Una maestra, un bambino prodigio e un'ossessione pericolosa: stasera in tv Maggie Gyllenhaal in "Lontano da qui" è favolosa


Cinque anni, una voce sottile, e versi che non dovrebbero uscire dalla bocca di un bambino così piccolo. Lisa li sente per caso, in un angolo vuoto dell’aula, e da quel momento non riesce più a smettere di ascoltarli. Scendendo in una spirale di ossessione che la porta lontano dalla sua vita. Stasera in tv, in prima visione, alle 21.10 su Rai Movie e in contemporanea streaming su RaiPlay, va in onda Lontano da qui (2018), diretto da Sara Colangelo al suo secondo lungometraggio. E premiata al Sundance Film Festival 2018 per la miglior regia.

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Remake americano del film israeliano Haganenet (2014), il film racconta la storia della maestra d’asilo (da qui il titolo originale, The Kindergarten Teacher), Lisa Spinelli, interpretata da una straordinaria Maggie Gyllenhaal, e del suo rapporto sempre più morboso con un piccolo studente che sembra avere un dono raro: quello della parola. Al suo fianco, nei panni del professore di poesia che la affascina, c’è Gael García Bernal. Una pellicola che, dietro l’apparenza di un dramma intimista, cela le tensioni di un vero e proprio thriller a passo lento, capace di tenere lo spettatore con il fiato in sospeso fino all’ultima scena.

La trama di Lontano da qui

Lisa Spinelli insegna alla scuola materna di Staten Island e vive una vita che, vista da fuori, sembra felice e appagante: un marito presente, 2 figli adolescenti, un lavoro stabile. Eppure qualcosa, dentro, le manca da tempo. Coltiva la passione per la poesia frequentando un corso serale, ma i suoi versi vengono accolti con freddezza, derubricati a esercizio dilettantesco dal docente. Poi arriva Jimmy.

 Lontano da qui (2018) foto ufficio stampa

Una maestra ossessionata dal talento di un alunno di cinque anni. Stasera in tv c’è Lontano da qui con una fantastica Maggie Gyllenhaal (foto ufficio stampa)

Il piccolo, uno dei suoi alunni, ha l’abitudine di restare a scuola più del previsto, in attesa che qualcuno lo venga a prendere. Ed è proprio in uno di quei pomeriggi di attesa che Lisa lo sorprende a recitare, quasi parlando a se stesso, versi di una bellezza spiazzante per un bambino di 5 anni. Da quel momento, la maestra si convince di avere davanti un vero prodigio, e decide di farsi custode del suo talento. Complici genitori troppo distratti dalla propria vita per accorgersi di cosa stia accadendo.

È l’inizio di un legame che cresce giorno dopo giorno, fino a sfumare i confini tra protezione e possesso, in una spirale che il film racconta con un crescendo di tensione capace di spiazzare chi si aspetta solo una storia su infanzia e poesia.

Il trailer di Lontano da qui

Il cast e i personaggi di Lontano da qui: da Maggie Gyllenhaal a Gael Garcia Bernal

A dare corpo e fragilità a Lisa Spinelli è Maggie Gyllenhaal, in una delle interpretazioni più intense della sua carriera. Una donna intelligente, sensibile, capace di farsi amare e temere nello stesso istante in cui la sua frustrazione artistica si trasforma in qualcosa di sempre più inquietante. Al suo fianco, il giovanissimo Parker Sevak debutta sullo schermo nei panni di Jimmy Roy, il piccolo prodigio capace di recitare poesie con una naturalezza disarmante.

Gael García Bernal interpreta Simon, l’insegnante del corso serale che Lisa frequenta. È un uomo affascinante, sicuro di sé fino alla spavalderia, sedotto più dal talento apparente della sua allieva che da lei in carne e ossa. Completano il quadro familiare di Lisa, Michael Chernus, nei panni del marito Grant, e i giovani Sam Jules e Daisy Tahan, che interpretano i figli Josh e Lainie. Sul fronte di Jimmy, Rosa Salazar è Becca, la babysitter che osserva con crescente diffidenza l’interesse della maestra per il bambino, Ajay Naidu è suo padre Nikhil. Mentre Anna Baryshnikov interpreta Meghan, l’assistente di Lisa a scuola.

 Lontano da qui (2018) foto ufficio stampa

Gael Garcia Bernal in una scena di Lontano da qui (foto ufficio stampa)

Maggie Gyllenhaal alle prese con una donna che si sta sgretolando

Per Maggie Gyllenhaal, la sceneggiatura di Lontano da qui è arrivata come una folgorazione. «Ogni tanto leggi una sceneggiatura e pensi: devo fare questo film. L’ho letta, finita, e l’ho chiusa pensando: sì, per favore, come faccio a farmi dare la parte?», ha raccontato l’attrice. Ricordando di aver capito da subito che quello sarebbe stato il suo prossimo progetto.

A farla sentire vicina al personaggio di Lisa, spiega Gyllenhaal, è un sentimento che ha riconosciuto subito. «Quello che mi ha legata al film è una sensazione che molte donne stanno provando in questi anni: svegliarsi e scoprire cosa significa morire di fame, dopo aver passato la vita a scendere a compromessi in una cultura che non era pensata per noi», racconta. Definendo la storia di Lisa «un esempio estremo, ma allo stesso tempo una rappresentazione reale» di una donna che, semplicemente, non riesce più a reggere quel peso.

Per l’attrice era essenziale che Lisa non venisse percepita come una poetessa mediocre da compatire, ma come un’artista vera e ignorata. «C’è chi ha scritto che è una poetessa mediocre. È un desiderio, perché il film sarebbe molto più facile se lei non fosse brava. Lei è una poetessa vera, e a nessuno importa, viene completamente ignorata. È molto più difficile da guardare, se lei è anche un’ottima insegnante, curiosa, brillante, interessata e viva», spiega Gyllenhaal. Che ricorda come i versi della protagonista siano stati scritti da una poetessa pubblicata e affermata.

L’interpretazione, però, non è stata indolore. «Quando c’è più finzione, la finzione ti protegge un po’. Io sono molto diversa da Lisa per certi aspetti, ma il modo in cui guarda e parla è simile. Mi vestivo così al college, e credo che lo facesse anche lei, ed è per questo che lo fa ancora. Non c’era il conforto della distanza, e l’ho trovato difficile. Non ero felice mentre facevo questo film. Lo ero artisticamente», confessa l’attrice.

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 Sara Sirtori

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