Nuovo PGT di Varese, più spazio in casa per chi ha una disabilità o è over 70: le novità in commissione



Chi ha in casa una persona con disabilità o un familiare over 70 potrebbe presto poter ampliare la propria abitazione di almeno 20 metri quadrati, in deroga alle norme urbanistiche e senza oneri, per ricavare uno spazio dedicato all’assistenza. È una delle misure allo studio per il nuovo Piano di Governo del Territorio, illustrate ieri sera in commissione congiunta Urbanistica e Servizi Sociali dagli assessori Andrea Civati e Roberto Molinari.


Il diritto di restare nella propria casa

La misura sull’ampliamento in deroga punta a evitare quello che l’assessore Molinari ha definito lo sradicamento delle persone dalle proprie abitazioni, permettendo di ricavare spazi per assistenti familiari o personale sanitario. Una scelta che si lega a un dato demografico destinato a pesare sulle scelte urbanistiche dei prossimi anni: secondo quanto indicato da Molinari, nell’arco di 5-10 anni gli over 65 supereranno il 30% della popolazione di Varese, rendendo necessari spazi residenziali adattabili e servizi di prossimità. La norma escluderebbe però gli edifici e i tessuti storici sottoposti a tutela.

«Con le misure che stiamo studiando di inserire nel nuovo Piano di Governo del Territorio vogliamo rafforzare una visione della città fondata sull’accessibilità universale, sulla rigenerazione urbana, sulla solidarietà e sul diritto all’abitare», ha dichiarato Molinari, aggiungendo che le eventuali novità rappresenterebbero un passo concreto verso una città capace di rispondere alle esigenze delle persone più fragili, sostenere il Terzo Settore, incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente e offrire nuove opportunità abitative a studenti, anziani, lavoratori e famiglie.


Meno burocrazia per il Terzo Settore e le cooperative storiche

Tra le proposte c’è anche una semplificazione per le associazioni del Terzo Settore, che potrebbero insediarsi liberamente in tutti i tessuti urbani senza necessità di cambio di destinazione d’uso, a patto di mantenere finalità esclusivamente sociali: eliminerebbero così costi amministrativi che oggi risultano spesso proibitivi. Un’attenzione simile è rivolta al patrimonio immobiliare delle cooperative storiche e dei circoli cittadini, considerato una vera e propria infrastruttura sociale: il nuovo Piano studierà meccanismi e contributi per favorirne il recupero, destinando gli spazi sottoutilizzati anche alla residenzialità temporanea di studenti, anziani, insegnanti, operatori sanitari e appartenenti alle forze dell’ordine.

Accessibilità e nuove opportunità per l’edilizia sociale

Il nuovo PGT guarda anche al tema dell’accessibilità senza ostacoli, con la possibilità di realizzare ascensori, rampe e altre opere per l’abbattimento delle barriere architettoniche in tutta la città, e con una particolare attenzione ai percorsi sensoriali negli edifici e negli spazi pubblici, pensati per le persone con disabilità sensoriali. Gli interventi dovranno comunque essere progettati nel rispetto del contesto urbano, paesaggistico e storico, riducendo al minimo l’impatto sugli edifici e sui tessuti più sensibili.

Sul fronte dell’edilizia sociale, il Piano prevede una semplificazione per gli interventi con finalità sociali, in particolare quando si tratta di rigenerazione di immobili esistenti, oltre a premialità urbanistiche dedicate ai programmi ad elevata inclusività sociale destinati alla locazione o alla vendita convenzionata. Tra le iniziative allo studio anche la destinazione di abitazioni alle forze dell’ordine e alle giovani coppie. Negli ambiti di trasformazione della città, come le zone stazioni e la Valle Olona, una quota di edificabilità sarà riservata a servizi come micronidi di condominio, portinerie sociali e infermieristiche, ambulatori di quartiere e spazi di coworking aperti alla cittadinanza: programmi che, per gli operatori, diventerebbero obbligatori per raggiungere la massima volumetria consentita.


Un’Agenzia per l’Abitare e un fondo per i quartieri

Il Piano prevede anche l’istituzione di un’Agenzia per l’Abitare, con l’obiettivo di “prevenire l’esclusione abitativa e sostenere la residenzialità come priorità urbanistica”, e di un Fondo di quartiere, alimentato dagli oneri dell’attività edilizia, destinato a finanziare interventi pubblici e sociali specifici per ogni area della città.

Lavoro e rigenerazione urbana

Sul fronte occupazionale, le aziende che assumono residenti a Varese o iscritti ai centri per l’impiego, con contratti di apprendistato o a tempo indeterminato, potrebbero ottenere un incremento della superficie fino al 50% dell’esistente. Sono previsti inoltre incentivi per la demolizione degli edifici dismessi da oltre cinque anni, con possibili sanzioni per chi non interviene, allo scopo di migliorare il decoro e la sicurezza urbana.


Il dibattito in commissione

Nel corso della seduta sono intervenuti diversi commissari. Il consigliere Salvatore Giordano (Fratelli d’Italia) ha richiamato l’attenzione sulla necessità di non trascurare le manutenzioni ordinarie e alcune criticità pregresse, come l’invarianza idraulica e lo stato delle strade in zone come via Fratelli De Grandi. Il consigliere Domenico Marasciulo (PD) ha approfondito il tema del cohousing, proponendo di introdurre norme e incentivi specifici per facilitare la trasformazione di immobili esistenti in strutture di coabitazione intergenerazionale. Il consigliere Matteo Capriolo (PD) ha invece posto l’accento sulla necessità di attrarre i giovani lavoratori, puntando sulle nuove tecnologie e sull’intelligenza artificiale per rendere la città più dinamica e flessibile.





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