Nasce il Patto per l’Arte per Venezia: imprese e cultura unite in un nuovo modello di mecenatismo


Promosso da Venice International Foundation con il supporto di Havas Arte e Cultura e NATIVA, il progetto punta a trasformare gli investimenti culturali in una leva strategica di reputazione, innovazione, sostenibilità e impatto sociale

La tutela del patrimonio artistico veneziano diventa il punto di partenza per costruire una nuova alleanza stabile tra cultura e mondo imprenditoriale. Nasce con questo obiettivo Patto per l’Arte per Venezia, il progetto promosso da Venice International Foundation, con il supporto di Havas Arte e Cultura e NATIVA, per riunire aziende e istituzioni attorno a una visione condivisa sul futuro della città.

L’iniziativa intende superare il modello della sponsorizzazione occasionale, proponendo una piattaforma permanente di collaborazione capace di sostenere nel tempo la salvaguardia del patrimonio artistico, la formazione delle nuove generazioni, la valorizzazione dei musei e la vitalità culturale e sociale di Venezia.

A inaugurare il progetto sono Banca Ifis, nel ruolo di Fondatore Circle, e OVS, Umana, SIT, Wi Legal, Cereal Docks, ABC Group, Camillo Gusi di Vimar, Labomar, Morato Group e H-FARM, che partecipano come Fondatori Core. L’iniziativa sarà inoltre sostenuta da Deloitte.

Dalla sponsorizzazione alla co-creazione

Il principio alla base del Patto è quello della co-creazione. Le imprese non sono considerate semplici finanziatrici, ma soggetti chiamati a partecipare alla costruzione di progetti culturali pluriennali, mettendo a disposizione risorse, competenze, capacità progettuali e relazioni.

In questa prospettiva, il sostegno alla cultura diventa parte integrante della strategia aziendale, contribuendo a rafforzare la reputazione, la responsabilità sociale, il legame con il territorio e la capacità di generare innovazione.

Il Patto vuole quindi rappresentare una forma contemporanea di mecenatismo, fondata sulla collaborazione tra pubblico e privato e sulla consapevolezza che la cultura costituisca un fattore di crescita, coesione e sviluppo economico e sociale.

Non più, dunque, interventi isolati legati a singoli eventi o restauri, ma un impegno continuativo capace di produrre effetti misurabili e duraturi per Venezia, per i suoi cittadini e per le generazioni future.

Una nuova fase per Venice International Foundation

La nascita del Patto coincide con una tappa importante nel percorso di Venice International Foundation, istituzione fondata nel 1996 per sostenere i Musei Civici di Venezia.

In trent’anni di attività, la Fondazione ha contribuito al finanziamento di numerosi interventi di restauro, ricerca e valorizzazione del patrimonio storico e culturale veneziano, convogliando anche risorse private a favore dei musei pubblici attraverso il micromecenatismo.

Con il nuovo progetto, la Fondazione amplia la propria missione. Alla conservazione delle opere e delle collezioni si affiancano oggi la promozione della creatività contemporanea, l’investimento sui giovani, la formazione e la creazione di nuove opportunità culturali.

La visione viene sintetizzata nell’espressione “rebirth and protect”: proteggere ciò che rende Venezia unica e, contemporaneamente, contribuire alla nascita di nuove energie, progettualità e occasioni di crescita per la città.

«La cultura produce valore quando riesce a mettere in relazione persone, istituzioni e imprese attorno a una visione comune», afferma Katia Da Ros, presidente di Venice International Foundation.

Secondo Da Ros, il Patto rappresenta un nuovo modello di mecenatismo capace di trasformare il sostegno al patrimonio in una scelta di responsabilità e di futuro, aiutando Venezia non soltanto a conservare la propria straordinaria eredità, ma anche a generare nuove opportunità culturali.

Havas: la comunicazione diventa parte del progetto culturale

Un ruolo strategico viene svolto da Havas Arte e Cultura, che affianca Venice International Foundation nella progettazione e nella comunicazione delle iniziative.

L’obiettivo è trasformare la cultura in una leva di leadership e valore condiviso, superando la tradizionale separazione tra il progetto culturale e la sua narrazione. La comunicazione non interviene soltanto nella fase finale, per raccontare quanto è stato realizzato, ma diventa parte integrante del processo di creazione.

«Oggi non basta raccontare la cultura: occorre contribuire a crearla», sottolinea Caterina Tonini, CEO di Havas Creative Network Italy e co-founder e CEO di Havas PR Milan.

Per Tonini, il futuro del mecenatismo passa attraverso la capacità di unire competenze differenti, costruendo progetti che generino relazioni, reputazione e valore concreto per le imprese, i territori e le comunità.

La misurazione dell’impatto sociale e ambientale

Tra gli elementi distintivi del Patto figura anche il modello di mappatura dell’impatto sociale e ambientale sviluppato da NATIVA, partner strategico sui temi della sostenibilità.

Il sistema, già applicato alla mostra Kunsthaus Paradiso, permette di analizzare gli effetti degli investimenti culturali non soltanto in termini economici o di visibilità, ma anche rispetto al benessere delle persone coinvolte, al contributo offerto alla comunità locale, al sostegno agli artisti e alla sostenibilità ambientale.

La misurazione non rappresenta semplicemente una fotografia dei risultati raggiunti. Serve anche a individuare il potenziale ancora inespresso dei progetti e a comprendere come gli investimenti possano essere migliorati e ampliati nel tempo.

«L’arte è impatto», afferma Paolo Di Cesare, co-founder di NATIVA, ricordando come un progetto artistico possa generare non soltanto significato culturale, ma anche valore sociale e ambientale.

La cultura come responsabilità d’impresa

L’adesione al Patto consente alle aziende di contribuire alla salvaguardia di uno dei patrimoni artistici più importanti del mondo, ma rappresenta anche una dichiarazione precisa sul ruolo dell’impresa nella società.

Il concetto di responsabilità culturale entra così a far parte delle strategie aziendali, accanto agli impegni ambientali, sociali e di governance. Investire nella cultura significa sostenere la formazione, favorire l’accesso alla conoscenza, rafforzare l’identità dei territori e creare opportunità per artisti, giovani e istituzioni.

Il Patto per l’Arte per Venezia si presenta quindi come un invito rivolto a tutte le realtà imprenditoriali che riconoscono nella cultura un bene comune e una leva strategica di sviluppo.

Una nuova alleanza che intende custodire l’eredità di Venezia, ma soprattutto contribuire a costruirne il futuro.


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