Podcast
Daniele Garbo, giornalista, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Il Napoli ha 37 calciatori sotto contratto: sarà un’estate intensa per Manna sul fronte cessioni?
“Mi hanno sempre insegnato che il direttore sportivo più bravo non è quello che acquista ma quello che sa vendere. Acquistare, se hai un buon budget, non è difficile, soprattutto se conosci il calcio: riesci a fare acquisti mirati. Ma vendere è molto più difficile, soprattutto se ci sono giocatori che hanno giocato poco e quindi non hanno una grande valutazione, o magari hanno un ingaggio che crea problemi. Sfoltire la rosa è uno degli esercizi più difficili per un direttore sportivo. Ricordo qualche anno fa il caso del Parma, che aveva qualche centinaio di giocatori in organico e dovette fare i miracoli per sfoltire la rosa.”
Beukema, Lang e Lucca insieme valgono circa 100 milioni di euro e non hanno reso quanto sperato nella prima stagione. Possono rappresentare tasselli importanti per il Napoli di Allegri?
“Questo andrà chiesto ad Allegri, perché non so che idee abbia in testa per la rosa del Napoli. Lucca mi sembra un acquisto pagato troppo l’anno scorso, non ha trovato spazio, è stato ceduto in prestito e non ha brillato neppure in Premier League: leggo che potrebbe finire alla Lazio di Gattuso. Non credo sia un profilo adatto al Napoli. Lang invece sì: quando sta bene ha dimostrato di essere un giocatore adatto, e credo che questo tipo di giocatori piaccia ad Allegri. Bisogna dargli il tempo di insediarsi, di mettersi a tavolino con Manna e decidere quali sono i giocatori da cedere e quali gli obiettivi da raggiungere. Allegri è un allenatore esigente da questo punto di vista, non esprime un calcio spettacolare, ma è bravissimo a gestire le situazioni. L’anno scorso il Milan ha fallito per un motivo semplice: aveva uno spogliatoio polveriera, una società divisa tra Ibrahimovic e Tare, con Ibrahimovic che remava contro e alimentava la contestazione. Lo spogliatoio si è spaccato e il Milan ha fallito clamorosamente. Allegri non è un allenatore scarso, è un signor allenatore che storicamente esibisce un calcio pragmatico più che spettacolare.”
Anche se c’è un rimprovero da fare alla gestione Conte della rosa dello scorso anno?
“Se c’è un rimprovero che si può muovere a Conte, è forse quello di non aver valorizzato abbastanza le risorse a disposizione. Bisogna capire se questi giocatori non erano davvero all’altezza del Napoli oppure se lui li ha valutati troppo poco. La rosa del Napoli dello scorso anno non era così modesta. È vero che ci sono stati molti infortuni, causa del rallentamento clamoroso nella lotta per lo scudetto, ma credo che qualcosa di più si potesse fare, perché qualche giocatore non era così scarso come è sembrato.”
Il Como continua a investire pesantemente, con l’operazione Nico Paz dal Real Madrid da 60 milioni. Può davvero competere per le prime posizioni?
“Quello che ha fatto il Como nella scorsa stagione è qualcosa di straordinario, ma fino a un certo punto: avere una rosa qualitativa, scelta bene, funzionale al gioco di Fabregas, con una proprietà ricchissima che potrebbe acquistare tutte le società italiane in un colpo solo, non ha limiti se non quelli imposti dal fair play finanziario, che credo verrà aggiustato entro l’anno prossimo. L’operazione Nico Paz è incredibile: 60 milioni mi sembrano tanti, anche se somiglia a un prestito. Credo che il Real Madrid lo riporterà a casa a fine stagione, per tenerselo o per cederlo ad altre società importanti, perché è un giocatore destinato a una grande carriera. Per una società come il Como, con un bacino d’utenza piccolissimo — forse il più basso della Serie A dopo il Sassuolo — è un’operazione che potrebbe fare un’Inter o una Juventus, non il Como. Ma se teniamo conto di chi è la proprietà, si spiega tutto.”
Palestra ha virato sul Chelsea sfumando l’Inter, e il Milan ha chiuso per Gonzalo Ramos a 74 milioni con l’arrivo di Amorim. Come commenti queste operazioni?
“Quando leggo certe cifre mi si rizzano i capelli, francamente. Goncalo Ramos, riserva al Paris Saint-Germain, arriva per 70 milioni: il Milan mi sembra ancora una banda di matti. Si affida a Ibrahimovic, che in questo momento sta in America a commentare il Mondiale, quindi non credo abbia grande peso sulle scelte. È una società in grande difficoltà, in grande ritardo: l’acquisto di Goncalo Ramos a queste cifre mi sembra una follia, e sono curioso di vedere come Amorim si calerà nella realtà italiana dopo aver fallito al Manchester United. Credo che il Milan sia una delle società di vertice con le idee meno chiare in assoluto. Su Palestra, invece, capisco la scelta: il giocatore ha fatto un’ottima prima stagione in Serie A, valutato 60 milioni, e il Chelsea gli ha offerto il doppio dell’ingaggio rispetto all’Inter. Qualcuno ha criticato la scelta dicendo che sarebbe stato meglio maturare in un campionato italiano, ma va anche detto che il campionato inglese è il più importante e competitivo del mondo: per lui è una sfida professionale straordinaria. A 21 anni andare in Premier League è una scelta felice.”
Il tabellone del Mondiale è appena uscito: come lo leggi?
“La parte alta del tabellone sembra nettamente più forte di quella bassa: ci sono in vista sfide negli ottavi addirittura tra Germania e Francia, e anche il Brasile di Ancelotti è nella parte alta, con una sfida non semplice già agli ottavi. La parte bassa, dove c’è l’Argentina, potrebbe portare ancora una volta gli argentini in finale: la strada è lunga, ma non mi sembra abbiano avversari insuperabili.”
Qual è la tua favorita per il Mondiale?
“La mia favorita sin dall’inizio è la Francia, la squadra nettamente più forte di tutte: ha un livello di talenti, soprattutto in attacco, non paragonabile a nessun’altra squadra. L’unico problema è che sono francesi, e quindi presuntuosi: possono essere vittima solo della loro presunzione. Mi piace molto anche la Spagna, ma non ha la forza della Francia. Attenzione alle africane, perché sono passate nove squadre su dieci: il calcio africano è ormai maturo, non è più una sorpresa, e il Marocco può essere protagonista. Non ricordo un Mondiale con una favorita così netta come la Francia oggi, anche se nel calcio le sorprese sono sempre dietro l’angolo.”
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link



