“L’Isola si è rimessa in moto”



Il governatore elenca in un’ora i risultati del suo Governo. E sulla questione morale: “Esecutivo improntato al rigore”

PALERMO – In conferenza dei capigruppo sono state determinate le regole d’ingaggio per Sala d’Ercole sulla relazione del presidente della Regione siciliana sullo stato di attuazione del programma. Sulle riforme legislative, che la maggioranza ha mancato con vari momenti di crisi e contrasti interni nel corso della legislatura, Renato Schifani sorvola spiegando anche le ragioni: “Le riforme legislative sono strumenti fondamentali ma non sono gli unici; esistono riforme che non passano dall’azione parlamentare. Anche questa è un’azione governativa. Anzi, che forse più incide sulla vita dei cittadini”.

Un’ora di relazione

Con questo, passaggio chiave dell’intervento del presidente, la Relazione di Renato Schifani diventa subito una rendicontazione sull’attività del governo. I contenuti non mancano, le pagine vengono lette con cura, la relazione dura circa un’ora. Vengono messe in fila tutte le azioni di governo, i recuperi sugli investimenti, le azioni mirate e soprattutto viene data grande enfasi al programma del governo sul rilancio dell’Isola dopo una lunga definizione dello stato di recupero e consolidamento dei conti pubblici che Schifani ricorda essere iniziato con il governo Musumeci.

Attenzione e orgoglio è stato manifestato anche in merito al settore del turismo. “Strategia su promozione internazionale, investimenti e imprese”, la miscela di Renato Schifani che ha rimarcato: “Abbiamo investito sul marchio dell’isola”. Il presidente della Regione ha definito il turismo una “leva strategica di sviluppo” per la Sicilia affermando che l’obiettivo è stato quello di “superare l’immagine di un Sicilia legata soltanto alla stagione balneare” e che ha prodotto nel 2025 “23 milioni di presenze turistiche con oltre la metà straniere”. La conclusione di Schifani, che non ha tralasciato nulla e non è mancato di ricordare il ciclo dei rifiuti, i termovalorizzatori ed altre azioni bandiera del suo governo, è stata che “c’é ancora molto da fare” ma che l’obiettivo è “fare della Sicilia il luogo più conveniente del Mediterraneo per investire e produrre”. La Sicilia, in sintesi espressa da Schifani, “la Regione si è rimessa in moto e può ambire, al ruolo che le compete nel Mediterraneo e in Italia”.

Schifani: “Governo sempre improntato al rigore”

Il presidente della Regione Siciliana non si è sottratto, dulcis in fundo, dalla questione morale affermando che il suo governo è “sempre stato improntato al rigore”. Schifani ha riepilogato alcune vicende che hanno coinvolto la giunta, dal caso delle deleghe temporaneamente revocate alla Democrazia Cristiana al caso dell’assessore al Turismo Elvira Amata, per la quale vale il principio di presunzione di innocenza fino a definitivo giudizio, alle vicende dei deputati regionali di maggioranza che attengono a responsabilità penali individuali e non ascrivibili ad un intero partito o una maggioranza di governo.

Una relazione divisa per capitoli

La relazione del presidente della Regione è uno spesso mazzo di fogli divisi per capitoli: Finanza pubblica ed economia, gli investimenti per la Sicilia, le “riforme” non legislative per la crescita dell’Isola, le emergenze cui il governo ha dovuto fare fronte e come è intervenuto, gli interventi sull’efficienza della pubblica amministrazione – con anticipazione sul nullaosta ottenuto dalla Ragioneria dello Stato per ampliare la quota di assunzioni con ulteriori 727 dipendenti pubblici – e per gli enti locali, e poi turismo, grandi eventi, cultura ed in altre parole il brand Sicilia. Tra gli ultimi temi affrontati dal presidente Schifani la questione idrica, l’agricoltura, l’ambiente ed infine la tempistica con cui la Regione evade autorizzazioni in pieno rispetto ambientale garantendo al contempo che l’Isola non sia un collo di bottiglia burocratico in cui non conviene tentare di investire.

Questione morale, capacità amministrativa e investimenti: La Vardera e De Luca punzecchiano Schifani

I primi ad intervenire a Sala d’Ercole sono Ismaele La Vardera e Cateno De Luca, il primo più improntato alla questione morale e il secondo alla capacità amministrativa e sull’attrazione degli investimenti. Altro De Luca, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, ironizza: “A giudicare dalla sua relazione non ci sono dubbi che lei verrà rieletto”. I due De Luca, su punti e con modi diversi, hanno subito dato seguito al contraddittorio. Nel caso del capogruppo del Movimento, l’attenzione è stata posta maggiormente alla questione sanitaria ed ai Lea, ma senza tralasciare la rete autostradale e viaria in generale. In concomitanza Agenas pubblicava la relazione periodica che dalla segreteria del Partito Democratico veniva commentata mentre all’Ars il capogruppo Michele Catanzaro contestava il metodo del confronto al “presidente parlamentarista”, come si dichiara Schifani.

Pd attacca sulla questione lista d’attese in Sicilia

“Il bollettino Agenas sulle liste d’attesa ci consegna il solito quadro a tinte fosche per la Sicilia che era e resta il fanalino di coda tra le regioni italiane”. Così, fuori Sala d’Ercole e da Palermo, il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo e la componente della segreteria regionale con delega alla Sanità Antonella Russo. Per buona parte dei lavori di Sala d’Ercole, a fare da sfondo all’intero intervento del presidente della Regione con un tappeto sonoro di fischi, il sit-in in Piazza del Parlamento del Csa-Cisal per i lavoratori di Arpa per chiedere alle forze parlamentari di approvare una deroga al blocco delle assunzioni e ai limiti assunzionali e di individuare la copertura finanziaria necessaria alla stabilizzazione.

Il primo a spezzare una lancia in favore del presidente della Regione, da Sala d’Ercole, è il capogruppo di Mpa – ed ex assessore del governo Schifani – Roberto Di Mauro appellandosi all’onestà intellettuale richiesta all’opposizione e sottolineando che la gestione economico-finanziaria del governo potrà produrre investimenti sostanziali e determinanti. Di Mauro ha quindi invitato all’uso consapevole ed autorevole delle risorse dell’avanzo di amministrazione, che è cospicuo.

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Mauro Seminara

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