FIDAE forma i “coreografi della speranza”


Formazione, innovazione e centralità della persona sono i pilastri dell’ottava edizione del Campus Estivo FIDAE, in programma a Ravenna fino al 25 luglio. Un appuntamento che riunisce dirigenti, docenti e gestori delle scuole cattoliche per riflettere sulle grandi sfide dell’educazione contemporanea e futura. Interris.it ha intervistato la presidente nazionale di FIDAE, Virginia Kaladich, che illustra obiettivi, prospettive e priorità dell’iniziativa.

L’intervista

Presidente Kaladich, quali sono i temi e le attività al centro del Campus Estivo di FIDAE?

“L’8° Campus Estivo FIDAE è stato progettato per offrire ai dirigenti scolastici, ai coordinatori, ai docenti e ai gestori delle nostre scuole un’occasione di alta formazione sulle grandi trasformazioni che stanno attraversando il mondo dell’educazione. Il filo conduttore è racchiuso nel titolo ‘Siamo chiamati ad essere coreografi della speranza: disegniamo le nuove mappe educative’. Un’espressione che sintetizza bene la sfida che abbiamo davanti: non limitarci ad adattarci al cambiamento, ma contribuire a orientarlo, mettendo sempre al centro la persona”.

Sarà una settimana molto intensa..

“Sarà una settimana ricchissima: parliamo dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla scuola e sulla didattica, delle nuove Indicazioni Nazionali, di leadership educativa, di inclusione, di personalizzazione degli apprendimenti, di valutazione, di governance scolastica, di comunicazione, di benessere delle comunità educanti e del ruolo della scuola cattolica in un tempo di grandi cambiamenti. Lo facciamo attraverso lectio magistralis, tavole rotonde, workshop tematici e laboratori, alternando momenti di approfondimento teorico a occasioni di confronto operativo tra professionisti della scuola”.

Il Campus è un’esperienza di comunità..

“Ma c’è anche un altro aspetto che considero fondamentale. Il Campus è un’esperienza di comunità. Chi arriva a Ravenna trova colleghi provenienti da tutta Italia, appartenenti a realtà scolastiche diverse, che condividono buone pratiche, difficoltà e prospettive. È questo il valore aggiunto della FIDAE: costruire una rete di scuole che cresce insieme, perché nessuno educa da solo e nessuno può affrontare da solo le sfide del nostro tempo”.

La cura della persona attraverso una didattica inclusiva e lo sviluppo etico dell’IA sono temi centrali nella scuola del nostro tempo. Qual è la posizione di FIDAE in merito?

Crediamo che l’Intelligenza Artificiale rappresenti una straordinaria opportunità, ma soltanto se rimane uno strumento al servizio della persona e mai il contrario. È un approccio che trova una forte sintonia anche nella recente enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, che ci ricorda come la tecnologia debba sempre custodire la dignità dell’uomo e non sostituirsi alla sua libertà e alla sua coscienza. Il Papa scrive che ‘nessun sistema di calcolo, per quanto sofisticato, genera un cuore che si consegna, né una coscienza che discerne il bene’, ricordandoci che il centro della storia resta sempre il volto umano”.

Educare le nuove generazioni a governare l’IA con responsabilità è fondamentale

Si, la vera questione non è chiedersi se utilizzare o meno l’IA, ma educare le nuove generazioni a governarla con intelligenza, spirito critico e responsabilità. La scuola cattolica ha una parola originale da offrire, che è il discernimento: la capacità di distinguere ciò che rende più umano da ciò che rischia di impoverire l’umano. L’IA può aiutarci a personalizzare gli apprendimenti, migliorare l’organizzazione e sostenere il lavoro dei docenti, ma non potrà mai sostituire ciò che nasce dall’incontro autentico tra un insegnante e uno studente”.

Cosa significa “essere Chiesa” per chi opera nel campo dell’educazione?

“Essere Chiesa, per chi educa, significa prima di tutto vivere la scuola come una comunità che accoglie, accompagna e genera speranza. Educare non significa soltanto trasmettere conoscenze: significa contribuire alla crescita integrale della persona, aiutando ogni ragazzo a scoprire il proprio valore e la propria vocazione”.

In altre parole, testimoniare il Vangelo attraverso lo stile educativo

“La scuola cattolica è chiamata a testimoniare il Vangelo soprattutto attraverso lo stile con cui educa: uno stile fatto di ascolto, cura, prossimità e responsabilità. Essere Chiesa significa custodire la dignità di ogni persona, coltivare la coscienza, educare alla libertà e alla solidarietà, formando cittadini competenti ma, prima ancora, donne e uomini capaci di scegliere il bene e di assumersi responsabilità verso gli altri e verso la società”.

Guardiamo al futuro: il diritto all’istruzione è fondamentale per la piena realizzazione della cittadinanza. Come si collocano le scuole paritarie su questo versante?

“Le scuole paritarie rappresentano una componente essenziale del sistema nazionale di istruzione e svolgono una funzione pubblica riconosciuta dalla legge. Ogni giorno le scuole paritarie garantiscono il diritto all’educazione di centinaia di migliaia di studenti e rendono concreto il principio della libertà di scelta educativa delle famiglie, che non dovrebbe mai dipendere dalle condizioni economiche”.

La libertà di scelta educativa è un principio basilare..

“Si, in questo contesto, accogliamo con favore l’introduzione, nella Legge di Bilancio, del Buono Scuola, una misura nazionale a sostegno della frequenza delle scuole paritarie, che prevede voucher fino a 1.500 euro destinati alle famiglie con ISEE più basso. Si tratta di un segnale importante di attenzione verso l’effettiva libertà di scelta educativa. Siamo ora in attesa dell’emanazione del decreto attuativo, indispensabile per rendere la misura pienamente operativa e consentire alle famiglie aventi diritto di beneficiare concretamente del contributo previsto”.

Si sostengono concretamente le famiglie..

“Si tratta di un segnale importante e di una misura che la FIDAE ha apprezzato perché, per la prima volta, riconosce a livello nazionale la necessità di sostenere concretamente le famiglie che scelgono una scuola paritaria. Allo stesso tempo, riteniamo che questo non possa rappresentare il punto di arrivo. È un primo passo significativo, ma ancora non sufficiente”.

Servono interventi strutturali..

“Si, il diritto alla libertà di scelta educativa non può dipendere da interventi limitati o occasionali: ha bisogno di politiche strutturali che riconoscano pienamente il ruolo pubblico delle scuole paritarie e garantiscano condizioni di reale parità tra tutti gli studenti, indipendentemente dalla scuola che frequentano”.

Mettere sempre al centro la persona è fondamentale..

“Le scuole FIDAE continueranno a fare la loro parte, investendo nella qualità dell’offerta formativa, nella formazione continua degli insegnanti e nell’innovazione educativa. Ma continueremo anche a ricordare che il futuro della scuola si costruisce mettendo al centro la persona. Governare il cambiamento significa formare cittadini liberi, responsabili e consapevoli, senza mai perdere di vista il valore educativo della relazione e della comunità”.


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Christian Cabello

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