Il Piemonte affronta una nuova fase critica sul fronte degli incendi boschivi. I roghi stanno interessando diverse aree montane, dal Verbano Cusio Ossola alla Valsesia fino al Torinese, con evacuazioni precauzionali, mezzi aerei in azione e centinaia di operatori impegnati per proteggere cittadini e territorio.
Incendi in Piemonte, Cirio sul posto: evacuazioni e massima attenzione nei territori colpiti
Il Piemonte continua a fare i conti con una vasta emergenza incendi che sta interessando soprattutto le aree montane del Verbano Cusio Ossola, della Valsesia e del territorio torinese. Come riportato dal Giornale La Voce, il presidente della Regione Alberto Cirio ha raggiunto Premosello Chiovenda, nel Vco, per verificare direttamente l’evoluzione dei roghi e incontrare le istituzioni locali impegnate nella gestione dell’emergenza.
Con lui erano presenti gli assessori regionali Marco Gabusi, responsabile della Protezione civile, e Matteo Marnati, con delega all’Ambiente, oltre al prefetto Matilde Pirrera, al presidente della Provincia Giandomenico Albertella e al sindaco Elio Fovanna.
La visita è arrivata dopo una notte particolarmente complessa nella frazione Colloro, dove per motivi di sicurezza è stata disposta l’evacuazione precauzionale di circa 135 persone, poi salita a circa 150 nelle comunicazioni successive.
L’allontanamento dalle abitazioni si è reso necessario per il rapido avvicinamento delle fiamme e per la presenza del fumo in una zona caratterizzata da boschi e versanti difficili da raggiungere. Le persone più fragili sono state accolte in una struttura assistenziale, mentre per gli altri residenti sono state predisposte soluzioni temporanee nelle palestre messe a disposizione dal territorio.
A Premosello Chiovenda la risposta operativa è stata immediata: sul fronte dell’incendio sono intervenuti un elicottero regionale, due Canadair e un elicottero Erikson del Dipartimento nazionale di Protezione civile, un mezzo in grado di effettuare sganci d’acqua di grande capacità, fino a 10 mila litri per intervento. In tutta la regione la mobilitazione è stata significativa: nelle province di Torino, Vercelli e Verbano Cusio Ossola sono stati impiegati quotidianamente diversi Canadair, tre elicotteri regionali e numerose squadre a terra.
“Sono oltre 500 le persone impegnate su tutti i fronti degli incendi per garantire la sicurezza dei piemontesi e proteggere il nostro patrimonio boschivo“, ha dichiarato Cirio durante il sopralluogo, sottolineando il lavoro continuo svolto da tecnici, volontari e operatori della Protezione Civile.
Cirio ha inoltre espresso gratitudine a tutte le strutture coinvolte nelle operazioni, dal Dipartimento nazionale della Protezione civile ai Vigili del fuoco, dal Corpo regionale antincendi boschivi ai volontari dei coordinamenti provinciali, fino alle Forze dell’ordine. “Era importante essere qui per verificare la situazione delle persone che abbiamo dovuto evacuare“, ha spiegato il presidente, ribadendo che la priorità assoluta resta la tutela delle comunità coinvolte.
L’assessore Marco Gabusi ha definito il quadro attuale una situazione eccezionale, particolarmente critica anche per il periodo dell’anno. “È una condizione di forte stress, mai registrata nel mese di luglio“, ha osservato, precisando però che il sistema regionale sta operando per mantenere sotto controllo i diversi scenari e ridurre i danni alle aree boschive.
Emergenza incendi in Piemonte: evacuate 150 persone, i fronti dei roghi e le zone a rischio
L’emergenza non riguarda un singolo incendio, ma una serie di focolai distribuiti su più territori piemontesi. Oltre a Premosello Chiovenda, le fiamme stanno interessando Bannio Anzino nel Verbano Cusio Ossola, Boccioleto, Varallo, Cervatto e Fobello in Valsesia, oltre a Valprato Soana nel Torinese. Dopo il sopralluogo nel Vco, il presidente Cirio ha raggiunto il centro di comando di Varallo, impegnato nella gestione dell’incendio di Cravagliana, per seguire da vicino anche la situazione valsesiana.
L’assessore Matteo Marnati ha posto l’attenzione anche sul problema della qualità dell’aria nelle zone maggiormente interessate dal fumo. Per questo è stato richiesto ad Arpa Piemonte di effettuare controlli mirati nelle aree più esposte. Secondo le prime valutazioni, rispetto alla giornata precedente si sarebbe registrato un miglioramento della situazione, ma il monitoraggio resta attivo per garantire la sicurezza dei cittadini. La gestione degli incendi richiede un lavoro costante e coordinato: i mezzi aerei permettono di intervenire rapidamente nelle zone più impervie, mentre le squadre sul terreno svolgono attività di contenimento, spegnimento e successiva bonifica per evitare la riaccensione dei focolai.
L’incendio di Colloro resta uno degli episodi più delicati di queste ore, perché dimostra quanto rapidamente un rogo boschivo possa trasformarsi in una minaccia per le abitazioni e per la popolazione. Nei territori montani, infatti, la conformazione del terreno rende più complessi gli interventi e il vento può favorire spostamenti improvvisi delle fiamme.
Oltre alla sicurezza delle persone, resta alta la preoccupazione per i danni ambientali. Gli ettari di vegetazione bruciati rappresentano una perdita importante per ecosistemi già fragili: boschi compromessi, maggiore rischio di erosione del terreno e una maggiore vulnerabilità del territorio agli eventi climatici futuri. La Regione Piemonte continua quindi a seguire l’evoluzione della situazione con un presidio costante. L’obiettivo è contenere i fronti ancora attivi, proteggere i centri abitati e garantire assistenza alle comunità coinvolte.
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Lucrezia Ciotti
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