Il Consiglio di Amministrazione di Terna S.p.A., riunitosi sotto la presidenza di Stefano Cuzzilla, ha esaminato e approvato i risultati al 30 giugno 2026, illustrati dall’amministratore delegato e direttore generale Pasqualino Monti.
Il primo semestre del 2026 è stato caratterizzato da un contesto macroeconomico incerto, segnato da tensioni geopolitiche che hanno aumentato la volatilità dei mercati energetici e delle materie prime, rallentato la crescita globale e alimentato pressioni inflazionistiche in Europa. In questo scenario, l’Italia mantiene una crescita moderata, mentre persistono volatilità e rischi per la sicurezza energetica legati alla dipendenza dalle importazioni di gas.
La crescita di Terna nel 2026 tra sfide e investimenti
Nel primo semestre 2026, circa il 43% del fabbisogno totale di energia elettrica è stato coperto da fonti rinnovabili. Al 30 giugno 2026, inoltre, la capacità installata di tipo eolico e fotovoltaico in Italia ha raggiunto i 60,5 GW, a fronte di un obiettivo al 2030 delineato dal PNIEC pari a circa 107 GW. Nei primi sei mesi del 2026 la richiesta di energia elettrica risulta in aumento rispetto al 2025 (+2,5%), confermando il trend positivo osservato dalla seconda metà del 2025.
In un contesto complesso e sfidante, Terna ha registrato una crescita dei principali indicatori economico-finanziari e, in particolare, ha accelerato gli investimenti a favore della decarbonizzazione, dell’indipendenza energetica e della competitività del Paese.
Da gennaio a giugno del 2026, infatti, Terna ha investito oltre 1,58 miliardi di euro, con una crescita del 19,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Significativo il dato degli investimenti del secondo trimestre 2026, che hanno superato il miliardo di euro: 1.069,6 milioni di euro, in crescita del 41,3% sui 757,2 milioni di euro del medesimo trimestre del 2025.
Pasqualino Monti, amministratore delegato e direttore generale di Terna, ha dichiarato: “I risultati del primo semestre ribadiscono la solidità di Terna e la capacità del Gruppo di generare valore per il Paese attraverso investimenti, innovazione e competenze distintive, a conferma del nostro ruolo fondamentale di abilitatori della trasformazione energetica e digitale del sistema elettrico. Sono risultati che nascono dall’impegno e dalla professionalità delle nostre persone, il patrimonio più prezioso dell’azienda. In un contesto energetico e tecnologico in rapida evoluzione, continuiamo a investire con determinazione in infrastrutture che consentiranno all’Italia di affrontare con successo le sfide dei prossimi decenni. Stiamo realizzando una rete elettrica sempre più moderna, resiliente e digitale, capace di integrare quote crescenti di energia rinnovabile. In questo modo potremo favorire la riduzione del costo delle bollette per famiglie e imprese, sostenere l’elettrificazione dei consumi e garantire sicurezza, qualità ed efficienza del servizio di trasmissione, supportando l’indipendenza energetica, la crescita e la competitività del sistema economico del Paese”.
I risultati del primo semestre
I ricavi del primo semestre 2026, pari a 2.113,6 milioni di euro, registrano un aumento di 219,4 milioni di euro (+11,6%) rispetto al corrispondente periodo del 2025. Tale risultato è dovuto, in parte, alla crescita delle Attività Regolate, sostenuta dall’incremento della base asset regolata (RAB) a seguito delle nuove entrate in esercizio e dell’ampliamento del perimetro di consolidamento dopo l’acquisizione della società Rete 2 S.r.l. di fine settembre 2025.
Particolarmente rilevante il contributo delle Attività Non Regolate, con un incremento del 50,1% dei ricavi trainato sia dal business Energy Services, principalmente per effetto dell’acquisizione di STE Energy S.r.l. a fine maggio 2025 sia da quello Equipment (Gruppo Tamini e Gruppo Brugg Cables). Nel secondo trimestre dell’anno i ricavi del Gruppo sono cresciuti del 13,4% a 1.124,9 milioni di euro (992,4 milioni nello stesso periodo del 2025).
L’EBITDA (Margine Operativo Lordo) del primo semestre 2026 si attesta a 1.467,0 milioni di euro, in crescita di 107,2 milioni di euro (+7,9%) rispetto ai 1.359,8 milioni di euro del primo semestre 2025, per il miglioramento della redditività delle Attività Regolate e delle Attività Non Regolate. Il dato dell’EBITDA relativo al secondo trimestre del 2026 mostra un incremento dell’8,7% a 769,4 milioni di euro (707,8 milioni nello stesso periodo del 2025).
L’EBIT (Risultato Operativo) del periodo, a valle di ammortamenti e svalutazioni pari a 505,6 milioni di euro, si attesta a 961,4 milioni di euro, rispetto ai 913,0 milioni di euro dei primi sei mesi del 2025 (+5,3%).
Gli oneri finanziari netti del periodo, pari a 93,8 milioni di euro, rilevano un incremento di 17,4 milioni di euro rispetto ai 76,4 milioni dei primi sei mesi del 2025, dovuto principalmente a un incremento del livello medio dell’indebitamento e del relativo costo medio rispetto a quello del corrispondente periodo del 2025. L’incremento è stato parzialmente compensato dai maggiori oneri capitalizzati. Il risultato ante imposte si attesta a 867,6 milioni di euro, in aumento di 31,0 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2025 (+3,7%).
Le imposte del periodo sono pari a 273,8 milioni di euro, in aumento di 24,7 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2025 (+9,9%), principalmente per effetto del maggior risultato prima delle imposte e per l’incremento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP per i periodi d’imposta 2026 e 2027, previsto dal “Decreto Bollette” (Decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21). Il tax rate si attesta pertanto al 31,6%, in aumento rispetto al dato del primo semestre 2025 (29,8%).
Utili in crescita e importanti investimenti
L’utile netto di Gruppo del periodo si attesta a 591,2 milioni di euro, in crescita di 3,5 milioni di euro rispetto ai 587,7 milioni del primo semestre 2025 (+0,6%). Nel secondo trimestre, l’utile netto di Gruppo ha registrato un incremento dello 0,7% attestandosi a 314,7 milioni di euro (312,4 milioni nello stesso periodo del 2025). La situazione patrimoniale consolidata al 30 giugno 2026 registra un patrimonio netto di Gruppo pari a 8.628,8 milioni di euro, a fronte dei 7.791,3 milioni di euro al 31 dicembre 2025.
L’indebitamento finanziario netto si attesta a 12.625,9 milioni di euro, in diminuzione di 374,3 milioni di euro rispetto ai 13.000,2 milioni di euro di fine 2025. L’incremento del patrimonio netto di Gruppo e la contestuale riduzione dell’indebitamento finanziario netto sono principalmente dovuti all’emissione obbligazionaria ibrida perpetua European Green Bond, lanciata il 26 gennaio 2026 (nell’ambito del programma EMTN pari a 6 miliardi di euro e quotato sul MOT) per un importo di 850 milioni di euro e contabilizzata come strumento di equity.
Gli investimenti complessivi realizzati dal Gruppo Terna nel periodo sono pari a 1.581,0 milioni di euro, in crescita del 19,8% rispetto ai 1.319,3 milioni del corrispondente semestre del 2025.
Tra i principali progetti si segnalano gli avanzamenti sia sul Ramo Est che sul Ramo Ovest del Tyrrhenian Link, il collegamento elettrico sottomarino fra Campania, Sicilia e Sardegna; quelli sul collegamento tra la Toscana, la Corsica e la Sardegna (Sa.Co.I.3); quelli su Elmed, l’elettrodotto sottomarino in corrente continua fra Italia e Tunisia, e sull’Adriatic Link, il collegamento sottomarino fra Abruzzo e Marche; gli interventi realizzati nelle diverse zone del mercato elettrico: quelli per accrescere la capacità di scambio fra la Calabria e la Sicilia (collegamento Bolano-Annunziata) a cui si aggiungono le attività realizzative dei collegamenti Chiaramonte Gulfi-Ciminna, in Sicilia; Colunga- Calenzano, fra Emilia-Romagna e Toscana; e Cassano-Chiari, in Lombardia. A tali interventi si affianca il proseguimento del piano di installazione di apparecchiature a beneficio della sicurezza della rete, fra cui compensatori sincroni, resistori stabilizzanti e reattori.
Inoltre, nel corso dei primi sei mesi del 2026 sono stati autorizzati, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dagli Assessorati regionali competenti, 16 interventi per lo sviluppo della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale, per un ammontare complessivo di circa 273 milioni di euro.
I dipendenti del Gruppo, a fine giugno 2026, sono pari a 7.260, con una crescita di 143 unità rispetto al 31 dicembre 2025 direttamente collegata alla copertura dei fabbisogni per la realizzazione del piano di investimenti previsto dall’aggiornamento del Piano Industriale 2024-2028, oltre che al rafforzamento delle competenze distintive del Gruppo.
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