Commercialisti e imprese, la formazione diventa infrastruttura di crescita: quindici Ordini uniti nel percorso 2026/2027


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Quando il 24 settembre prenderà avvio il Percorso di Aggiornamento Professionale 2026/2027, molte imprese saranno già entrate nella fase più intensa della programmazione dell’ultimo trimestre dell’anno. Budget da aggiornare, investimenti da valutare, operazioni societarie da impostare, rapporti internazionali da presidiare e nuove disposizioni fiscali da tradurre in decisioni operative.

È precisamente in questo punto di intersezione tra norma, strategia e organizzazione aziendale che si colloca il nuovo ciclo formativo: undici incontri distribuiti fino al 13 maggio 2027, fruibili attraverso la Piattaforma FAD del Triveneto e validi per il conseguimento di un massimo di 33 crediti formativi professionali.

Un programma che non considera l’aggiornamento come un esercizio interno alla professione, ma come un investimento nella qualità delle decisioni assunte dalle imprese.

Perché una norma fiscale non produce effetti soltanto nella dichiarazione o nell’adempimento. Può modificare la convenienza di un investimento, incidere sulla struttura di un gruppo, orientare un passaggio generazionale, condizionare una strategia di internazionalizzazione o determinare il livello di rischio di un’operazione.

Il commercialista opera proprio in questo spazio: interpreta il cambiamento, ne misura le conseguenze e accompagna l’impresa nella costruzione della scelta.

Quindici Ordini costruiscono una rete nazionale di competenze

La prima indicazione strategica arriva dalla copertina stessa del percorso. Attorno al progetto si raccoglie una rete di quindici realtà professionali, espressione di territori produttivi differenti ma accomunati dalla necessità di condividere conoscenza specialistica e strumenti formativi.

Un’iniziativa promossa dalla Fondazione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso con il coinvolgimento degli ODCEC di Bari, Belluno, Biella, Genova, Gorizia, Messina, Nola, Padova, Rovigo, Trento e Rovereto, Trieste, Venezia, Verona e Vicenza.

Dal Piemonte al Veneto, dal Friuli-Venezia Giulia al Trentino-Alto Adige, dalla Liguria alla Puglia, fino alla Campania e alla Sicilia, il percorso disegna una geografia professionale ampia, capace di superare i confini delle singole circoscrizioni.

È un modello che risponde alla crescente specializzazione richiesta dal mercato. Nessuno studio può oggi presidiare ogni area della fiscalità, del diritto societario e della governance contando soltanto sulle proprie risorse. La condivisione delle competenze consente invece di elevare la qualità della consulenza e di renderla accessibile anche alle realtà professionali di minori dimensioni.

La rete degli Ordini diventa così un’infrastruttura di conoscenza che produce effetti diretti anche sul sistema economico: professionisti più preparati significano imprese meglio accompagnate, rischi più consapevolmente governati e decisioni costruite su basi più solide.

L’apertura sulle novità fiscali: comprendere subito ciò che cambia

Il viaggio formativo inizierà il 24 settembre 2026 con Sandro Cerato, dottore commercialista e pubblicista, consulente fiscale di società di capitali e componente di organi di controllo in primarie realtà societarie.

Cerato analizzerà le novità fiscali dell’estate 2026, offrendo ai partecipanti una prima lettura sistematica delle disposizioni intervenute nei mesi precedenti e delle relative conseguenze operative.

È un appuntamento che assume un significato preciso. Nella gestione d’impresa, infatti, la tempestività dell’interpretazione può fare la differenza tra un comportamento semplicemente conforme e una decisione realmente consapevole. Il compito del professionista non consiste soltanto nell’individuare la nuova regola, ma nel comprendere come quella regola possa incidere sui programmi aziendali già avviati.

Lo stesso Sandro Cerato tornerà nel corso del programma per affrontare le operazioni straordinarie dei professionisti dopo la riforma fiscale, un ambito interessato da rilevanti trasformazioni normative e organizzative. Anche le strutture professionali sono oggi chiamate a interrogarsi su aggregazioni, conferimenti, trasformazioni e modelli societari capaci di sostenere crescita, specializzazione e continuità.

Redditi esteri e monitoraggio fiscale: la mobilità richiede nuove competenze

Il secondo appuntamento porterà il percorso oltre i confini nazionali. Silvia Bettiol e Adriana Barea esamineranno la tassazione dei redditi esteri e il monitoraggio fiscale prima dell’invio delle dichiarazioni.

Il tema riguarda una platea sempre più ampia: imprenditori con partecipazioni all’estero, professionisti che operano in più Paesi, famiglie con patrimoni internazionali, lavoratori interessati da fenomeni di mobilità e imprese coinvolte in strutture societarie transfrontaliere.

Silvia Bettiol porterà l’esperienza maturata nella consulenza a professionisti e nell’analisi della fiscalità internazionale delle persone fisiche. Adriana Barea, consulente di società e componente di organi di controllo, affiancherà alla prospettiva tributaria una lettura legata agli assetti societari e alla governance.

In questo ambito, l’errore può nascere non soltanto dall’omissione, ma anche dalla mancata ricostruzione complessiva dei rapporti economici e patrimoniali. Per questo il commercialista assume una funzione fondamentale: riordinare le informazioni, individuare gli obblighi e rendere leggibili situazioni che attraversano più ordinamenti.

Partecipazioni e riorganizzazioni: progettare gli assetti prima dell’emergenza

Il percorso entrerà poi nel cuore delle riorganizzazioni societarie con Ennio Vial, che svilupperà attraverso casi pratici il tema del conferimento di partecipazioni a realizzo controllato.

Dietro un conferimento non c’è soltanto una disciplina tributaria. Possono esserci la costituzione di una holding, un passaggio generazionale, la separazione tra patrimonio e attività operativa, l’ingresso di nuovi investitori o la necessità di razionalizzare partecipazioni costruite nel tempo.

Vial, specializzato anche in trust e riorganizzazione dei patrimoni familiari, accompagnerà i partecipanti nella lettura concreta delle operazioni, mettendo in relazione norma, assetti proprietari e obiettivi di lungo periodo.

È in passaggi come questi che il commercialista diventa un vero progettista degli equilibri societari e patrimoniali. Non interviene soltanto quando l’operazione è stata decisa, ma contribuisce a impostarla, verificandone la sostenibilità e anticipandone gli effetti fiscali, giuridici e finanziari.

IVA internazionale: proteggere i flussi commerciali

L’apertura verso i mercati esteri sarà approfondita da Francesco Zuech, che affronterà l’IVA nei rapporti internazionali, soffermandosi su dogane, Intrastat, triangolazioni e sugli altri nodi che interessano le imprese impegnate nelle operazioni transfrontaliere.

Per le aziende esportatrici, la disciplina IVA non è una materia periferica. Incide sulla costruzione dei flussi commerciali, sulla documentazione delle operazioni, sulla determinazione dei prezzi e sulla continuità dei rapporti con clienti e fornitori.

Anche una transazione economicamente corretta può generare criticità quando non è accompagnata da un’adeguata qualificazione fiscale. La consulenza del commercialista diventa quindi un presidio di affidabilità, soprattutto nei territori caratterizzati da una forte vocazione internazionale.

Francesco Zuech tornerà successivamente sul tema della dichiarazione IVA e delle novità 2026, collegando la gestione quotidiana delle operazioni alla corretta rappresentazione dichiarativa. Il percorso costruisce così una continuità tra organizzazione dei processi, gestione documentale e presidio del rischio tributario.

Transfer pricing: la compliance diventa gestione del rischio

Uno dei passaggi più evoluti del programma sarà affidato a Gregorio Piran e Marcantonio Zago, che analizzeranno il transfer pricing non più soltanto come esercizio di compliance, ma come strumento di risk mitigation.

Gregorio Piran, attivo nell’assistenza a gruppi nazionali e multinazionali, porterà l’esperienza maturata nella pianificazione fiscale, nelle riorganizzazioni societarie e nelle fasi precontenziose e contenziose. Marcantonio Zago, specializzato in fiscalità internazionale e prezzi di trasferimento, completerà l’analisi con una prospettiva tecnico-specialistica maturata anche nell’attività accademica.

La documentazione sui prezzi di trasferimento non sarà quindi letta come un fascicolo da predisporre a posteriori, ma come uno strumento attraverso il quale verificare la coerenza economica delle operazioni infragruppo, rendere trasparenti le politiche adottate e prevenire contestazioni.

Per le imprese, significa trasformare un obbligo in un processo di controllo. Per il commercialista, significa passare dalla gestione dell’adempimento alla costruzione di un sistema di prevenzione del rischio.

La Legge di Bilancio e il bilancio civilistico: interpretare i numeri prima di decidere

A gennaio, Gianluca Dan esaminerà le novità fiscali e non fiscali contenute nella Legge di Bilancio per il 2027.

La manovra annuale rappresenta uno dei momenti nei quali il rapporto tra professionista e impresa diventa più intenso. Incentivi, regimi agevolativi, modifiche alle aliquote e nuovi obblighi possono alterare budget già approvati, cambiare la convenienza degli investimenti o richiedere una revisione delle strategie finanziarie.

Il valore della consulenza dipenderà dalla capacità di distinguere le misure realmente applicabili dalle disposizioni di portata generale e di quantificare gli effetti sulle singole realtà aziendali.

Gianluca Dan sarà inoltre protagonista dell’incontro dedicato al bilancio civilistico 2026, con un’analisi delle modifiche ai principi contabili e dei principali aspetti applicativi.

Il bilancio è molto più di un documento societario. È il linguaggio attraverso il quale l’impresa comunica con banche, investitori, fornitori, partner e stakeholder. La qualità della rappresentazione economico-finanziaria incide sull’accesso al credito, sulla reputazione e sulla capacità di sostenere nuovi percorsi di crescita.

Il commercialista contribuisce quindi non soltanto alla correttezza del bilancio, ma alla sua capacità di raccontare in modo attendibile la struttura, i risultati e le prospettive dell’impresa.

Dichiarazioni dei redditi: dalla correttezza formale alla lettura dell’impresa

La parte conclusiva del percorso sarà dedicata alle dichiarazioni dei redditi, affrontate non come un momento isolato, ma come punto di sintesi delle scelte economiche e societarie maturate nel corso dell’esercizio.

Lelio Cacciapaglia, dottore commercialista e revisore legale, già nei ruoli del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze e componente di commissioni istituzionali presso il MEF e l’Organismo Italiano di Contabilità, approfondirà la dichiarazione dei redditi delle società di persone e di capitali.

La sua esperienza istituzionale consentirà di collegare la disciplina dichiarativa alla logica complessiva del reddito d’impresa, alle scelte di bilancio e alle possibili aree di rischio interpretativo.

A completare il programma sarà Leonardo Pietrobon, consulente di società e privati, che analizzerà le novità 2026 in materia di redditi delle persone fisiche. Un ambito nel quale si intrecciano fiscalità personale, partecipazioni, investimenti, patrimonio e rapporti tra sfera individuale e attività imprenditoriale.

Il cerchio si chiude così sul rapporto tra persona, professione e impresa: tre dimensioni che nella realtà economica italiana restano spesso strettamente connesse e che richiedono una visione unitaria.

Il commercialista come interlocutore strategico dell’impresa

Il filo che attraversa l’intero percorso è chiaro: la complessità normativa non può essere affrontata attraverso risposte frammentarie.

Fiscalità internazionale, operazioni straordinarie, IVA, transfer pricing, bilanci e dichiarazioni sono parti di un unico sistema. Una decisione assunta in un’area produce spesso conseguenze in tutte le altre.

Per questo il commercialista è sempre più chiamato a essere interlocutore strategico dell’impresa. Conosce gli assetti proprietari, interpreta i dati economico-finanziari, comprende le dinamiche fiscali e può individuare per tempo le conseguenze di una scelta.

La sua attività non coincide con la semplice gestione delle scadenze. È un’attività professionale economico-giuridica che sostiene la governance, accompagna le trasformazioni e contribuisce alla qualità delle decisioni.

In un sistema produttivo composto soprattutto da piccole e medie imprese, questa funzione assume un valore ancora maggiore. Molte aziende non dispongono internamente di strutture fiscali, legali e finanziarie articolate. Il commercialista diventa quindi il punto nel quale competenze diverse vengono ricomposte in una visione coerente.

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