Grande partecipazione, record storico di vassoi venduti nella giornata di sabato, confronto istituzionale sul futuro delle aree interne e un programma capace di unire gastronomia, allevamento, cultura e spettacolo.
San Giorgio la Molara celebra il successo della Festa della Marchigiana 2026, conclusasi dopo quattro giornate caratterizzate da una partecipazione straordinaria e da un entusiasmo diffuso. Decine di migliaia di visitatori hanno raggiunto il centro fortorino, confermando la manifestazione come uno degli appuntamenti di riferimento dell’estate del Centro-Sud e come una delle più importanti occasioni di promozione della carne Marchigiana IGP e delle eccellenze del territorio.
L’edizione appena conclusa ha fatto registrare un risultato particolarmente significativo nella giornata di sabato, quando è stato raggiunto il maggior numero di vassoi venduti nell’intera storia della Festa della Marchigiana. Un primato che testimonia la crescita costante dell’evento, la qualità dell’offerta gastronomica e la capacità organizzativa di una comunità che, anno dopo anno, lavora per offrire un’esperienza sempre più completa e accogliente.
Bistecche, entrecôte, tagliate, carpacci, brasati, spezzatini, roast beef, ragù, hamburger e numerose altre specialità hanno permesso ai visitatori di conoscere e apprezzare una carne di assoluta eccellenza, espressione di una filiera profondamente legata al territorio. La Marchigiana si è confermata non soltanto protagonista della proposta gastronomica, ma simbolo del lavoro degli allevatori, della qualità delle produzioni locali, della tutela della biodiversità e della vocazione zootecnica delle aree interne.
Accanto alla dimensione popolare e conviviale, grande rilievo ha assunto il convegno “San Giorgio la Molara: laboratorio di zootecnia sostenibile per il futuro delle aree interne”, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle associazioni di categoria, della ricerca e del comparto allevatoriale.
Particolarmente significativa la presenza dell’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, che ha concluso i lavori di un tavolo di confronto dedicato alle prospettive della zootecnia, alla sostenibilità delle produzioni e al ruolo strategico degli allevatori nella tutela e nello sviluppo delle aree interne. La partecipazione dell’assessore regionale ha confermato l’attenzione istituzionale verso un comparto che rappresenta una risorsa economica, sociale e ambientale fondamentale per il Fortore e per l’intero territorio campano.
Al confronto hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di San Giorgio la Molara Nicola De Vizio, il presidente della Comunità Montana del Fortore Zaccaria Spina, il presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi, il presidente di Coldiretti Benevento Gennarino Masiello, il direttore dell’Associazione Allevatori Campania-Molise Augusto Calbi, il presidente nazionale di ACLI Terra Nicola Tavoletta e il dirigente medico dell’AORN San Pio di Benevento Luigi Coppola. Il coordinamento è stato affidato a Ettore Varricchio, del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio.
Il convegno ha rafforzato il ruolo della Festa come luogo di elaborazione e proposta, nel quale costruire relazioni tra filiera produttiva, ricerca e istituzioni e individuare soluzioni concrete per il futuro dell’allevamento nelle aree interne. San Giorgio la Molara si propone così come un vero laboratorio di zootecnia sostenibile, capace di coniugare tradizione, innovazione, qualità delle produzioni e tutela del paesaggio.
La manifestazione ha ospitato anche la 19^ Mostra Bovina di Razza Marchigiana “LGN”, appuntamento centrale per allevatori e addetti ai lavori e momento di valorizzazione di una razza che rappresenta un patrimonio produttivo, genetico e culturale di straordinaria importanza.
Determinante è stato inoltre il prezioso lavoro del Forum dei Giovani, che ha contribuito a rendere ancora più ricco e coinvolgente il programma. Dal concerto di Alessio, che ha aperto la manifestazione, alla partecipatissima Notte Bianca, fino all’estrazione conclusiva della lotteria, i giovani hanno accompagnato le diverse giornate con impegno, energia e capacità organizzativa, offrendo momenti di musica, socialità e divertimento rivolti a un pubblico ampio e intergenerazionale.
La Festa ha saputo valorizzare anche il patrimonio culturale locale, grazie alle visite al Museo degli “Ardegni Sangiorgesi” e al plastico del centro storico “San Giorgio de na vota” presso Palazzo Muscetta. Gastronomia, zootecnia, cultura, turismo e intrattenimento si sono così integrati in un unico racconto, restituendo ai visitatori l’immagine di una comunità viva, accogliente e profondamente consapevole delle proprie radici.
“Voglio rivolgere un grazie sincero a chi ha reso tutto questo possibile: amministratori, dipendenti comunali, volontari, allevatori, ristoratori, tecnici, musicisti, forze dell’ordine, operatori e tutte le persone che, a diverso titolo, hanno contribuito. Grazie a loro ogni dettaglio è diventato esperienza – ha dichiarato il sindaco Nicola De Vizio – Aver portato la Festa della Marchigiana a questi livelli è per noi motivo di grande orgoglio e di profonda emozione. Quello che era nato come un appuntamento dedicato alla valorizzazione di una delle nostre principali eccellenze è diventato oggi un punto di riferimento per lo sviluppo di un intero territorio. La Festa genera partecipazione, turismo, occasioni di confronto, visibilità per gli allevatori e nuove prospettive per le aree interne. Il record registrato nella giornata di sabato e la straordinaria presenza di visitatori durante tutte e quattro le giornate ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta. Ma il risultato più importante è vedere una comunità capace di lavorare insieme, mettendo al centro la qualità, il territorio e il futuro. San Giorgio la Molara vuole continuare a essere la capitale della Marchigiana e un laboratorio nel quale costruire un modello di crescita sostenibile, fondato sull’autenticità, sul lavoro e sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, allevatori e cittadini”.
L’edizione 2026 consegna così un risultato che va oltre i numeri. La Festa della Marchigiana si conferma un progetto territoriale capace di generare ricadute concrete, rafforzare l’identità del Fortore e offrire una vetrina autorevole a un’eccellenza assoluta dell’agroalimentare italiano.
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