La Corte di Cassazione (sentenza n. 22791 del 6 luglio 2026) chiarisce i confini tra procedimento di reclamo e procedimento sanzionatorio. La decisione è destinata a incidere sull’attività del Garante e sulla tutela dei dati personali. Per approfondimenti in materia, segnaliamo, con piacere, l’uscita della seconda edizione del “Formulario commentato della privacy”, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.

Formulario commentato della privacy
La nuova edizione dell’opera affronta con taglio pratico gli aspetti sostanziali e procedurali del trattamento dei dati personali alla luce delle nuove sfide poste dall’evoluzione normativa e tecnologica degli ultimi due anni. La disciplina di riferimento è commentata tenendo conto dei rilevanti interventi a livello europeo e nazionale (tra cui le Linee Guida EDPB, i regolamenti AI Act e DORA, l’attuazione della direttiva NIS 2), offrendo al Professionista una guida completa e aggiornata.
Il libro è suddiviso in tredici sezioni, che coprono ogni aspetto della materia e tutti gli argomenti sono corredati da oltre 100 formule e modelli. Tra le novità più rilevanti:
• Connessioni tra il nuovo AI Act e il GDPR, differenze tra FRIA e DPIA, valutazione dei rischi e incidenti
• Gestione del personale: smart working, telelavoro e whistleblowing
• Strumenti di monitoraggio: controlli a distanza dei lavoratori, cloud computing e gestione degli strumenti informatici in azienda
• Tutela degli interessati: una guida completa su profilazione, processi decisionali automatizzati e sull’esercizio dei diritti
• Strumenti di tutela: sanzioni, reclami, segnalazioni e ricorsi al Garante.
Giuseppe Cassano
Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della European School of Economics della sede di Roma e Milano, ha insegnato Istituzioni di Diritto Privato nell’Università Luiss di Roma. Avvocato cassazionista. Studioso dei diritti della persona, del diritto di famiglia, della responsabilità civile e del diritto di Internet, ha pubblicato oltre trecento contributi in tema, fra volumi, trattati, voci enciclopediche, note e saggi.
Enzo Maria Tripodi
attualmente all’Ufficio legale e al Servizio DPO di Unioncamere, è un giurista specializzato nella disciplina della distribuzione commerciale, nella contrattualistica d’impresa, nel diritto delle nuove tecnologie e della privacy, nonché nelle tematiche attinenti la tutela dei consumatori. È stato docente della LUISS Business School e Professore a contratto di Diritto Privato presso la facoltà di Economia della Luiss-Guido Carli. Ha insegnato in numerosi Master post laurea ed è autore di oltre quaranta monografie con le più importanti case editrici.
Cristian Ercolano
Partner presso Theorema Srl – Consulenti di direzione, con sede a Roma; giurista con circa 20 anni di esperienza nell’applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali e più in generale sui temi della compliance e sostenibilità. Ricopre incarichi di Responsabile della Protezione dei Dati, Organismo di Vigilanza e Organismo Indipendente di Valutazione della performance presso realtà private e pubbliche. Autore di numerosi contributi per trattati, opere collettanee e riviste specialistiche sia tradizionali che digitali, svolge continuativamente attività didattica, di divulgazione ed orientamento nelle materie di competenza.
Leggi descrizione
Giuseppe Cassano, Enzo Maria Tripodi, Cristian Ercolano, 2025, Maggioli Editore
62.00 €
58.90 €
Formulario commentato della privacy
La nuova edizione dell’opera affronta con taglio pratico gli aspetti sostanziali e procedurali del trattamento dei dati personali alla luce delle nuove sfide poste dall’evoluzione normativa e tecnologica degli ultimi due anni. La disciplina di riferimento è commentata tenendo conto dei rilevanti interventi a livello europeo e nazionale (tra cui le Linee Guida EDPB, i regolamenti AI Act e DORA, l’attuazione della direttiva NIS 2), offrendo al Professionista una guida completa e aggiornata.
Il libro è suddiviso in tredici sezioni, che coprono ogni aspetto della materia e tutti gli argomenti sono corredati da oltre 100 formule e modelli. Tra le novità più rilevanti:
• Connessioni tra il nuovo AI Act e il GDPR, differenze tra FRIA e DPIA, valutazione dei rischi e incidenti
• Gestione del personale: smart working, telelavoro e whistleblowing
• Strumenti di monitoraggio: controlli a distanza dei lavoratori, cloud computing e gestione degli strumenti informatici in azienda
• Tutela degli interessati: una guida completa su profilazione, processi decisionali automatizzati e sull’esercizio dei diritti
• Strumenti di tutela: sanzioni, reclami, segnalazioni e ricorsi al Garante.
Giuseppe Cassano
Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della European School of Economics della sede di Roma e Milano, ha insegnato Istituzioni di Diritto Privato nell’Università Luiss di Roma. Avvocato cassazionista. Studioso dei diritti della persona, del diritto di famiglia, della responsabilità civile e del diritto di Internet, ha pubblicato oltre trecento contributi in tema, fra volumi, trattati, voci enciclopediche, note e saggi.
Enzo Maria Tripodi
attualmente all’Ufficio legale e al Servizio DPO di Unioncamere, è un giurista specializzato nella disciplina della distribuzione commerciale, nella contrattualistica d’impresa, nel diritto delle nuove tecnologie e della privacy, nonché nelle tematiche attinenti la tutela dei consumatori. È stato docente della LUISS Business School e Professore a contratto di Diritto Privato presso la facoltà di Economia della Luiss-Guido Carli. Ha insegnato in numerosi Master post laurea ed è autore di oltre quaranta monografie con le più importanti case editrici.
Cristian Ercolano
Partner presso Theorema Srl – Consulenti di direzione, con sede a Roma; giurista con circa 20 anni di esperienza nell’applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali e più in generale sui temi della compliance e sostenibilità. Ricopre incarichi di Responsabile della Protezione dei Dati, Organismo di Vigilanza e Organismo Indipendente di Valutazione della performance presso realtà private e pubbliche. Autore di numerosi contributi per trattati, opere collettanee e riviste specialistiche sia tradizionali che digitali, svolge continuativamente attività didattica, di divulgazione ed orientamento nelle materie di competenza.
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Giuseppe Cassano, Enzo Maria Tripodi, Cristian Ercolano, 2025, Maggioli Editore
62.00 €
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Chiarezza sui termini
La I° Sezione Civile della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22791 pubblicata il 6 luglio 2026, affronta la tematica del mancato rispetto del termine previsto per la definizione di un reclamo davanti al Garante per la protezione dei dati personali.
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Il dubbio da sciogliere è stato il seguente: ciò comporta la perdita del potere di irrogare una sanzione amministrativa? La replica dei giudici di legittimità è stata negativa. Hanno infatti argomentato che il termine massimo di un anno previsto dalla normativa per decidere sul reclamo dell’interessato non determina la decadenza del potere sanzionatorio del Garante.
Quest’ultimo rimane soggetto a una disciplina autonoma e distinta, che trova il proprio riferimento nel Codice della privacy e nella disciplina generale delle sanzioni amministrative (legge n. 689/1981).
Sanzione a una casa editrice
La vicenda origina dalla pubblicazione di un libro nel quale erano stati riportati dati personali relativi ai figli di un soggetto coinvolto in una vicenda giudiziaria.
A seguito di un reclamo presentato nel maggio 2021, il Garante Privacy aveva principiato un procedimento verso la società editrice, contestando la diffusione illecita di dati personali.
Nel marzo 2023 l’Autorità aveva emesso un’ordinanza-ingiunzione irrogando la sanzione di 2.000 euro. La società editrice aveva impugnato il provvedimento sostenendo che il Garante fosse ormai decaduto dal proprio potere sanzionatorio, in quanto risultavano oramai trascorsi circa ventidue mesi tra la presentazione del reclamo e la notifica della sanzione. A seguito della sconfitta davanti al Tribunale, la questione è approdata in Cassazione.
Reclamo e sanzione, due procedimenti diversi
Focus della decisione è la distinzione operata dalla Corte tra il procedimento di reclamo e quello sanzionatorio.
I giudici rimarcano che il reclamo costituisce lo strumento tramite il quale un interessato segnala una possibile violazione della normativa sulla protezione dei dati personali e chiede l’intervento del Garante. Tale procedura deve essere definita, di regola, entro nove mesi dalla presentazione e, nei casi più complessi, entro dodici mesi.
Tuttavia, sempre secondo la Cassazione, la fase che conduce all’irrogazione di una sanzione amministrativa rappresenta un procedimento autonomo. Il reclamo può costituire il presupposto che attiva l’attività del Garante; tuttavia, la successiva decisione sull’eventuale sanzione segue regole proprie e risponde a finalità differenti.
Mentre il reclamo è diretto alla tutela dell’interesse individuale del soggetto che denuncia la violazione, la sanzione amministrativa assolve una funzione pubblicistica, indirizzata a garantire il rispetto della normativa e a prevenire future violazioni tramite un effetto deterrente.
Termine di un anno, non è scadenza del potere sanzionatorio
La Corte rileva che il termine annuale di cui all’articolo 143 del Codice della privacy è stato introdotto per garantire al reclamante una risposta tempestiva da parte dell’Autorità. Anche ove si volesse attribuire indole perentoria a tale termine, esso non potrebbe essere trasferito in modo automatico al procedimento sanzionatorio. Le due procedure, infatti, perseguono finalità differenti e risultano regolamentate da disposizioni normative autonome.
Per i giudici il legislatore non ha previsto che lo spirare del termine di un anno determini l’estinzione del potere sanzionatorio del Garante. Quest’ultimo continua, pertanto, a essere esercitabile entro il più esteso termine previsto dalla disciplina delle sanzioni amministrative.
La Cassazione richiama altresì il principio secondo cui i giudici non possono introdurre, tramite l’interpretazione, un termine decadenziale che il legislatore non ha previsto in modo espresso. Una scelta di tale portata richiederebbe infatti un intervento normativo e un bilanciamento degli interessi in gioco che spetta al Parlamento e non all’autorità giudiziaria.
Importanza della contestazione tempestiva
La sentenza chiarisce tuttavia che esiste un limite temporale rilevante: quello relativo alla contestazione dell’illecito. La normativa prevede, infatti, che il Garante debba notificare le presunte violazioni entro determinati termini decorrenti dall’accertamento dei fatti.
Questo rappresenta l’autentico momento di garanzia per il destinatario del procedimento, in quanto consente di conoscere in tempi ragionevoli le contestazioni mosse dall’Autorità e di esercitare il proprio diritto di difesa. Diverso risulta invece il termine per la conclusione dell’intero iter sanzionatorio, che non coincide col termine annuale previsto per il reclamo.
Privacy e diritto di cronaca, confermata la sanzione
La Corte, ulteriormente, ha affrontato il merito della vicenda editoriale. Pur riconoscendo l’interesse pubblico dei fatti narrati nel volume, i giudici hanno ritenuto corretta la valutazione del Tribunale secondo cui la pubblicazione di altri elementi identificativi dei figli del condannato, quali titoli di studio e professioni esercitate, eccedeva il limite dell’essenzialità dell’informazione.
Per il collegio di legittimità tali dettagli non erano necessari per comprendere la vicenda narrata e neppure erano giustificati dall’interesse pubblico, in quanto le persone coinvolte non rivestivano ruoli pubblici né godevano di particolare notorietà. La decisione ribadisce in tal modo un principio consolidato nel diritto della privacy: anche quando si esercitano libertà fondamentali quali il diritto di cronaca e la libertà di espressione, devono essere rispettati i criteri di pertinenza, proporzionalità ed essenzialità delle informazioni diffuse.
Precedente destinato a impattare sul futuro
La pronuncia in disamina assume notevole importanza in quanto affronta una tematica che aveva generato un intenso dibattito giurisprudenziale: la natura dei termini procedurali nei procedimenti sanzionatori delle autorità indipendenti.
La Cassazione conferma un indirizzo favorevole alla distinzione tra termini destinati a garantire la tempestività dell’azione amministrativa e termini realmente idonei a determinare la perdita del potere sanzionatorio. Il pronunciamento rappresenta, quindi, un punto di riferimento per future controversie in materia di protezione dei dati personali e contribuisce a definire con maggiore precisione il rapporto tra tutela della privacy, certezza del diritto e poteri delle autorità amministrative indipendenti.
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Avv. Laura Biarella
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