Sagra del Tartufo di Campovalano: oltre 83 mila prodotti distribuiti e quasi 4 mila visite alla Necropoli


 Oltre 83.000 prodotti distribuiti nell’arco di sette serate dal 6 al 12 luglio, quasi 4.000 visitatori alla Necropoli di Campovalano, circa 140 volontari impegnati ogni giorno e una rete composta da istituzioni, enti, università, associazioni e imprese. Sono i numeri che raccontano il successo della 25a Sagra del Tartufo di Campovalano, organizzata dall’associazione Campovalano Viva, confermandola tra gli appuntamenti estivi più significativi dell’entroterra abruzzese.

Nel corso della manifestazione sono stati distribuiti complessivamente oltre 83.000 prodotti tra piatti, dolci, bevande e vini. La sola offerta gastronomica ha registrato oltre 61.000 portate, con 22.361 primi piatti21.798 secondi11.234 prodotti fritti3.042 piatti speciali e 2.852 dolci e porzioni di frutta. A questi si aggiungono oltre 22.000 bevande e bottiglie di vino.

Tra le specialità più richieste figurano il formaggio fritto al tartufo (11.907 porzioni), il reale di vitello (6.549), le tagliatelle burro e tartufo (5.807), i tartufini di Campovalano (5.915), i piatti da forno (5.198), le tagliatelle classiche (5.082) e le patatine fritte (5.319).

Dietro questi risultati c’è stata una macchina organizzativa di grande complessità. Ogni giorno hanno collaborato circa 140 volontari, organizzati su tre turni, impegnati nella preparazione delle pietanze, nel servizio, nella gestione delle casse, delle bevande, dei parcheggi e di tutte le attività necessarie al corretto svolgimento della manifestazione.

A supporto dell’organizzazione hanno operato inoltre due imprese specializzate nella pulizia e circa venti fornitori, che hanno garantito continuità negli approvvigionamenti, qualità delle materie prime e piena efficienza dell’intera struttura organizzativa.


Grande attenzione è stata riservata anche alla sicurezza. Tre associazioni hanno collaborato nelle attività di prevenzione antincendio, assistenza sanitaria, gestione delle emergenze e supporto operativo, assicurando il regolare svolgimento dell’evento.

Determinante è stata anche la collaborazione con il Comune di Campli, che ha affiancato l’organizzazione nella gestione della viabilità, dei parcheggi, dei servizi e dell’accoglienza dei visitatori.

Cultura e archeologia sempre più protagoniste

Uno dei dati più significativi dell’edizione 2026 riguarda le quasi 4.000 presenze registrate alla Necropoli di Campovalano durante le aperture serali straordinarie organizzate in occasione della Sagra.

Un risultato che conferma come la manifestazione rappresenti oggi non soltanto un importante appuntamento enogastronomico, ma anche un efficace strumento di valorizzazione del patrimonio archeologico e storico del territorio.

Particolarmente significativa è stata inoltre la presenza di numerosissimi bambini, mai registrata in queste proporzioni nelle precedenti aperture del sito archeologico. Un segnale importante che testimonia la capacità della manifestazione di coinvolgere le famiglie e di avvicinare le nuove generazioni alla storia del territorio. A favorire questa partecipazione potrebbe aver contribuito anche il trenino turistico, che ha reso ancora più semplice e coinvolgente il collegamento tra l’area della Sagra e la Necropoli.


Fondamentale, in questo percorso, è stata la collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo, che ha reso possibile l’apertura straordinaria del sito archeologico, insieme al Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e alla Leiden University (Paesi Bassi), partner scientifici delle attività di ricerca, studio e divulgazione dedicate alla Necropoli di Campovalano.

Solidarietà e inclusione

La manifestazione ha confermato anche la propria vocazione sociale, ospitando iniziative dedicate alla promozione della donazione del sangue e collaborando con un’associazione impegnata nella gestione di una mensa destinata alle persone in difficoltà della città di Teramo.

Tra le esperienze più significative dell’edizione appena conclusa figura anche quella realizzata insieme alla Comunità Educativa per Minori Stranieri Non Accompagnati “L’Ombrello” – Consorzio Intercoop. I ragazzi della comunità hanno preso parte attivamente all’organizzazione della Sagra, lavorando fianco a fianco con i volontari nelle attività della manifestazione.

Un’esperienza di autentica inclusione che ha trovato conferma anche nelle parole pubblicamente espresse dalla responsabile della Comunità, che ha ringraziato Campovalano Viva per aver accolto i ragazzi non come semplici ospiti, ma come parte integrante della squadra, facendo sentire ciascuno di loro “a casa”. Un riconoscimento che testimonia come la Sagra possa rappresentare anche un’importante occasione di crescita, integrazione e partecipazione.

Un patrimonio condiviso

«I numeri raccontano certamente una manifestazione in continua crescita – sottolinea l’Associazione Campovalano Viva – ma il risultato più importante è la straordinaria capacità di fare rete. Volontari, istituzioni, università, associazioni, imprese, operatori culturali e cittadini hanno lavorato insieme per un obiettivo comune: promuovere Campovalano e il suo patrimonio attraverso un evento che oggi unisce gastronomia, cultura, archeologia, ricerca scientifica, solidarietà e inclusione.»


L’associazione Campovalano Viva rivolge un sentito ringraziamento a tutti i volontari che, con passione e spirito di servizio, hanno reso possibile la venticinquesima edizione della manifestazione; al Comune di Campli; alla Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo; al Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara; alla Leiden University (Paesi Bassi); al Consorzio BIM (Bacino Imbrifero Montano), alle associazioni impegnate nella sicurezza e nell’assistenza sanitaria; alle realtà che hanno promosso la solidarietà e la donazione del sangue; alla Comunità Educativa per Minori Stranieri Non Accompagnati “L’Ombrello” – Consorzio Intercoop; ai fornitori, agli sponsor e alle migliaia di visitatori che hanno scelto di vivere la 25a Sagra del Tartufo di Campovalano.

La manifestazione si conferma così un esempio concreto di come un grande evento popolare possa diventare motore di sviluppo locale, promozione culturale, inclusione sociale e valorizzazione di un patrimonio che appartiene all’intero territorio.

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 Redazione Abruzzo Popolare

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