A distanza di due mesi dalle prime segnalazioni formali, la situazione nell’area del Molo Sironi a Laveno Mombello torna al centro del dibattito politico. Il gruppo Civitas denuncia la presenza ancora attuale di materiali e residui potenzialmente pericolosi nell’acqua antistante il molo e sulla spiaggia, nonostante la conclusione dei lavori. Nel comunicato, l’amministrazione precedente e l’attuale gestione vengono richiamate alle proprie responsabilità, con l’appello a intervenire rapidamente per garantire sicurezza, decoro e piena fruibilità dell’area
Il testo integrale
A distanza di quasi due mesi dalla prima segnalazione formale del 9 maggio e dopo un’ulteriore segnalazione trasmessa il 31 maggio al Sindaco di Laveno Mombello, Bruno Bresciani, la situazione nell’area del Molo Sironi risulta ancora sostanzialmente immutata. Nell’acqua antistante il molo, in una zona frequentata dai bagnanti, risultano tuttora presenti materiali di cantiere e residui potenzialmente pericolosi: un blocco di cemento con uno spuntone metallico tagliente, parti riconducibili a strutture di cantiere, tondini metallici, blocchi di pietra, sacchi di materiale composito e ulteriori elementi incompatibili con la sicurezza, la tutela dell’ambiente, il decoro e la piena fruibilità pubblica dell’area.
A questo si aggiunge la permanenza della vecchia tubazione di scarico dello scolmatore del depuratore, in parte ancora in acqua e in parte abbandonata sulla spiaggia. Per Civitas si tratta di una situazione grave e inaccettabile, tanto più perché riguarda un’opera pubblica attesa da anni, richiesta sin dalla fine del 2020 e conclusa dall’Autorità di Bacino solo a metà del 2026, dopo continue segnalazioni e solleciti da parte dell’Amministrazione comunale allora guidata dal Sindaco Luca Santagostino. Sei anni per arrivare alla conclusione di un intervento richiesto dal Comune e oggi, all’avvio della stagione balneare, l’area risulta ancora non utilizzabile in sicurezza.
Alla responsabilità dell’Autorità di Bacino si aggiunge l’evidente disattenzione della nuova Amministrazione comunale nel presidiare l’area, garantire la sicurezza dei bagnanti e mantenere decoroso questo nuovo angolo di Cerro.
Colpisce, inoltre, il silenzio del Comitato Cerro. Per oltre un anno il Comitato ha condotto una battaglia durissima contro l’Amministrazione Civitas proprio sui temi della cura, del decoro e dell’attenzione verso Cerro. Oggi, davanti a materiali pericolosi ancora presenti nel lago, a un’area non pienamente fruibile e a una nuova situazione di evidente incuria, quel medesimo Comitato sembra non avere nulla da dire.
Questo silenzio appare ancora più significativo alla luce di quanto accaduto nella recente campagna elettorale, nella quale il Presidente del Comitato e altri due componenti del Consiglio direttivo si sono candidati con il centrodestra, senza essere eletti. Una circostanza che conferma quanto Civitas aveva più volte evidenziato: l’azione del Comitato non era soltanto civica o territoriale, ma aveva assunto un’evidente connotazione politica.
Proprio per questo, l’assenza di una presa di posizione oggi appare difficilmente comprensibile. Se la difesa di Cerro fosse stata davvero l’obiettivo principale, dovrebbe valere anche ora, davanti a problemi concreti di sicurezza, decoro e fruibilità pubblica, e non solo quando serviva a costruire una contrapposizione politica contro Civitas.
Il nuovo manto erboso, fortemente voluto dall’Amministrazione Civitas per consentire già da questa estate un utilizzo pieno e immediato del Molo Sironi da parte di cittadini e turisti, risulta ancora oggi delimitato da pali e filo che non hanno più ragione di rimanere in loco e che avrebbero potuto essere rimossi già da alcune settimane. Non si tratta di un dettaglio secondario: oggi quella parte del paese appare nuovamente trascurata.
È legittimo chiedersi se il precedente ruolo dell’attuale Sindaco Bresciani, per anni funzionario del Comune di Laveno Mombello e Direttore dell’Autorità di Bacino, renda più difficile assumere oggi una posizione davvero ferma nei confronti delle inefficienze di organizzazioni pubbliche di cui egli stesso ha fatto parte con ruoli di responsabilità.
Il problema, purtroppo, non riguarda solo il singolo cantiere del Molo Sironi. Questa vicenda è il sintomo evidente di una difficoltà organizzativa profonda dell’Autorità di Bacino, più volte segnalata negli anni dalla maggioranza dei Comuni che ne fanno parte e, in particolare, dall’Amministrazione Civitas durante il proprio mandato. Per anni sono stati richiesti interventi di manutenzione, messa in sicurezza e cura del demanio lacuale. Troppo spesso, però, le risposte sono arrivate con ritardi incompatibili con le esigenze dei territori, dei cittadini e della sicurezza pubblica; in altri casi, non è mai giunta neppure una risposta. Proprio per superare questa situazione, nell’agosto del 2025 era stato compiuto un passaggio organizzativo molto chiaro: il dott. Bresciani, per decenni funzionario del Comune di Laveno Mombello e, nello stesso periodo, Direttore dell’Autorità di Bacino a tempo parziale, avrebbe lasciato il Comune per assumere a tempo pieno la direzione dell’Autorità.
Quel passaggio era stato presentato e condiviso con il Presidente dell’Autorità di Bacino come una risposta concreta alle difficoltà organizzative dell’Ente. Dopo anni di direzione a tempo parziale, ritardi, solleciti inevasi e interventi non eseguiti con la necessaria tempestività, l’Autorità avrebbe finalmente dovuto dotarsi di una guida pienamente dedicata. L’assunzione a tempo pieno del Direttore rappresentava quindi un impegno preciso: recuperare i ritardi accumulati, riorganizzare l’Ente, rafforzare la capacità operativa e dare ai Comuni risposte adeguate su manutenzione, sicurezza e gestione del demanio lacuale.
Dopo l’elezione a Sindaco di Laveno Mombello, il Direttore dell’Autorità di Bacino Bruno Bresciani ha chiesto e ottenuto l’aspettativa dal proprio incarico. Una scelta formalmente legittima, ma politicamente contraddittoria: presentata come atto di responsabilità verso i cittadini di Laveno Mombello, produce l’effetto opposto sull’Autorità, che si ritrova senza una figura di vertice stabile proprio quando dovrebbe avviare una riorganizzazione attesa da anni da tutti i comuni del lago. L’aspettativa mantiene infatti il posto “occupato”, bloccando qualsiasi vera sostituzione e perpetuando l’incertezza organizzativa dell’Ente. La vicenda del Molo Sironi rende questa contraddizione concreta e visibile. Ci aspettiamo pertanto un atto di responsabilità da parte di chi guida questi enti: l’area va messa in sicurezza, resa accessibile e curata al più presto.
Civitas, Passione, Competenza, Trasparenza
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