le sfide del dialogo per una soluzione negoziata in Medio Oriente


La commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, è in questi giorni in Israele e Palestina per una missione diplomatica. L’obiettivo dichiarato del viaggio è ribadire il sostegno dell’Unione europea alla pace e alla stabilità in Medio Oriente, cercando di tessere una trama di cooperazione in un contesto estremamente complesso. Tra punti di scontro e punti di incontro, il bilancio della visita è “cooperazione, ma senza diktat”, almeno per il ministro degli esteri israeliano Gideon Sa’ar.

Il faccia a faccia a Gerusalemme: tra sicurezza e dialogo “onesto”

A Gerusalemme, Šuica ha incontrato i vertici dello Stato d’Israele, tra cui il presidente Isaac Herzog e il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar. Quest’ultimo, solo cinque giorni fa annunciava pubblicamente che avrebbe interrotto ogni contatto con l’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, la quale possiede – almeno in teoria – la delega esclusiva a condurre la politica estera dell’Unione. Il motivo? Il “boicottaggio diplomatico” di Kallas durante una visita in Messico, in cui avrebbe paragonato le politiche dello Stato ebraico nei confronti dei palestinesi a quello del regime razzista sudafricano ai tempi dell’apartheid. La Commissione, anziché difendere la sua vicepresidente, ha inviato da Sa’ar Suica, la cui delega per il Mediterraneo è stata vista sin dall’inizio come un modo per indebolire Kallas.

Intanto, al centro dei colloqui, con la commissaria Šuica, le relazioni bilaterali e la delicata situazione a Gaza. La Commissaria ha voluto sottolineare il profondo legame tra l’Ue e Israele, definendolo un “partner chiave” con cui l’Europa condivide “un interesse comune per un Medio Oriente stabile e sicuro”. Nelle sue dichiarazioni ufficiali, Šuica ha chiarito la posizione di Bruxelles: “Il mio ruolo è rafforzare la cooperazione in tutta la regione mediterranea, sulla base di un principio semplice: stabilità, sicurezza e prosperità si ottengono al meglio attraverso i partenariati. E i partenariati richiedono un dialogo aperto e onesto”.

Tuttavia, il confronto non è stato privo di spigoli. Se da un lato la commissaria ha ribadito il pieno sostegno dell’Ue al diritto alla sicurezza di Israele, dall’altro non ha mancato di sollevare preoccupazioni per il deterioramento della situazione riguardante gli insediamenti illegali.

Il ministro Sa’ar, dal canto suo, ha accolto con favore il lavoro della Commissione ma ha posto un limite chiaro: “Israele dà valore al suo rapporto con l’Europa e crede in un dialogo globale, onesto e aperto. Ma il dialogo non può significare che una parte detti posizioni politiche all’altra, specialmente su questioni che sono al cuore della nostra esistenza“.

Dubravka Šuica, commissaria europea per il Mediterraneo, in visita in Israele col ministro degli esteri Gideon Sa’ar (Foto: Profilo social Dubravka Šuica X)

Il nodo Gaza e la Cisgiordania: la via della ripresa e delle riforme

Il viaggio ha toccato anche i temi dell’emergenza umanitaria e della ricostruzione. Šuica ha espresso profonda preoccupazione per la situazione sul campo a Gaza, chiedendo che gli aiuti raggiungano chi ne ha bisogno “su scala più ampia” e che vengano create le condizioni per una ripresa precoce. Tale visione si inserisce nel quadro del Piano di Pace per Gaza e dell’attuazione della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

A Ramallah, la commissaria ha incontrato il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa e il vicepresidente Hussein Al Sheikh. In questa sede, l’enfasi è stata posta sulla necessità di una Autorità Palestinese riformata e finanziariamente sostenibile, elemento ritenuto essenziale per la stabilità regionale. L’Ue sostiene attivamente questo processo attraverso un programma multiannuale da 1,6 miliardi di euro destinato alla ricostruzione palestinese.

Durante la visita, Šuica inaugurerà due unità presso l’ospedale Augusta Victoria a Gerusalemme Est, simbolo concreto del contributo europeo.

I valori comuni e la lotta all’antisemitismo

Un momento di profonda riflessione è stato la visita allo Yad Vashem, il Centro mondiale per la Memoria dell’Olocausto. Šuica ha ribadito l’impegno dell’Unione europea nella lotta contro l’antisemitismo, ricordando l’investimento di 20 milioni di euro per promuovere la vita ebraica in Europa e altri 10,2 milioni di euro a sostegno del dialogo e della resilienza attraverso le organizzazioni della società civile israeliana.

“Il dialogo interreligioso e il rispetto reciproco sono le fondamenta di ogni democrazia e di una pace duratura”, ha affermato la commissaria, sottolineando come la diversità religiosa sia una ricchezza unica del Mediterraneo.

“Una soluzione negoziata”

Tra divergenze e punti di incontro, il messaggio finale di Šuica punta sulla diplomazia a lungo termine: l’unica strada sostenibile resta una soluzione negoziata, con israeliani e palestinesi affinché vivano fianco a fianco in pace e sicurezza.

Il prossimo appuntamento chiave è fissato per il 13 luglio a Bruxelles, quando si riunirà nuovamente il Gruppo dei Donatori per la Palestina per fare il punto sulle riforme dell’Autorità Palestinese e mobilitare il supporto internazionale per Gaza.




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