Come costruire una strategia ESG efficace, parlano i fondatori di Ollum


Negli ultimi anni il tema ESG è entrato stabilmente nell’agenda delle imprese. Sempre più aziende si trovano infatti a rispondere a richieste provenienti da clienti, investitori, banche e grandi gruppi internazionali che chiedono informazioni sulle performance ambientali, sociali e di governance.

Tuttavia, parlare di ESG non significa necessariamente avere una strategia ESG. Molte organizzazioni avviano iniziative legate alla sostenibilità per rispondere a esigenze specifiche, senza che queste siano inserite in una visione più ampia e strutturata.

Secondo Saverio Lapini e Davide Treghini, co-founders di Ollum, autori di questo editoriale, la differenza tra un insieme di attività scollegate e una vera strategia ESG risiede nella capacità di integrare la sostenibilità all’interno delle decisioni aziendali, trasformandola in uno strumento di crescita e competitività.

Cos’è una strategia ESG

Una strategia ESG può essere definita come l’insieme di obiettivi, processi, responsabilità e indicatori che consentono a un’azienda di gestire in modo strutturato gli aspetti ambientali (Environmental), sociali (Social) e di governance (Governance).

Spesso il concetto viene confuso con singoli strumenti come certificazioni, report o questionari richiesti dai clienti. In realtà questi elementi rappresentano soltanto una parte del percorso.

Una strategia ESG efficace permette invece di comprendere quali siano gli impatti più rilevanti dell’organizzazione, quali rischi e opportunità possano influenzarne il futuro e quali azioni intraprendere per migliorare le proprie performance nel tempo.

Come sottolineano i fondatori di Ollum, la sostenibilità genera valore quando diventa un criterio che guida le decisioni aziendali e non soltanto un’attività da svolgere periodicamente.

Perché una strategia di sostenibilità è diventata una priorità per le imprese

Le aziende operano oggi in un contesto caratterizzato da aspettative crescenti da parte del mercato. I clienti chiedono maggiore trasparenza, le catene di fornitura richiedono informazioni sempre più dettagliate e gli investitori prestano crescente attenzione ai rischi ESG.

A ciò si aggiungono fattori come l’aumento dei costi energetici, la disponibilità delle materie prime, i cambiamenti normativi e la crescente sensibilità dei consumatori verso i temi della sostenibilità.

In questo scenario, una strategia ESG consente alle imprese di anticipare le evoluzioni del mercato anziché subirle, migliorando la propria capacità di adattamento e la resilienza nel lungo periodo.

Come costruire un piano efficace

Non esiste un modello valido per tutte le organizzazioni. Tuttavia, i percorsi più solidi condividono alcuni elementi fondamentali.

Il primo passo consiste nell’analizzare gli impatti dell’azienda e comprendere quali temi siano realmente rilevanti per il business e per gli stakeholder.

Successivamente è necessario definire obiettivi chiari e misurabili, accompagnati da indicatori che consentano di monitorare i progressi nel tempo.

Un altro elemento fondamentale riguarda il coinvolgimento della direzione aziendale. Le strategie ESG che producono risultati concreti sono quelle supportate dal management e integrate nei processi decisionali, negli investimenti e nella pianificazione aziendale.

Infine, è necessario creare sistemi di raccolta dati e monitoraggio che permettano di valutare l’efficacia delle azioni intraprese e identificare nuove opportunità di miglioramento.

Quali elementi non possono mancare

  • Obiettivi misurabili: Le aziende devono stabilire traguardi concreti e verificabili, evitando dichiarazioni generiche difficili da monitorare. Nell’esperienza di Ollum, la definizione di obiettivi misurabili rappresenta uno dei passaggi più importanti nella costruzione di un piano di sostenibilità: senza target chiari, infatti, diventa difficile valutare i progressi e dimostrare i risultati ottenuti nel tempo.
  • Coinvolgimento del management: La sostenibilità non può essere delegata a una singola funzione aziendale. Per generare risultati deve essere condivisa e sostenuta dalla direzione. Ollum suggerisce spesso di assegnare responsabilità chiare sui temi ESG all’interno dell’organizzazione; nelle realtà più strutturate questo ruolo può essere affidato a una figura dedicata o a un membro del board aziendale, con il compito di coordinare obiettivi, monitoraggio e coinvolgimento delle diverse funzioni.
  • Dati e KPI: Misurare le performance è indispensabile per comprendere i progressi e prendere decisioni basate su evidenze oggettive.
  • Monitoraggio continuo: Una strategia ESG non è un progetto con una data di inizio e una di fine, ma un percorso che richiede aggiornamenti costanti e capacità di adattamento.

Come nasce concretamente una strategia personalizzata in azienda

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’esperienza di Ollum riguarda il modo in cui le imprese si avvicinano alla sostenibilità.

Raramente un’azienda parte con una strategia ESG già definita. Nella maggior parte dei casi il percorso nasce da un’esigenza specifica: una richiesta di un cliente, la necessità di migliorare un rating ESG, l’accesso a nuovi mercati o la partecipazione a gare che richiedono informazioni ambientali e sociali.

È proprio in questa fase che molte imprese decidono di avvalersi di un percorso di consulenza ESG per comprendere quali dati raccogliere e come strutturare le proprie attività.

Con il tempo, però, queste iniziative tendono ad ampliarsi. Un progetto nato per rispondere a una richiesta specifica può trasformarsi in un percorso più articolato che coinvolge carbon footprint, assessment ESG, decarbonizzazione, analisi dei prodotti e monitoraggio delle performance.

Secondo Lapini e Treghini, è proprio questa evoluzione che consente alle aziende di passare da una logica reattiva a una vera visione strategica.

Il bilancio di sostenibilità come strumento per comprendere gli impatti aziendali

Per molte organizzazioni uno dei momenti più importanti del percorso ESG coincide con la realizzazione del bilancio di sostenibilità.

Attraverso questo processo le aziende raccolgono informazioni provenienti dalle diverse funzioni aziendali, analizzano i propri impatti e iniziano a sviluppare una maggiore consapevolezza rispetto ai temi che influenzano il proprio business.

Più che un semplice documento di comunicazione, il bilancio di sostenibilità può quindi diventare uno strumento utile per individuare priorità, definire obiettivi e costruire basi più solide per la strategia aziendale.

Gli errori più frequenti nella definizione di un percorso ESG

Tra gli errori più comuni osservati sul mercato vi è la tendenza a considerare la sostenibilità esclusivamente come un adempimento.

Molte aziende concentrano gli sforzi sulla compilazione di questionari o sul miglioramento del proprio rating ESG senza definire una direzione chiara e obiettivi coerenti con il business.

Un altro errore frequente consiste nel limitare l’attenzione agli aspetti ambientali, trascurando temi sociali e di governance che possono avere un impatto significativo sulle performance aziendali.

Anche la mancanza di dati affidabili e il ridotto coinvolgimento del management rappresentano ostacoli che spesso compromettono l’efficacia delle iniziative ESG.

Quali vantaggi può generare un approccio ESG ben definito

Una strategia ESG efficace può contribuire a migliorare la competitività aziendale sotto diversi punti di vista.

Tra i benefici più rilevanti vi sono una migliore capacità di gestione dei rischi, una maggiore efficienza operativa, una migliore reputazione presso clienti e stakeholder e una più elevata capacità di attrarre talenti.

Inoltre, le aziende che riescono a misurare e comunicare in modo credibile le proprie performance risultano spesso più preparate a rispondere alle richieste del mercato e a cogliere nuove opportunità di crescita.

Il fattore chiave per la competitività sul mercato

Secondo Saverio Lapini e Davide Treghini, nei prossimi anni la differenza tra le aziende più competitive e quelle che faticheranno ad adattarsi non dipenderà dalla quantità di documenti prodotti, ma dalla capacità di integrare la sostenibilità nelle decisioni quotidiane.

Le imprese che riusciranno a collegare gli obiettivi ESG alla propria strategia di business saranno probabilmente quelle meglio posizionate per affrontare le trasformazioni economiche, ambientali e sociali che caratterizzeranno il prossimo decennio.

In quest’ottica, la strategia ESG non rappresenta soltanto una risposta alle richieste del mercato, ma uno strumento sempre più importante per costruire valore e competitività nel lungo periodo.

Chi è Ollum

Ollum è una società di consulenza specializzata in sostenibilità e strategie ESG, parte del Gruppo TÜV Italia. Supporta aziende di diversi settori nella misurazione e nella gestione delle proprie performance ambientali, sociali e di governance.

Tra i principali servizi offerti rientrano la redazione del bilancio di sostenibilità, il calcolo della carbon footprint di organizzazione e di prodotto, i percorsi di decarbonizzazione, i rating ESG, gli studi di Life Cycle Assessment (LCA), le certificazioni EPD e i progetti di Ecodesign.

Con sedi operative in Italia e progetti sviluppati anche a livello internazionale, Ollum affianca le imprese nella costruzione di percorsi ESG personalizzati, trasformando gli obiettivi di sostenibilità in strumenti concreti di competitività e crescita.

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 Maria Giovanna Lahoz

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