Genova. Un presidio fisso della polizia locale, l’impiego dei nuovi agenti di polizia in arrivo a Genova, ma anche una migliore illuminazione e il supporto ad attività commerciali e culturali con fondi derivanti dall’imposta di soggiorno: sono alcuni degli undici punti per risolvere le criticità legate alla sicurezza nella zona della Darsena e sui quali maggioranza e opposizione hanno trovato la convergenza. Centrosinistra e centrodestra, dopo settimane di muro contro muro sul tema della sicurezza, e dopo gli episodi di tensione registrati in occasione della manifestazione dei comitati a Sestri Ponente, hanno elaborato insieme e votato all’unanimità un documento che impegna la giunta Salis a mettere in atto una serie di azioni concrete per rendere più vivibile un’area di cui si è molto discusso e che recentemente è stata anche oggetto di un sopralluogo da parte di una commissione consiliare.
L’ordine del giorno, che ha avuto anche il parere favorevole dell’assessora alla Sicurezza e polizia locale Arianna Viscogliosi, è stato discusso durante la seduta di oggi del consiglio comunale: “Un tema che andrebbe affrontato sempre così – ha detto – con spirito bipartisan e in maniera costruttiva”.
Le proposte per l’area della Darsena vanno dalla prosecuzione del percorso di rigenerazione urbana, valorizzando il ruolo strategico degli interventi già finanziati e programmati su Calata Vignoso, Metelino, Tabarca, Ponte Parodi e Statuto, garantendo il rispetto dei cronoprogrammi e la massima trasparenza nei confronti dei cittadini e degli operatori economici alla promozione, in raccordo con prefettura e questura, autorità portuale e Amt (coinvolta direttamente per la presenza della fermata della metropolitana) un rafforzamento del presidio del territorio e delle attività di prevenzione nelle aree maggiormente interessate da fenomeni di degrado e microcriminalità.
E quindi si parla di “rafforzare la presenza della polizia locale assicurando servizi dedicati nelle fasce orarie maggiormente interessate da fenomeni di degrado, bivacchi, violazioni amministrative e insicurezza percepita, a sperimentare un presidio fisso per quattro settimane nell’area critica, a richiedere alla questura l’assegnazione di parte degli ulteriori agenti assegnati a Genova nelle scorse settimane in via prioritaria proprio nella zona Darsena e a considerala area prioritaria di sperimentazione delle politiche di sicurezza urbana integrata fondate sul coordinamento tra rigenerazione urbana, presidio territoriale, welfare di comunità, attività culturali e sviluppo economico.
“Oggi voglio dire grazie ai consiglieri di minoranza per aver sollevato per primi la questione del deficit di vivibilità in quest’area – ha detto Anna Orlando, consigliera di Vince Genova – ma grazie anche ai consiglieri di maggioranza per il segnale di apertura mostrato nell’inviare uno stimolo alla sindaca e alla giunta perché ci si attivi su questo tema. Questo anche se, mesi fa, quando parlavamo di emergenza sicurezza, non eravamo stati ascoltati. Auspichiamo che il tipo di modello che proponiamo per la Darsena sia poi applicato nel resto della città”.
Massimo Romeo, di Avs, ha sottolineato: “Molte delle indicazioni contenute nel documento vengono da commercianti e residenti del territorio, persone che abbiamo incontrato e ascoltato nelle ultime settimane. Nessuno nega che ci siano delle criticità ma la sicurezza è una cosa troppo seria per essere trasformata in uno strumento di propaganda e consenso. Per questo oltre al presidio delle forze dell’ordine pensiamo a una rigenerazione urbana e sociale della Darsena”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Martina Caputo, capogruppo del Pd: “Questo metodo di condivisione è sicuramente il più serio per affrontare un tema che oggi rappresenta una delle più forti preoccupazioni per il cittadino, e siamo soddisfatti perché il testo contiene principi chiari di sicurezza urbana integrata”.
Più dura Alessandra Bianchi, Fdi: “L’ordine del giorno accoglie molte nostre istanze ma certifica anche il fallimento delle politiche della giunta Salis nell’area della Darsena che fino a oggi ha nascosto la polvere sotto il tappeto sulla situazione”.
La replica arriva da Marco Maesmaker, M5s: “In realtà la realtà della Darsena è la certificazione del fallimento della precedente amministrazione, quella di centrodestra. Se poi qualcuno intende per sicurezza ronde e bracci tesi, ci troverà sempre dall’altra parte della storia”.
Critico anche Alessio Bevilacqua, Lega: “Oggi arriviamo all’approvazione di un documento che rappresenta una vittoria schiacciante della Lega e che ha costretto la maggioranza a piegarsi alla realtà. Questo documento rappresenta, di fatto, il decreto di espulsione dell’assessore Viscogliosi”.
Tra i punti all’ordine del giorno, grande attenzione al coinvolgimento degli operatori economici, culturali e turistici, dell’Università della Marina Mercantile, che aprirà la sua sede nell’edificio Tabarca, ma anche comitati di residenti, associazioni e terzo settore. Si propongono poi il rafforzamento dei servizi di prossimità e degli interventi di presa in carico delle situazioni di grave marginalità e la promozione di un piano integrato di animazione culturale, sociale e commerciale in sinergia con il Porto Antico.
Nello specifico, si chiede inoltre di valutare l’installazione di nuovi punti luce, a cura di City Green Light, all’interno del tunnel di collegamento verso via Imperiale, la definizione di un accordo quadro con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l’integrazione e l’interconnessione delle rispettive telecamere nel circuito cittadino “Genova Città Sicura”, l’acquisizione formale dell’area parcheggio situata tra l’edificio Cembalo e Calata Darsena, già individuata dal Puc come parcheggio pubblico di superficie e l’apertura e il presidio del Varco Santa Limbania nella fascia serale dalle 19 alle 24 o, in subordine, in quella notturna, dalle 24 alle 6, per agevolare il passaggio delle forze di polizia e rafforzarne l’effetto deterrente.
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Giulia Mietta
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