioni in essa contenute insieme all’enorme lavoro svolto. Passione e determinazione hanno caratterizzato la neonata compagnia che si affaccia alle luci della ribalta con tanti sogni e tanta voglia di andare avanti con il progetto per farlo conoscere in più possibile coinvolgendo tante persone adulte e ragazzi.

l riconoscimento del valore culturale di questo progetto e della sua ricaduta positiva su territorio e’ arrivato anche dalle Istituzioni presenti allo spettacolo del debutto ovvero l’assessore Claudia Mazzetti e l’assessore Stefania Picchetti, entusiaste della resa scenica di un così complesso lavoro.

Alla replica del 23 giugno parteciperà’ invece l’assessore Corrado Canziani. La scaletta della replica avrà delle variazioni rispetto alla serata del debutto. Partirà con un’ouverture d’eccezione: versi dedicati al valore didattico-educativo del teatro declamati dalla poetessa Annitta Di Mineo sulle note di Zimmer. Seguirà l’opera Miseria e nobiltà in tre atti con personaggi noti quale Felice Sciosciammoca ( Gerardo De Luca ), Pasquale ( Francesco D’ Avino ), Luisella ( Grazia Pane ), Concetta (Roberta Peri), Gemma (Gaia De Caro), Pupella (Antonella Ricciardi), Eugenio ( Giacomo Oddo ) e Luigino ( Alfredo Panariello) e personaggi inediti quali Nene’ la sciantosa (Gabriella Giaccone) , Comare Titina ( Eleonora Pizzolla ) e la sarta Piemontese ( Carla Sommaruga). Alcuni attori seguendo gli insegnamenti del meta teatro di Pirandello reciteranno tra il pubblico abbattendo la separazione invisibile tra palco e platea, ovvero la rottura della cosiddetta “quarta parete”. Lo spettacolo poi continuerà con l’esibizione canora del gemelli Morra, di Raffaella Curcetti e Francesco D’Avino che chiuderà con il mitico brano di Tullio De Piscopo “Vieni cu me”, omaggio alla musica partenopea. Presenterà l’evento Maria Riccio, docente dell’ITIS Ponti. Fonici ed esperti musicali Mirco Guida ed Edoardo Poddi, tecnici delle luci Carlo Poddi e Gianni Cozzo. Costumi e scenografie a cura di Agamica e di Stefania Fraschini grande supporter del progetto teatro su territorio, che ormai si allarga a macchia d’olio appassionando e coinvolgendo sempre più persone.

Il progetto teatro si connota nella realtà del territorio e della scuola come il progetto di tutti vissuto nella piena e gioiosa condivisione. Le scenografie recheranno ancora le gigantografia di dipinti del compianto artista Bruno Ridolfo.





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