20 giorni, 2700 km e oltre 10mila euro raccolti per la lotta alla sclerosi multipla



Luca Luini ha completato la sua straordinaria impresa solidale. Il ventinovenne è rientrato nella sua casa di Induno Olona sabato 25 luglio, mettendo il punto a venti giorni di viaggio in bicicletta attraverso l’arco alpino. Un’avventura di circa 2.700 chilometri ideata per raccogliere fondi a favore della ricerca contro la sclerosi multipla, che ha permesso di superare il traguardo dei 10mila euro donati. Ad attenderlo al termine del percorso un centinaio di persone tra amici, parenti e sostenitori per una grande festa di bentornato.

Il guasto meccanico e le grandi salite

Il viaggio del giovane ciclista non è stato privo di ostacoli, soprattutto nell’ultima settimana di corsa a causa di un problema tecnico. Durante la tappa dolomitica verso il Rifugio Auronzo dal Passo Tre Croci, un forte acquazzone ha provocato la rottura del cambio anteriore della bicicletta, già messo a dura prova dalla terra e dall’acqua accumulate sui tornanti del Colle delle Finestre. Per proseguire, Luca ha posizionato manualmente la catena sulla corona più piccola, affrontando in queste condizioni critiche anche la celebre e temibile salita dello Zoncolan.

«Sono contento – la soddisfazione di Luca Luini – anche se proprio adesso mi sta salendo tutta la stanchezza dei venti giorni di viaggio. Fino a ieri non la sentivo, ma ora si fa sentire. Nell’ultima settimana sono successe un po’ di cose: domenica, durante la tappa sulle Dolomiti verso il Rifugio Auronzo dal Passo Tre Croci, ha iniziato a diluviare e il cambio della bici ha smesso di funzionare. Dalle parti del Colle delle Finestre aveva preso troppa acqua e terra e alla fine è ceduto. Ho avuto la brillante idea di posizionare la catena sulla corona anteriore più piccola per riuscire ad affrontare le salite, e ho finito per fare tutta l’ultima settimana senza cambio anteriore, pedalando solo con quella. Il giorno dopo ho affrontato lo Zoncolan in quelle condizioni. Per fortuna uso il misuratore di potenza, quindi ho mantenuto un’intensità regolare che sapevo di poter reggere. Sulle rampe ho sofferto, ma sono salito con il mio ritmo e ce l’ho fatta, anche se lì ho iniziato a sentire le gambe davvero dure e affaticate».

Il passaggio in Austria e l’emozione del Monte Grappa

La marcia è proseguita tra la pioggia battente sui valichi del Passo Monte Croce Carnico e del Passo Pramollo, con una breve deviazione di una quarantina di chilometri in territorio austriaco. Se sulle rampe la corona piccola ha permesso di stringere i denti e salire, il vero ostacolo fisico e mentale si è presentato nell’attraversamento della pianura, dove la pedalata a vuoto ha affaticato enormemente il ciclista indunese. Tra le tappe più significative ed emozionanti del viaggio c’è stata la salita al Monte Grappa il 18 luglio.

«Nei giorni successivi ho fatto il Passo Monte Croce Carnico e il Passo Pramollo – il racconto di Luca Luini – sconfinando per una quarantina di chilometri in Austria. Pioveva a dirotto e mentalmente ero distrutto, ma fortunatamente sono riuscito a viaggiare portandomi la nuvola alle spalle per quasi tutto il tragitto fino a Udine. Tuttavia, la vera tortura è iniziata in pianura: avendo la catena bloccata sulla coroncina piccola, pedalavo praticamente a vuoto. Sul Pramollo, per la prima e unica volta in tutto il giro, ho dovuto mettere le cuffiette con la musica per darmi una spinta mentale e riuscire ad arrivare in cima. La tappa da Udine ad Asolo in Pianura Padana è stata tostissima proprio per questo motivo. Quando ho raggiunto il Monte Grappa ed è stato fantastico. Arrivare al Sacrario e pensare a ciò che rappresenta per la storia e per la Prima Guerra Mondiale mi ha fatto riflettere parecchio. Lì mi ha accolto la famiglia di un mio amico originario del posto e mi hanno sfamato per bene».

Generico 20 Jul 2026

Il rientro a Induno Olona tra striscioni e festeggiamenti

Dopo aver attraversato San Bonifacio, Verona, Sirmione, Brescia e il Lago d’Iseo, l’atto finale del giro si è concretizzato nella giornata di venerdì 24 luglio. A Como il giovane è stato raggiunto da un gruppo di venti amici in bicicletta che lo hanno scortato lungo gli ultimi chilometri fino all’arrivo a Induno Olona, dove la comunità locale si è stretta attorno a lui con striscioni, fumogeni e un grande comitato d’accoglienza.

«Dopo le tappe a San Bonifacio, Verona, Sirmione, Brescia e al Lago d’Iseo – il ricordo di Luca Luini – tutte sofferte per via della solita pedalata a vuoto in pianura, sono arrivato alla giornata di ieri, il ventesimo giorno. Mi sono svegliato carichissimo per l’ultimo tratto. Avevo appuntamento a Como alle 15:15 con una ventina di amici in bicicletta, ma spingendo a tutta sono arrivato lì con un’ora di anticipo. Abbiamo fatto gli ultimi chilometri insieme ed è stato fondamentale, perché il finale è sempre durissimo a livello mentale. L’ultima settimana l’ho portata a termine quasi per inerzia e per l’emozione. Al mio arrivo a casa, a Induno, c’erano circa un centinaio di persone ad accogliermi con striscioni, fumogeni e una bandiera a scacchi enorme. Abbiamo festeggiato insieme fino a sera, ma devo ancora metabolizzare del tutto quello che ho fatto. Ho iniziato a rendermene conto davvero solo guardando la lista dei passi percorsi impressa su un pannello: sono più di venti, un’impresa bellissima».

Un traguardo di solidarietà da oltre 10mila euro

L’aspetto più importante di questa avventura resta il bilancio della solidarietà. La campagna di raccolta fondi online abbinata al viaggio aveva superato la cifra di 9.400 euro prima dell’arrivo, ma grazie alle donazioni raccolte durante i festeggiamenti e al contributo di nuovi sostenitori, la somma complessiva supererà ampiamente la quota dei 10.000 euro destinati alla ricerca contro la sclerosi multipla.

«Anche dal punto di vista della raccolta fondi è andata benissimo – la conclusione di Luca Luini – la piattaforma segna circa 9.430 euro, ma tra le offerte in contanti raccolte ieri durante la festa e una donazione importante che mi è stata promessa, supereremo sicuramente la quota dei 10.000 euro. All’inizio non mi sarei mai aspettato di arrivare a una cifra del genere, speravo al massimo di raggiungere la metà, quindi sono davvero soddisfatto. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno sostenuto; nei prossimi giorni mi dedicherò a rispondere ai tantissimi messaggi che ho ricevuto».

È ancora possibile donare

Per chi volesse sostenere l’iniziativa, è ancora attiva una pagina dedicata sul sito ufficiale di AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) per la raccolta fondi (qui il link). Ogni donazione andrà a finanziare i progetti di ricerca sulla patologia.





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