Genova. Se ancora non sono stati del tutto definiti i contorni degli scontri avvenuti nella notte tra sabato 20 e domenica 21 giugno ai giardini di Quinto, nel levante cittadino, la cornice sembra a tutti gli effetti quella di una spedizione punitiva a sfondo xenofobo come quella avvenuta nei giorni scorsi a Pianderlino.
Ieri sera un ragazzo, minore straniero non accompagnato ospite di un centro di accoglienza, è rimasto ferito. Quattro giovani, due minorenni e due maggiorenni, tre nordafricani e un italiano, sono stati denunciati dopo essere stati fermati dalle forze dell’ordine, giunte con numerose pattuglie tra carabinieri, polizia di Stato, polizia locale e guardia di finanza. Le indagini sono in corso. Ma nell’ambito della maxi-rissa gli aggressori, armati di spranghe, e con il volto coperto da cappucci e caschi, sono tutti fuggiti.
E se è vero che il luogo dove si è verificato l’episodio – via Gianelli – già in passato era stato teatro di violenze e degrado con giovanissimi coinvolti, il collegamento fra quanto accaduto ieri e quanto accaduto a Pianderlino è inevitabile. Come inevitabile è la polemica politica che sempre di più sta montando tra il centrodestra e l’amministrazione Salis.
Tra le voci più critiche quella del presidente del municipio Levante Federico Bogliolo – il municipio è uno dei due su nove governati ancora dal centrodestra – il quale ha fatto notare come settimane fa, precisamente il 7 maggio, avesse inviato una nota all’assessora alla Sicurezza del Comune, Arianna Viscogliosi per chiederle di farsi da tramite nell’ambito del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico per garantire un presidio costante nelle zone più critiche del municipio. Tra queste c’era Quinto.
“Ero consapevole e lo sono ancora oggi che la polizia locale da sola non poteva farcela – dice Bogliolo – proprio per questo gli chiedevo di garantire da una parte il presidio della polizia locale e, oltre a questo, di chiedere un aiuto nell’ambito del comitato. Questa notte il far west, ragazzi che si rincorrevano, che si picchiavano in mezzo alla strada, bottiglie rotte dovunque che venivano tirate in mezzo ai passanti, guerriglia urbana. Con un presidio delle forze dell’ordine non sarebbe scoppiata. Non è meglio prevenire che curare?“.
Altri esponenti del centrodestra tornano all’attacco. Da giorni, in sostanza dall’omicidio di Villetta Di Negro il tema della sicurezza è diventato quello favorito per stigmatizzare la giunta Salis per chiedere le dimissioni della sua assessora alla Sicurezza. E così la capogruppo di Fratelli d’Italia, Alessandra Bianchi, sottolinea: “Poco più di una settimana fa l’annuncio, sempre contornato da grande clamore mediatico nel mood che tanto piace anche al Sindaco Salis, di maggiore presidio per il litorale e nelle aree della movida giovanile, quanto accaduto stanotte è l’ennesima conferma del fallimento delle sue politiche”.
Anche l’ex assessore alla Sicurezza del governo Bucci, Sergio Gambino (oggi capogruppo del Misto), lancia i suoi dardi: “Sommessamente vorrei ricordate che la maggior parte dei problemi in città provengono da tossicodipendenti senza fissa dimora e minori stranieri non accompagnati. In tutti e tre i casi il ruolo del Comune è centrale. Questi problemi esistevano anche quando amministravamo noi, la differenza è che non cercavamo alibi, intervenivamo, ci mettevamo la faccia e ci assumevamo la responsabilità delle nostre scelte. Oggi vediamo solo immobilismo e una città che ogni giorno appare più insicura e fuori controllo”.
A Gambino, con un post sui social, risponde proprio l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi: “Caro ex assessore alla sicurezza Gambino, nel 2022, quando era lei l’assessore alla Sicurezza, dopo le risse avvenute ai Giardini di Quinto dichiarava che “il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati rappresentava prima di tutto un problema sociale, più che di ordine pubblico”. Oggi, dai banchi dell’opposizione, sostiene invece che la responsabilità sia interamente del Comune e accusa l’attuale giunta, e me come assessora, di scaricare le responsabilità su prefetto, questore e governo. Quale delle due posizioni è quella corretta?”.
“La verità è che le criticità che oggi denuncia esistevano già durante il precedente mandato. A riconoscerlo era proprio lei. La differenza è evidente: allora chiedeva collaborazione istituzionale – continua Viscogliosi – oggi cerca un bersaglio politico, come molti di questa destra. Continuare a utilizzare un linguaggio divisivo, rischia di alimentare tensioni e contrapposizioni tra i cittadini. Su temi così delicati, gettare benzina sul fuoco significa aumentare il rischio di disordini e mettere una parte della popolazione contro un’altra. Chi ha ricoperto il ruolo di assessore alla Sicurezza dovrebbe esserne pienamente consapevole”.
Sul linguaggio della destra anche Luca Pastorino, deputato del Pd e sindaco di Bogliasco: “Chi fa politica deve ricordare che deve fare educazione e non lanciare messaggi scaricabarile come purtroppo è successo oggi da parte del presidente di municipio Levante. Una certa politica di destra si deve interrogare sui messaggi che dà e farsi carico del linguaggio che usa. Bisogna prendere consapevolezza di un problema, quello della violenza e dell’emulazione, che è strutturale e la soluzione passa solo dall’educazione”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Marco Mes, capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle: “Ieri come oggi, ribadiamo che la sicurezza non si costruisce con gli slogan, né scaricando tutto sulle spalle della polizia locale e delle forze dell’ordine, che ringraziamo per il loro intervento. Tuttavia, non basta arrivare dopo con quindici pattuglie: bisogna puntare sul presidio territoriale, sull’ascolto della cittadinanza e su un coordinamento reale tra istituzioni con l’obiettivo di sviluppare politiche sociali capaci di intercettare il disagio prima che esploda”.
Marco Mes aggiunge: “L’elemento che oggi preoccupa di più è la deriva del “farsi giustizia da soli”: gruppi che si organizzano, persone incappucciate, spranghe e coltelli. È un segnale pericolosissimo, che una politica seria dovrebbe affrontare con lucidità, non con la propaganda né soffiando sul fuoco per alimentare ulteriore violenza, come abbiamo visto nei giorni scorsi a San Fruttuoso”.
I botta e risposta si sono susseguiti per tutta la giornata. Il capogruppo del Pd Armando Sanna e il consigliere regionale Simone D’Angelo in replica a Bogliolo hanno detto. “Le parole del presidente Bogliolo confermano ancora una volta l’atteggiamento di una destra che da anni alimenta paure e allarmismi, negando che i problemi reali sono più complessi degli slogan. Forse distratto, o troppo impegnato dai molti incarichi che oggi ricopre, Bogliolo sembra non accorgersi che il Comune è impegnato da mesi con interventi, presìdi, attività di monitoraggio del territorio e iniziative sociali ed educative rivolte ai giovani e alle fasce più fragili, nella consapevolezza che la sicurezza non si costruisce soltanto con i controlli ma anche con la prevenzione e l’inclusione”.
Ilaria Cavo, deputata e capogruppo a Tursi di Noi Moderati, in una nota ha dichiarato, proprio a sostegno a Bogliolo: “Come accaduto per il tragico episodio di sangue nella zona delle Vigne, dove la nostra richiesta di presidi fissi non era stata ritenuta necessaria, anche questa volta ci ritroviamo di fronte ad un ulteriore caso di mancato ascolto da parte della giunta Salis e dell’assessore Viscogliosi. Proprio i giardini di via Giannelli, infatti, erano stati oggetto di richieste al Comune di servizi di controllo straordinario da parte del Municipio Levante. Anche questa volta gli appelli sono rimasti inascoltati”.
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Giulia Mietta
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