(Adnkronos) – Si è svolta, presso la Stazione Marittima di Genova (Ponte dei Mille), la giornata di studi ‘Porto di Genova ed ingegneria del mare. Sfide e prospettive’, che prosegue il ciclo di eventi nazionali ‘Città e porti’ promosso dal Consiglio nazionale degli ingegneri attraverso il Gruppo di lavoro sull’Ingegneria del mare, coordinato da Andrea Ferrante (presidente della sezione speciale Pnrr del Consiglio superiore dei lavori pubblici), nell’ambito delle deleghe della consigliera tesoriere del Cni Irene Sassetti.
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Genova, presieduto da Enrico Sterpi, Assoporti e il Consiglio superiore dei lavori pubblici. Dedicata alle politiche del mare e alla portualità, la giornata ha proposto un confronto che ha attraversato le principali città portuali italiane e che si è concluso proprio nella città dove il dialogo tra porto e tessuto urbano è parte quotidiana della vita e dell’economia.
Nella parte dedicata ai saluti istituzionali è stato letto il messaggio inviato dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. “Il tema dell’ingegneria del mare – ha detto – rappresenta una frontiera strategica e Genova ne è il simbolo più avanzato. In questo contesto, il Governo ha avviato e sta portando avanti investimenti senza precedenti. Tra questi, la nuova diga foranea, con un impegno finanziario di circa 1,6 miliardi di euro, e il progetto del ribaltamento a mare di Sestri Ponente, che prevede la realizzazione di un nuovo super bacino per la cantieristica navale di 400 metri, destinato a diventare il più grande del Mediterraneo”.
Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si è espresso così: Porto di Genova ed Ingegneria del mare è la quinta tappa di ‘Città e porti’, il ciclo con cui il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha scelto di occuparsi, in modo continuativo, delle politiche del mare e della portualità italiana. Dopo Roma, Trieste, Venezia e Barletta, siamo arrivati a Genova, luogo in cui il tema si presenta nella sua forma più nitida, perché qui la città e il porto non si possono immaginare l’uno senza l’altra. Il confine tra queste due entità si governa con l’ingegneria: pianificazione delle opere, infrastrutture, tecnologie, capacità di tenere insieme esigenze diverse. L’ingegnere che progetta un porto, una nave, un’opera marittima non risponde soltanto a un committente, ma risponde della sicurezza di chi vi lavora e di chi naviga, della tenuta ambientale di ciò che costruisce, della qualità di opere destinate a durare ben oltre chi le ha firmate. E’ in questo che la nostra è una professione di interesse pubblico”.
Deborah Savio, consigliera del Consiglio nazionale degli ingegneri con delega alla formazione, ha richiamato come la Legge 2 dicembre 2025, n. 182 abbia introdotto una disciplina organica per i consulenti chimici di porto. “Finalmente – ha detto – questa figura è stata regolamentate dopo anni di lavoro del Cni sul tema. Come Consiglio nazionale non faremo mancare il nostro impegno nella direzione della formazione di questi professionisti”. La serie dei saluti istituzionali è stata completata da Federico Bogliolo (consigliere regionale) in rappresentanza del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, Luigi Ferrara (capo dipartimento di Casa Italia) delegato dal ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, Patrizia Perego (preside della Scuola Politecnica dell’Università di Genova), Maurizio Michelini (membro della Camera di commercio di Genova) e, nel ruolo di padrone di casa, Enrico Sterpi (presidente dell’Ordine degli ingegneri di Genova e componente del Gruppo di lavoro Cni ingegneria del mare) che ha affermato: “Connessione, transizione, digitalizzazione: tre parole che raccontano dove si trova oggi il sistema portuale. La banchina è il luogo dove la nave incontra il territorio e quel confine si fa ogni giorno più complesso, tra nuovi carburanti, nuove tecnologie e nuovi strumenti di pianificazione e gestione. La tappa di Genova non è un traguardo: è un punto di partenza sempre in evoluzione”.
I lavori sono stati aperti da Irene Sassetti (consigliera tesoriera del Cni con delega all’Ingegneria del mare) che, a partire dall’attività del Gruppo di Lavoro sull’Ingegneria del mare del Cni, ha illustrato i temi su cui sono via via focalizzati i precedenti eventi del ciclo ‘Città e Porti’. “I porti – ha spiegato – sono nodi infrastrutturali strategici per lo sviluppo del Paese. L’ obiettivo del Consiglio nazionale, promosso grazie al gruppo di lavoro tematico coordinato da Andrea Ferrante, è quello di promuovere un confronto aperto e costruttivo sulle sfide emergenti e sulle strategie più efficaci per affrontarle, con una visione sistemica ed organica in cui diventa centrale e di assoluta importanza il ruolo dell’ingegneria. Oggi abbiamo cinque diverse sessioni che trattano evoluzione della pianificazione delle aree portuali in rapporto con la città ed il territorio, sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, blue economy, cantieristica, processi di digitalizzazione e sviluppo delle imprese del sistema portuale, progettazione di opere marittime resilienti rispetto ai cambiamenti climatici. I porti visti come ecosistemi di opere complesse, anticipatori di ciò che accadrà nei diversi comparti in cui l’ingegneria opera come elemento di connessione tra visioni e realizzazioni, tra programmazione ed operatività”.
La giornata è proseguita con le varie sessioni di lavoro, moderate da Sara Tagliente (direttrice Telegenova). La prima sessione, ‘Genova città e porto’, ha messo al centro il rapporto tra la città e il suo scalo: le politiche del mare, il peso dell’economia del mare italiana e la sua transizione verso una nuova imprenditoria giovanile, femminile e straniera, la rigenerazione della portualità genovese e l’evoluzione della pianificazione porto-città. Il vicesindaco di Genova, con delega ai Rapporti Porto-Città, Alessandro Terrile, si è espresso così: “Ringrazio il Consiglio nazionale degli ingegneri e l’Ordine degli ingegneri di Genova per avere organizzato qui a Genova questo convegno di alto profilo sui rapporti tra porto e città. La nostra non è solo una città portuale, è una città la cui stessa identità è stata forgiata nei secoli dal suo porto, e in cui le banchine sono un fattore determinante per lo sviluppo della città. Oggi i rilevanti investimenti infrastrutturali in corso dalla nuova diga ai collegamenti stradali e ferroviari, le innovazioni tecnologiche sia in campo digitalizzazione del sistema logistico sia per quanto attiene l’elettrificazione delle banchine, e infine le opportunità della nuova co-pianificazione del piano regolatore portuale consentiranno di migliorare sensibilmente i rapporti tra porto città. In tutte queste dinamiche saranno centrali le competenze di professionisti tecnici specializzati”.
Giancarlo Vinacci (head of advisory board Assonautica Italiana-Unioncamere) ha analizzato il peso dell’economia del mare nella transizione verso la nuova imprenditoria. Alessandro Croce (direttore generale Politiche abitative, territorio e demanio costiero della Regione Liguria) ha toccato il tema della rigenerazione della portualità genovese, mettendo in risalto l’evoluzione della pianificazione porto-città. Federica Alcozer (direttore dell’Area sviluppo del territorio del Comune di Genova) ha esposto il punto di vista del Comune del capoluogo ligure.
La seconda sessione ha avuto per titolo ‘Scenari e sviluppo del sistema portuale’. Marco Vaccari (dirigente Adsp Mar Tirreno) ha parlato della nuova diga foranea e lo sviluppo delle opere marittime del porto. Tito Vespasiani (segretario generale Adsp Mar Ligure Occidentale) ha proposto un excursus storico sulle funzioni delle autorità portuali. Ha sottolineato come attualmente la normativa preveda una divisione delle aree in tre gruppi. Le aree propriamente portuali, atte al movimento delle merci, che sono gestite attraverso il Piano regolatore portuale; aree retroportuali che possono essere pubbliche o private, estranee al demanio marittimo; aree di interazione porto-città che possono essere adibite a scopi urbani, turistici, culturali. Ha poi sottolineato il ruolo strategico che possono avere i porti per lo sviluppo del Paese. Georgia Cesarone (segretario dell’Ordine degli ingegneri di Genova) si è concentrata sulla digitalizzazione delle aree portuali. Guido Barbazza (presidente commissione Ingegneria del mare dell’Ordine degli ingegneri di Genova), infine, oltre a presentare la Commissione che presiede, ha affrontato il tema della decarbonizzazione dello shipping.
Nel pomeriggio la terza sessione, ‘Approcci tecnici e operatività’, ha riunito i principali attori tecnici e industriali del cluster portuale per un confronto sulle soluzioni e sull’operatività dello scalo. Sono intervenuti Maurizio Caviglia (segretario generale della Camera di commercio di Genova), Alberto Minoia (ceo & general manager delle Stazioni Marittime Genova spa) che ha portato l’esperienza dell’operatività dei terminal passeggeri tra crociere, traghetti e gestione delle infrastrutture, e Clemente Fuggini (senior asset development manager Rina) che ha descritto il porto moderno come sistema industriale complesso, con la gestione integrata di dati, rischio e visione sistemica. La quarta sessione, ‘Ingegneria navale e cantieristica’, ha dato voce a università, formazione e impresa del comparto navale. La tavola rotonda è stata animata da Paola Gualeni (vicepreside Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova), Paola Vidotto (direttore generale dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile), Egidio Massone (direttore delle Risorse umane e referente QHSSE Genova Industrie Navali spa) e Ludovica Reggio (responsabile tecnico di San Giorgio del Porto spa). A chiudere la giornata la sessione ‘Etica del mare’, dedicata alla dimensione di responsabilità che accompagna lo sviluppo delle infrastrutture e delle attività marittime, che ha visto l’intervento di Roberto Cazzulo, segretario generale del Registro italiano navale.
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