Con il nuovo Piano Triennale 2025-2027, Fondazione EOS consolida la propria presenza sul territorio nazionale, investendo in progetti che uniscono inclusione, educazione, cultura e sostenibilità.
Nata nel gennaio 2021 per volontà di Edison, Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale opera per generare impatto e innovazione sociale insieme alle comunità locali, mettendo al centro adolescenti e giovani adulti. Il suo nome richiama Eos, la divinità greca dell’alba, simbolo di nuovi inizi e opportunità: una scelta non casuale per una realtà che ha mosso i primi passi nel pieno della pandemia, con l’obiettivo di costruire percorsi di crescita, inclusione e partecipazione capaci di lasciare un’eredità duratura nei territori. Attraverso la collaborazione con enti del Terzo Settore, istituzioni, scuole, associazioni sportive e culturali e mondo della ricerca, la Fondazione promuove progetti ispirati ai principi dell’Agenda 2030, con un’attenzione particolare all’educazione, al benessere, alla riduzione delle disuguaglianze e allo sviluppo di comunità sostenibili.
A cinque anni dalla nascita e con l’avvio del nuovo Piano Triennale 2025-2027, Fondazione EOS si presenta come una realtà consolidata, attiva in nove regioni italiane e impegnata in programmi che spaziano dalla rigenerazione sociale alla cultura, dallo sport all’inclusione, fino alle comunità energetiche a impatto sociale. Un percorso costruito ascoltando i bisogni dei territori e sviluppando reti in grado di accompagnare ragazze e ragazzi lungo le diverse fasi della crescita, offrendo strumenti, competenze e occasioni concrete per immaginare il proprio futuro.
Ne abbiamo parlato con Francesca Magliulo, Direttrice di Fondazione EOS, che ci ha raccontato i risultati raggiunti e le prospettive del nuovo triennio.
Il 2025 segna l’avvio del nuovo Piano Triennale. Quali sono i principali risultati raggiunti finora?
Il 2025 rappresenta uno snodo fondamentale nel percorso di Fondazione EOS. Il primo triennio (2022-2024) è stato un laboratorio ad alta intensità: oltre trenta progetti realizzati in sei regioni italiane, migliaia di ragazze e ragazzi coinvolti, decine di organizzazioni del Terzo Settore al nostro fianco. Il nuovo Piano Triennale 2025-2027 non riparte da zero, ma consolida ed estende questo metodo. Ad oggi la Fondazione ha ampliato la presenza a 9 regioni, raggiungendo più di 18.000 adolescenti e oltre 6.500 persone della comunità educante, familiari, insegnanti, educatori, con il coinvolgimento di più di 80 partner, in larga parte locali, radicati nelle stesse comunità in cui Edison è presente con le proprie attività. Ma la vera misura di questo percorso non sta nei numeri, sta nella qualità e nella durata degli interventi costruiti, nella loro capacità di rispondere alla complessità dei contesti, di generare conoscenza condivisa e di mettere davvero al centro i bisogni delle ragazze e dei ragazzi, a partire dalla loro esigenza più profonda, trovare un senso di scopo, personale e collettivo.

L’ esempio più emblematico di questa filosofia è il percorso di Traiettorie Urbane a Palermo: un progetto triennale che si è trasformato in una Fondazione di Partecipazione autonoma, capace di gestire la Comunità Energetica a impatto sociale (CERs) nata dal progetto stesso e di dare vita a FuoriCentro, l’impresa sociale gestita interamente da giovani under 30.
L’ obiettivo primario era di non disperdere le relazioni e le competenze costruite sul territorio in questi anni, consolidando la rete di cinque centri aggregativi cittadini come presidi stabili di welfare di comunità che integrano apprendimento, sport e cultura. Questa rete, inoltre, si configura come un osservatorio privilegiato dei bisogni degli adolescenti, a cui rispondere attraverso soluzioni condivise tra pubblico e privato sociale, che trovano una cornice di sviluppo nel protocollo d’intesa per l’innovazione sociale siglato tra Fondazione Eos e il Comune di Palermo. La dimostrazione di come un progetto possa trasformarsi in un’eredità strutturale radicata sul territorio.
Qual è il messaggio che volete trasmettere ai giovani e come intendete attivare il cambiamento nelle comunità?
Attraverso i suoi progetti Fondazione EOS cerca di garantire ad ogni adolescente e giovane adulto la possibilità di immaginare il proprio futuro e di coltivare aspirazioni che superino i limiti del contesto sociale di partenza. È quello che amiamo definire “diritto all’orizzonte”. Per renderlo concreto, però, non basta semplicemente offrire delle opportunità, occorre anche nutrire la capacità stessa di immaginare. Ed è qui che entra in gioco il metodo che abbiamo appreso e messo in atto in questi anni: lavorare sulle condizioni perché i cambiamenti emergano in modo partecipato nelle comunità locali. Questo significa ascoltare i bisogni di ragazzi e ragazze, investire tempo nelle relazioni prima ancora che nei progetti, restare anche quando i risultati non sono immediati, promuovendo percorsi che rendano le comunità sempre più autonome e in grado di continuare ad alimentare condizioni che durino nel tempo con la prospettiva di sostenere il futuro delle nuove generazioni. I ragazzi e le ragazze in tutto questo non sono mai destinatari passivi: costruiscono i propri codici di condotta nello sport, gestiscono community sul cinema, co-progettano spettacoli, avviano imprese sociali.
Quali sono i progetti più significativi sostenuti nel 2025?
Il 2025 si conclude con l’avvio della partnership con la Fondazione sarda Domus de Luna, attiva sul territorio da oltre vent’anni a favore dell’infanzia e dell’adolescenza a rischio. In questo contesto, Fondazione EOS sostiene la nascita di un vero e proprio spazio residenziale dedicato a adolescenti e giovani adulti che si andrà a integrare con gli altri servizi della rete Domus de Luna, la comunità di accoglienza per bambini e mamme, il centro diurno per adolescenti e il centro di supporto psicologico Sa Domu Pitticca, in un sistema circolare dove ogni realtà si sostiene e rafforza le altre.
In quest’ottica, già dalla fine del 2025 abbiamo scelto di sostenere la loro Fattoria molto sociale: un progetto di agricoltura sociale dove vengono ospitati i ragazzi e le ragazze del Centro diurno Codice segreto per attività di diverso tipo, tra cui la pet therapy, e persone in percorsi di reinserimento sociale, inclusi ex detenuti.
Inoltre, come già ricordato, il 2025 segna anche l’avvio della Fondazione di Partecipazione Traiettorie Urbane e dell’impresa sociale under 30 FuoriCentro e il consolidamento della rete di centri aggregativi a Palermo. La Comunità energetica a impatto sociale (CERs), gestita dalla Fondazione, è operativa in sei quartieri della città e resa possibile grazie anche alle risorse e alle competenze di Edison Energia. L’impresa sociale, invece, trasforma iniziative e proposte sperimentate con Traiettorie Urbane in un’offerta di produzione culturale, di intrattenimento e di valorizzazione del territorio dedicata ai più giovani. A queste attività, si affianca la rete di centri aggregativi articolati su cinque presidi territoriali: CREW – Ecomuseo Mare Memoria Viva, Spazio La Noce, Spazio Open ai Cantieri Culturali alla Zisa, booq alla Kalsa, Comunità Danisinni.
Traiettorie Urbane promuove il protagonismo giovanile attraverso lo sport, la cultura e la partecipazione attiva, rendendo i giovani protagonisti di percorsi di benessere, inclusione e cura del territorio. Attraverso la creazione di ambienti sicuri, percorsi formativi condivisi e pratiche sostenibili, l’iniziativa rafforza le competenze della comunità e valorizza gli spazi pubblici quali luoghi di crescita, socialità e opportunità.
Il 2025 ha visto anche il rafforzamento di Criscito, il progetto di infrastrutturazione sociale attivo dal 2024 nel Borgo di Sant’Antonio Abate a Napoli. L’iniziativa sostiene quotidianamente il prezioso lavoro di educatori e educatrici impegnati con bambini, bambine, ragazzi e ragazze, oltre che con i loro genitori, accompagnandoli in una quotidianità complessa e offrendo loro una prospettiva diversa di futuro. Abbiamo consolidato Sport4Rights, il progetto che si propone di favorire una trasformazione culturale nelle organizzazioni sportive, ponendo la tutela dei minori a principio guida affinché lo sport diventi un contesto di crescita e di tutela dei diritti. E poi ancora: AYA Forward, dedicato ai giovani pazienti oncologici dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano; Le nostre città invisibili, nato a Milano, approdando a poi a Palermo e a Cagliari; ControCampo, una community gestita autonomamente da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni che mette in contatto i giovani che vogliono rimanere aggiornati sulle opportunità del settore audiovisivo e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Come misurate l’impatto delle vostre iniziative?
In occasione del nuovo Piano Triennale 2025-2027, Fondazione EOS ha avviato una revisione partecipata del proprio sistema di valutazione di impatto, coinvolgendo anche il Comitato Scientifico e operando un vero e proprio ripensamento degli obiettivi stessi della valutazione. L’esito è un impianto più aperto, più attento ai processi e capace di valorizzare anche gli esiti inattesi, uno strumento di apprendimento, prima ancora che di rendicontazione.
Con la nuova metodologia, ragazze e ragazzi diventano il riferimento prioritario: l’attenzione non si concentra più solo su ciò che fanno, ma su una comprensione più profonda del loro vissuto come senso di scopo, autoefficacia, percezione di opportunità accessibili, capacità di immaginare traiettorie di vita. Lo sguardo si allarga anche al contesto, perché, per EOS, gli enti del terzo settore non sono visti come beneficiari finali, ma come parte di un ecosistema più ampio, dove troviamo scuole, famiglie, istituzioni, imprese, che insieme rende possibile la crescita dei giovani.
In che modo la Comunità Energetica a Impatto Sociale promuove sostenibilità e inclusione?
La Comunità Energetica a impatto sociale (CERs) di Palermo prevede sei impianti fotovoltaici distribuiti in luoghi strategici della città, per una produzione annua stimata, a regime, di circa 320 MWh, pari al fabbisogno energetico medio di oltre 100 nuclei familiari.
Il punto distintivo di questo progetto riguarda i benefici ambientali, economici ma soprattutto sociali che produce: gli incentivi generati dall’energia rinnovabile, fino a circa 40.000 euro all’anno per un periodo di 20 anni, non restano fini a sé stessi, ma vengono interamente messi a disposizione degli enti coinvolti per la propria missione sociale e per il sostegno delle attività e degli spazi di aggregazione nati e potenziati grazie proprio a Traiettorie Urbane.
Questo stesso modello è stato replicato a Torino, al Molino di Cavoretto, dove Fondazione EOS accompagna la riqualificazione di Casa Oz, la struttura dedicata ai percorsi a sostegno di minori e adolescenti con disturbo neuropsichiatrico di Fondazione Oz, attraverso la donazione di impianti fotovoltaici e il supporto alla costituzione di una nuova Comunità Energetica a Impatto Sociale. In fondo, è proprio questo il senso più autentico del modello: dimostrare che la transizione energetica non è soltanto una questione tecnica o ambientale, ma può diventare essa stessa un motore di coesione sociale, capace di trasformare l’energia pulita in autonomia, opportunità e futuro condiviso per le comunità che la generano.
Perché la cultura – cinema, musica, scrittura – è centrale nel vostro impegno con i giovani?
La cultura è per EOS uno spazio di trasformazione. Cinema, musica, lettura e arti performative diventano strumenti attraverso cui ragazze e ragazzi assumono un ruolo attivo, sperimentando diversi strumenti espressivi, trovando un linguaggio proprio e uno spazio per esprimersi. L’obiettivo del nostro lavoro culturale è duplice. Da un lato dare voce a idee ed emozioni che altrimenti resterebbero inespresse. Dall’altro far scoprire ai giovani che le proprie passioni possono trasformarsi anche in percorsi professionali concreti, un lavoro di orientamento che mostra come il mondo della cultura abbia porte d’ingresso reali, apribili anche per chi non aveva gli strumenti per cercarle.
Per questo, avviciniamo la cultura ai ragazzi e alle ragazze come mezzo di espressione ma creiamo anche occasioni di incontro con professionisti del settore, coinvolgendoli in progetti creativi reali che si traducono in prodotti tangibili, un film, un podcast, una pubblicazione, uno spettacolo. Non simulazioni educative, ma esperienze autentiche, con la complessità e la soddisfazione che ne derivano. Le iniziative nascono sempre in collaborazione con partner specializzati e si intrecciano tra loro, dando vita a un ecosistema in continua evoluzione. Dalla Summer School organizzata insieme a Fondazione Anica Academy ETS, ad esempio, ha preso vita ControCampo, una community gestita autonomamente da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni che offre uno spazio stabile di orientamento, dialogo e confronto per chi coltiva una passione autentica per il cinema e desidera trasformarla in un’opportunità professionale. Allo stesso modo, Le nostre città invisibili utilizza i linguaggi della letteratura e dello spettacolo circense per offrire a bambini, bambine e adolescenti uno spazio di espressione e immaginazione che li ha portati a raccontarsi e a raccontare le loro idea di città a partire dalla lettura de “Le città Invisibili” di Calvino. O come Fortissimo dove la musica e la scrittura aprono uno spazio per le nuove generazioni fatto di ascolto, confronto e scoperta di sé e delle proprie emozioni.
Qual è il valore del volontariato aziendale con Edison?
Il volontariato aziendale è uno strumento strategico non solo di cambiamento culturale, ma di promozione di una cultura d’impresa orientata all’impatto sociale. Per EOS diventa uno strumento strategico per generare cambiamento, valorizzare le competenze delle persone e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. I numeri del 2025 lo confermano: 1.179 persone raggiunte, oltre 2.000 ore di volontariato in 14 progetti attivi in 6 regioni (nel primo semestre del 2026 siamo già a 17). Il risultato più significativo va oltre i numeri: in ciascuno dei territori coinvolti si è progressivamente costruita una comunità di colleghi che collaborano fianco a fianco dando vita a una rete di responsabilità diffusa d’impresa che lega l’azienda alle comunità in modo autentico e duraturo. La diffusione delle iniziative è così ampia che nel 2024 abbiamo sviluppato il Portale del Volontariato: una piattaforma per centralizzare i progetti, raccogliere testimonianze e valorizzare le competenze trasversali sviluppate durante le attività. Le persone non si limitano a proporre iniziative, ma se ne fanno carico, le sviluppano e le condividono con colleghi e reti personali, contribuendo così a diffondere l’impatto di EOS anche in contesti sociali più ampi.
Ne sono un esempio la Scuola di italiano per stranieri a Bari, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, e Insuperabilia Torino, per promuovere l’inclusione sociale e il benessere psico-fisico di persone con disabilità attraverso lo sport. Con Tracce di Luce, il progetto che Edison e Fondazione EOS hanno voluto dedicare alla memoria di una collega, rappresenta proprio questo spirito: la dimostrazione più autentica che un’azienda può essere anche una comunità di persone che scelgono di prendersi cura le une delle altre e dei territori in cui vivono e lavorano. Si tratta di un’esperienza di volontariato internazionale rivolta a ragazzi e ragazze dai 14 ai 24 anni, ma aperta anche ai dipendenti Edison, che durante l’estate possono affiancare i giovani nei Paesi in cui ANPIL è presente, in un ruolo di supporto e accompagnamento. Per i più giovani è un’occasione di crescita e confronto con culture diverse; per i colleghi che scelgono di parteciparvi è un’esperienza altrettanto preziosa, un momento per fermarsi e riscoprire ciò che conta davvero, accanto a comunità capaci di indicare l’essenziale.
Quali sono i prossimi obiettivi della Fondazione?
Il nuovo Piano Triennale non è una continuazione lineare del precedente, ma la scelta di porre più attenzione all’impatto a lungo termine, più rigore nella valutazione, più ambizione nella scalabilità e nella continuità di ciò che funziona, e più coraggio nell’abitare l’inatteso, considerato ormai una risorsa e non un rischio. Tra le direzioni concrete già avviate per il 2026 ci sono il consolidamento e ampliamento di Sport4Rights; alcuni nuovi progetti, tra cui Perché leggo perché non leggo, un’indagine di ascolto sulle motivazioni che spingono i ragazzi a leggere o a non farlo; l’evoluzione del percorso AI Atelier che apre spazi di confronto, creatività e partecipazione con gli adolescenti sul tema dell’intelligenza artificiale.
Resta centrale il filo conduttore espresso dalla Fondazione: continuare a mettere insieme persone diverse, creare spazi in cui l’inatteso diventa possibile e restare fedeli alla visione di Marco Peruzzi, Ingegnere di Edison a cui il Bilancio Sociale è dedicato e che ogni giorno ci ricorda che servono non tanto le risorse in sé, ma la capacità di stare insieme, di ascoltare, di guardare lo stesso orizzonte pur venendo da mondi apparentemente lontani.
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Arianna De Felice
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