L’estate mette alla prova la pelle in molti modi. Se fino a pochi anni fa l’attenzione era concentrata quasi esclusivamente sui danni provocati dai raggi UV, oggi dermatologi e cosmetologi osservano un fenomeno sempre più diffuso: la pelle surriscaldata. Non si tratta di una diagnosi medica, ma di una condizione caratterizzata da rossori persistenti, lucidità eccessiva, irritazioni, sensibilità accentuata e comparsa o peggioramento di alcune macchie cutanee. Le ondate di calore sempre più frequenti, associate a umidità elevata, sudorazione continua e sbalzi termici causati dall’aria condizionata, possono infatti mettere sotto pressione la pelle anche quando si utilizza regolarmente la protezione solare.
Il risultato è un incarnato che appare meno uniforme, più reattivo e spesso difficile da gestire.
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Pelle surriscaldata e sudata: il calore è uno stress per la pelle
Il sole non è l’unico responsabile dello stress cutaneo estivo. Anche il caldo intenso può favorire rossori, lucidità e una sensazione persistente di pelle accaldata (Getty Images)
Quando la temperatura esterna aumenta, il nostro organismo attiva diversi meccanismi per disperdere il calore. Tra questi c’è la vasodilatazione, cioè l’aumento del flusso sanguigno superficiale. È il motivo per cui il viso tende ad arrossarsi durante una giornata particolarmente calda o dopo una lunga esposizione al sole. Questo fenomeno, se ripetuto nel tempo, può rendere la pelle più vulnerabile e accentuare condizioni già presenti come couperose e rosacea. Anche chi non soffre di particolari problemi cutanei può avvertire una sensazione di pelle accaldata, che tira o pizzica, soprattutto nelle ore più calde della giornata.
Una barriera cutanea sotto pressione
La barriera cutanea rappresenta la prima linea di difesa della pelle contro agenti esterni, inquinamento e perdita di acqua. Caldo intenso, sudore e detergenze troppo frequenti possono però alterarne l’equilibrio. Molte persone, durante l’estate, tendono infatti a lavare il viso più volte al giorno nel tentativo di eliminare lucidità e sudore. Una strategia comprensibile ma non sempre efficace. Detergere eccessivamente può impoverire il film idrolipidico e favorire secchezza, irritazioni e una maggiore sensibilità. Anche gli sbalzi termici giocano un ruolo importante. Passare continuamente dai 35 gradi della strada agli ambienti climatizzati può contribuire a rendere la pelle più reattiva e vulnerabile.
Perché la pelle diventa più lucida
Temperature elevate, umidità e sudorazione continua possono alterare la barriera cutanea, rendendo la pelle più sensibile e reattiva agli stimoli esterni (Getty Images)
Tra gli effetti più evidenti del caldo c’è l’aumento della produzione di sebo. Le ghiandole sebacee lavorano di più e il viso tende ad apparire lucido già dopo poche ore dalla detersione. La zona T, che comprende fronte, naso e mento, è spesso la più colpita, ma anche le pelli normalmente equilibrate possono diventare più oleose durante l’estate. I pori appaiono più visibili e il make-up tende a durare meno. Per questo motivo molti esperti consigliano di sostituire le texture ricche con formule più leggere, capaci di idratare senza appesantire. Gel, emulsioni e sieri idratanti possono rappresentare una valida alternativa alle creme più corpose utilizzate nei mesi freddi.
Il legame tra caldo e melasma
Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda il rapporto tra calore e macchie cutanee. Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato come non siano soltanto i raggi UV a influenzare il melasma, una forma di iperpigmentazione particolarmente frequente nelle donne. Anche il calore sembra infatti contribuire all’attivazione dei melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina. Questo spiega perché alcune persone notino un peggioramento delle macchie anche quando utilizzano correttamente la protezione solare. Per chi è soggetto a melasma o iperpigmentazione, la strategia migliore consiste quindi nel limitare non solo l’esposizione diretta al sole, ma anche il surriscaldamento prolungato della pelle.
Come raffreddare la pelle senza stressarla
La parola chiave dell’estate dovrebbe essere equilibrio. Non servono routine aggressive o trattamenti eccessivamente esfolianti. Al contrario, la pelle surriscaldata richiede delicatezza. Ingredienti come niacinamide, pantenolo, centella asiatica e acqua termale possono aiutare a ridurre la sensazione di disagio e sostenere la funzione barriera. Anche le maschere lenitive conservate in frigorifero possono offrire un immediato effetto rinfrescante. Meglio invece prestare attenzione a scrub troppo energici, detergenti sgrassanti e prodotti ad alta concentrazione di attivi esfolianti, che potrebbero aumentare la sensibilità in un momento in cui la pelle è già sottoposta a un forte stress ambientale.
Le acque termali e le mist rinfrescanti possono offrire un sollievo immediato nei momenti più caldi della giornata (Getty Images)
Le acque spray da nebulizzare sul viso possono essere utili durante la giornata, soprattutto quando la pelle è accaldata, arrossata o appesantita dal sudore. Le più interessanti sono quelle termali o arricchite con ingredienti lenitivi, perché regalano una sensazione immediata di freschezza e aiutano a calmare la pelle. Attenzione però a non considerarle una vera skincare idratante: se lasciate evaporare completamente, soprattutto in ambienti molto secchi o climatizzati, possono accentuare la sensazione di pelle che tira. Meglio tamponarle dopo qualche secondo, oppure applicarle prima di un siero leggero o di una crema gel.
La protezione solare resta fondamentale
Parlare di pelle surriscaldata non significa ridimensionare l’importanza della protezione solare. Al contrario. L’SPF rimane il gesto più importante della skincare estiva e continua a rappresentare la migliore difesa contro fotoinvecchiamento, macchie e danni cellulari. La differenza è che oggi gli esperti invitano a guardare oltre i raggi UV.
La protezione solare resta il gesto beauty più importante dell’estate. Accanto all’SPF, anche cappelli, ombra e ventagli aiutano (Getty Images)
Calore, umidità e temperature estreme sono diventati fattori ambientali da considerare a tutti gli effetti. Per mantenere la pelle sana durante l’estate non basta più proteggerla dal sole: bisogna anche aiutarla a restare fresca, equilibrata e resiliente davanti a un clima sempre più caldo.
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Maria Gabriella Bensa
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