L’ERP come motore della fabbrica digitale: il caso Emmi Desserts Italia e la strategia Infor per l’AI di settore


La gestione dei processi nel settore manifatturiero alimentare si trova di fronte alla necessità di superare i modelli operativi tradizionali, spesso caratterizzati da una forte frammentazione informativa e dall’utilizzo di supporti analogici per la raccolta dei dati sul campo.

La presenza di flussi di lavoro non integrati e il ricorso alla registrazione manuale delle informazioni all’interno degli stabilimenti limitano la visibilità in tempo reale sulle prestazioni delle linee, ostacolando la capacità del management di prendere decisioni tempestive e basate su evidenze oggettive.

La transizione verso una strategia guidata dal dato richiede l’adozione di un’infrastruttura tecnologica centralizzata, capace di standardizzare le procedure e di connettere l’intera catena del valore, dalla pianificazione della produzione fino alla logistica distributiva.

Il nucleo di questa trasformazione risiede nell’evoluzione dei sistemi gestionali, che cessano di essere semplici strumenti di registrazione contabile o esecutiva per trasformarsi in veri e propri promotori di crescita e visione strategica.


Un software aziendale moderno deve incorporare le specificità del mercato di riferimento, permettendo di mappare i vincoli normativi, le scadenze e le peculiarità logistiche tipiche del comparto alimentare.

L’integrazione di architetture cloud verticalizzate consente di abbattere le barriere informatiche tra i diversi reparti e di accelerare la digitalizzazione, fornendo una base solida e flessibile per l’applicazione di tecnologie avanzate e modelli di analisi predittiva.

Un esempio virtuoso di questo percorso è rappresentato dalla collaborazione tra Infor, specialista negli ERP, ed Emmi Desserts Italia, uno dei principali produttori di dessert freschi e specialità premium a livello europeo e globale.

La base della trasformazione: un ERP “Industry Specific” in Cloud

L’armonizzazione dei processi rappresenta la sfida centrale affrontata dalla divisione informatica del gruppo lattiero-caseario. L’esperienza di Emmi Desserts Italia nasce dalla necessità di unificare tre distinte realtà societarie precedentemente autonome, consolidando le operazioni all’interno di un’unica piattaforma tecnologica avanzata, Infor CloudSuite Food & Beverage, implementata con il supporto di Mashfrog come system integrator.

L’intervento ha permesso di mappare e supportare in modo integrato tutti i flussi aziendali critici, dall’area delle operation e della pianificazione produttiva fino al ciclo dell’order-to-cash, eliminando le frammentazioni che storicamente separavano le diverse linee di business.


L’adozione di soluzioni cloud verticalizzate consente di ridurre i costi totali di gestione e di accelerare i tempi di implementazione, evitando le lunghe fasi di personalizzazione del codice tipiche dei sistemi generalisti.

“L’adozione di un ERP con una intelligenza artificiale verticalizzata per l’industria di riferimento rappresenta sicuramente un trampolino per un salto evolutivo importante dove i dati diventano l’insight che genera una visione strategica”, evidenzia Moira Morandi, Solution Consultant di Infor.

La disponibilità di strumenti pre-configurati per le specifiche esigenze del comparto alimentare assicura che il sistema non si limiti a registrare le transazioni, ma si trasformi in un motore di crescita capace di estrarre valore strategico dai flussi operativi quotidiani.

Emmi Desserts Italia, dal MES al progetto “UFO”

La digitalizzazione dei reparti produttivi richiede il superamento radicale dei metodi tradizionali di raccolta delle informazioni, storicamente vincolati all’utilizzo della carta e alla compilazione manuale dei registri da parte degli operatori.

All’interno degli stabilimenti del gruppo, la progressiva introduzione di sistemi MES ha permesso di automatizzare il rilevamento dei dati direttamente dalle linee, eliminando i ritardi e gli errori tipici dei supporti analogici.


Il passaggio ha garantito la disponibilità di flussi informativi strutturati e tempestivi, ponendo le basi per l’applicazione di logiche analitiche avanzate e l’avvio di una strategia di adozione strutturata dell’intelligenza artificiale.

L’implementazione delle tecnologie algoritmiche è stata organizzata attraverso un piano strategico denominato progetto “UFO” (User Friendly Optimizer), finalizzato a introdurre l’AI nei processi aziendali in modo controllato e progressivo.

Il percorso si articola in tre fasi distinte che partono dalla definizione della governance interna, passano per l’individuazione e lo sviluppo dei casi d’uso e dei KPI industriali, e si concludono con la successiva scalabilità dei modelli a livello di intero gruppo.

La strutturazione di questo perimetro operativo assicura che l’adozione dell’innovazione risponda sempre a reali obiettivi di business e segua criteri di massima efficienza organizzativa.

La tutela del patrimonio informativo rappresenta il prerequisito fondamentale per la sicurezza di ogni iniziativa legata all’intelligenza artificiale, rendendo necessaria una rigida regolamentazione delle modalità di accesso e condivisione delle informazioni.


“Abbiamo lanciato un progetto aziendale sull’AI articolato in tre step, la cui prima fase è consistita nella creazione di un pool di persone denominato Astropilot e nella definizione della governance aziendale, una scelta strategica necessaria per non incorrere nel rischio di utilizzare la tecnologia in maniera indiscriminata, disperdendo i dati societari”, evidenzia Flavio Martini, Head of IT di Emmi Desserts Italia.

Il coinvolgimento iniziale del team dedicato ha permesso di stabilire linee guida chiare sulla protezione degli asset informatici, prevenendo i rischi connessi alla dispersione incontrollata dei dati aziendali verso l’esterno.

Oltre il dato grezzo: l’AI al servizio dei processi

L’automazione dei reparti e l’interconnessione degli impianti generano un incremento esponenziale delle informazioni disponibili, ponendo il management di fronte alla sfida della gestione di grandi volumi di flussi digitali.

La sovrabbondanza di metriche isolate e prive di correlazione logica non si traduce automaticamente in un vantaggio competitivo, ma rischia di saturare le capacità di analisi delle strutture aziendali. Senza un’adeguata contestualizzazione che colleghi il dato grezzo alle dinamiche operative dello stabilimento, l’efficienza dei sistemi predittivi e decisionali rimane compromessa.

La comprensione dello scenario di riferimento rappresenta il fattore discriminante per trasformare i bit in elementi di valore per il business. I moderni agenti autonomi orchestrati si distinguono dai modelli generalisti proprio per la capacità di interpretare le informazioni inserendole nel perimetro delle regole industriali del settore, distinguendo le necessità della distinta base del comparto aerospaziale dalle unità di misura del food and beverage.


“Il punto non è l’assenza di dato, ma l’assenza di un’azione che guidi il loro utilizzo, poiché quando un dato viene interpretato nel contesto giusto può diventare una visione”, commenta Morandi.

L’approccio semantico consente alle piattaforme applicative di supportare le attività operative quotidiane, offrendo risposte mirate e allineate ai processi reali della fabbrica.

La necessità di disporre di filtri intelligenti emerge in modo evidente nell’esperienza quotidiana dei responsabili informatici e di produzione del comparto alimentare.

“Abbiamo a disposizione volumi informativi talmente estesi che la loro gestione strutturata diventa complessa, rendendo prioritario il supporto all’interpretazione dei dati, anche perché l’introduzione di elementi errati o non validati all’interno dei modelli risponde al principio del garbage in, garbage out, dove la qualità dell’output è direttamente proporzionale a quella dell’input”, afferma Martini.

La qualità delle sorgenti e l’accuratezza dei modelli di filtraggio rappresentano i pilastri su cui poggia l’affidabilità dei sistemi avanzati, garantendo che le analisi algoritmiche non vengano distorte da flussi informativi ridondanti o privi di valore qualitativo.


Ottimizzare la produzione: Process Mining e AI Tattica

L’efficientamento delle linee produttive nel comparto alimentare richiede strumenti di analisi avanzati in grado di mappare i flussi reali e confrontarli con i modelli teorici di pianificazione.

L’utilizzo delle tecnologie di Process Mining consente di identificare in modo oggettivo le deviazioni operative, i colli di bottiglia e le inefficienze nascoste che rallentano il ciclo di fabbrica.

Attraverso la ricostruzione digitale di ogni singola fase del processo, il management può intervenire in modo mirato sulle cause profonde dei ritardi, ottimizzando l’impiego delle risorse e migliorando la produttività complessiva degli stabilimenti.

L’integrazione di questi strumenti all’interno delle routine di lavoro assicura la massima trasparenza e la verificabilità delle azioni suggerite dagli algoritmi.

“L’agente non rimane una chatbot isolata in un angolo, ma opera direttamente all’interno del flusso di lavoro, garantendo che ogni attività sia registrata, mappata e soprattutto verificabile”, approfondisce Morandi. Questa impostazione permette di validare l’efficacia dei modelli tattici basati sull’intelligenza artificiale, traducendo l’analisi dei dati in un monitoraggio costante e certificato dei miglioramenti ottenuti.


L’applicazione pratica di queste metodologie si riflette nell’introduzione di sensoristica avanzata a bordo macchina per il monitoraggio delle prestazioni in tempo reale.

All’interno dei siti produttivi di Emmi Desserts Italia, il rilevamento automatizzato dei volumi di produzione e dei tassi di scarto consente di intercettare immediatamente le anomalie operative.

La disponibilità di metriche istantanee trasforma l’informazione in valore economico, permettendo ai supervisori di linea di correggere tempestivamente le derive di processo e di capitalizzare l’esperienza quotidiana per prevenire le inefficienze future.

Sicurezza, sovranità e “Human in the Loop”

La migrazione delle architetture informatiche industriali verso ambienti cloud impone una riflessione rigorosa sulla localizzazione delle infrastrutture di conservazione e sulla protezione dei flussi digitali aziendali.

La conformità ai requisiti di sovranità del dato cessa di essere una semplice formalità legale per trasformarsi in una tutela strategica degli asset competitivi della società.


Per le aziende operanti nel mercato europeo, la certezza che le informazioni vengano archiviate e lavorate all’interno dei confini comunitari rappresenta un elemento di stabilità e di mitigazione del rischio geopolitico e tecnologico.

La scelta dei partner tecnologici e delle infrastrutture di rete risponde a criteri di massima trasparenza e aderenza alle normative sulla privacy e sulla sicurezza delle informazioni.

“Il tema della sovranità del dato è un aspetto che abbiamo valutato con estrema attenzione e sul quale siamo assolutamente tranquilli, poiché esistono regole europee molto chiare e le nostre informazioni risiedono nel data center di Francoforte”, precisa Martini.

La centralizzazione dei dati all’interno di nodi infrastrutturali protetti e conformi alle direttive comunitarie garantisce la continuità operativa del gruppo, al riparo da vulnerabilità esterne o contese giurisdizionali sul controllo delle informazioni.

L’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali di fabbrica non mira alla progressiva automazione totale, ma segue il principio dello human in the loop, mantenendo la componente umana al centro del controllo operativo.


L’algoritmo non si sostituisce al personale, ma opera come un assistente avanzato capace di elaborare scenari complessi a ritmi non antropomorfi, offrendo indicazioni strutturate per accelerare i tempi di reazione.

La decisione finale e la responsabilità delle scelte strategiche o di linea rimangono una prerogativa esclusiva dei responsabili e degli operatori, garantendo che l’esperienza e l’intuito umano rimangano il vertice del governo della fabbrica digitale.

Oltre il monitoraggio: la sintesi tra infrastruttura e intelligenza decisionale

La transizione verso un modello evoluto si caratterizza per una costante evoluzione dei flussi operativi, dove la tecnologia deve integrarsi con le necessità pratiche dei reparti.

L’esperienza di fabbrica dimostra che lo sviluppo dei sistemi informativi richiede una stabilizzazione progressiva delle architetture dati, assicurando che ogni nuova implementazione risponda a logiche di efficienza concrete.

La trasformazione si delinea come un percorso incrementale guidato dalla collaborazione strategica tra la piattaforma applicativa e le esigenze specifiche dello stabilimento.


“La trasformazione digitale non rappresenta un traguardo statico, ma un work in progress continuo”, evidenzia Martini.

Il successo del modello poggia sulla capacità di combinare una solida infrastruttura di base con strumenti avanzati in grado di tradurre le metriche in decisioni.

“L’adozione di un ERP con un’intelligenza artificiale verticalizzata per l’industria di riferimento rappresenta sicuramente un trampolino per un salto evolutivo importante dove i dati diventano l’insight che genera una visione strategica”, conclude Morandi.

La convergenza tra i sistemi di gestione e l’analisi contestuale permette così alle imprese di superare il semplice monitoraggio storico, trasformando i dati in azioni immediate e protette per garantire la competitività del business nel lungo termine.


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 Michelle Crisantemi

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