Quando l’arte ispira l’impresa – Varesefocus


Quella tra il MA*GA e Ricola è una collaborazione di lunga data, legata sicuramente ad una visione comune, ma anche ad una passione personale della famiglia imprenditoriale per l’arte. Fondata nel 1930 in Svizzera da Emil Richterich e oggi giunta alla quarta generazione, Ricola è nota nel mondo per le omonime caramelle benefiche realizzate con le erbe officinali. Un brand che di per sé evoca valori tradizionali e radicamento nel territorio, ma anche passione per l’artisticità e per l’architettura. Basti pensare che la collezione d’arte moderna, custodita e distribuita anche nella struttura aziendale, rappresenta la più numerosa e importante in tutta la Svizzera. Aderire al Patto per le Arti promosso da Confindustria Varese e Museo MAGA, per l’impresa che ha la sua filiale italiana a Busto Arsizio è stata dunque la naturale continuazione di un percorso. La partnership con il MA*GA inizia nel 2017 in occasione della mostra dedicata a Kerouac e si consolida negli anni successivi.

Il brand si conferma main partner nelle grandi mostre organizzate negli anni, da Warhol a Kandinsky, promuovendo l’organizzazione di “Giornate Ricola” con offerte speciali per visitare le mostre e degustazioni delle sue caramelle e delle sue tisane. E con una chicca: il Giardino delle 13 erbe officinali Ricola, unico esempio al di fuori del territorio elvetico. Un giardino botanico ideato nella sede del museo, che diventa una sorta di simbolo del legame tra impresa e arte, ma anche dell’apertura al territorio e ad altri valori come formazione, sostenibilità e cultura condivisa. Non manca poi la promozione di iniziative speciali in questo stesso spazio, come quelle organizzate per la Giornata Mondiale della Terra. Quest’anno, in particolare, l’evento è stato pensato nel contesto della grande mostra “Kandinsky e l’Italia”. Una scelta in linea con la filosofia dell’artista e la convinzione che in ogni pianta è custodito un piccolo universo. “L’adesione al Patto per le Arti è stata prima di tutto una scelta di vicinanza fisica. La nostra azienda è a Gallarate e teniamo a promuovere le iniziative del territorio”. A raccontarci il perché dietro alla scelta di sostenere il MAGA è Oliviero Bistoletti, alla guida di Edam Soluzioni Ambientali Srl insieme al figlio Matteo. Non a caso un’impresa di famiglia che del legame con l’ambiente in cui opera fa il suo punto di forza, anche nel business vero e proprio.

Fondata nel 1998, Edam si occupa infatti di servizi diversificati che rientrano nell’ambito delle bonifiche di impianti industriali e decontaminazioni a seguito di incendi, allagamenti ed eventi catastrofici. Un mestiere che, in estrema sintesi, ha l’obiettivo di restituire alle cose una seconda vita, un po’ come avviene nel campo dell’arte per il restauratore di beni culturali che conserva e ripristina opere per prevenirne o limitarne il degrado. “Il nostro legame con il Museo MAGA risale all’incendio del tetto nel 2013: in quel delicato momento abbiamo prestato il nostro servizio procedendo alla bonifica degli spazi danneggiati”, continua Bistoletti. Ma non è l’unica affinità con il mondo artistico: l’azienda di Gallarate ha, infatti, promosso la creazione di un centro di restauro che si occupa del recupero e salvataggio di documenti cartacei sia di valore amministrativo sia di valore storico, che sono stati danneggiati dall’acqua, ad esempio in seguito ad alluvioni. Il tutto grazie ad una tecnologia molto specializzata utilizzata solo da poche realtà in Europa. “Ci sono elementi ricorrenti nella nostra storia che ci legano alla protezione di beni legati al sapere – aggiunge l’imprenditore –. Non di rado sviluppiamo progetti specifici legati alla analisi del rischio nei musei in generale. Personalmente, inoltre, ricopro la carica di Vicepresidente di un’Associazione no profit che si chiama SOS Archivi ETS che riunisce professionisti ed esperti per promuovere la cultura della prevenzione e della gestione delle emergenze sul patrimonio archivistico. Il legame con la cultura è quindi già nel profondo delle nostre radici”. Il legame tra la Omnia Plastica Srl e il polo museale gallaratese è più recente.

Fondato nel 1950, quello dell’azienda con sede varesina a Busto Arsizio, è un vero e proprio gruppo industriale che opera in Italia e all’estero con una produzione che copre l’intera filiera del semilavorato plastico tecnico, con un mercato di riferimento estremamente diversificato. Solo per avere qualche idea si va dalla plastica per il settore alimentare e aeronautico alla segnaletica per le ferrovie, dai caschi e dagli scudi protettivi per le forze dell’ordine a dettagli per le auto, dagli elementi per i parchi dei divertimenti agli occhialini da piscina, come quelli realizzati su misura per il leggendario Michael Phelps. In questa estrema varietà, l’arte, e in particolare l’ingresso nel Patto per le Arti, si inserisce come un nuovo ingrediente. A raccontarlo è Luca Maria Castellanza, Amministratore Delegato del Gruppo: “La decisione di far parte di un progetto pensato per promuovere la sinergia tra impresa e cultura nel territorio, è mossa da due ragioni. La prima è una questione di grande attenzione da parte dell’azienda alla responsabilità sociale, ancora più sentita per noi che ci occupiamo di materie plastiche in un momento complicato per l’industria italiana e in un territorio in cui la manifattura è così importante”. Il secondo motivo per Castellanza è, invece, legato al potere stesso della cultura. “Qui entriamo in una sfera più personale, connessa all’energia che nasce dall’arte, che è un motore che alimenta la creatività, l’entusiasmo e quindi, sì, anche la professionalità”, continua l’imprenditore, che spiega: “Ci sono dei motori che ti spingono nella vita: l’arte è uno di questi. Parlo di arte vera e propria, ma anche di quelle intuizioni creative che si ritrovano in tanti ambiti non strettamente museali: persino nelle fiere di settore, negli stand veri e propri. Non è raro vedere artisti che utilizzano le materie plastiche per realizzare quelli che non sono più oggetti, ma opere. Di fronte a questi lavori, mi fermo sempre a riflettere sulla bellezza e mi lascio ispirare. L’obiettivo è quello di condividere anche all’interno della nostra azienda questa bellezza e il potere ispiratore dell’arte”.

Cos’è il patto per le arti

Il Patto per le Arti è il progetto congiunto di Confindustria Varese e del Museo MA*GA di Gallarate che nasce per coinvolgere le realtà imprenditoriali del territorio in un’iniziativa di lungo periodo a sostegno dello sviluppo culturale e artistico e della sua sostenibilità economica. L’obiettivo di far nascere sul territorio un’alleanza strutturata tra arte e impresa rientra nelle linee d’azione del Piano Strategico #Varese2050 di Confindustria Varese pensato per promuovere lo sviluppo territoriale. Per adesioni o informazioni sul Patto è possibile contattare Emanuela Baggiolini: emanuela.baggiolini@confindustriavarese.it, 0332.251206.


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 Silvia Giovannini

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