Luoghi e scenografie del film “The Odyssey” di Christopher Nolan


Nella dimora del re di Itaca (Matt Damon) e della regina Penelope (Anne Hathaway), l’aedo (Travis Scott) racconta una storia e batte il bastone per scandire il ritmo: “Un viso”, colpi. “Una flotta”, colpi. “Una guerra”, altri colpi. Il racconto prosegue con lo stesso rito: “un uomo”, “un’idea”, “un inganno”, “un inganno per varcare le mura di Troia”, “e bruciarla, raderla al suolo”. È con questa scena che inizia The Odyssey, il tredicesimo film di Christopher Nolan, regista che non ha certo bisogno di presentazioni. Nolan scrive la sceneggiatura, dirige il film e lo co-produce con Emma Thomas. La direzione della fotografia è affidata a Hoyte van Hoytema, che conferisce al film una straordinaria forza visiva, mentre il montaggio di Jennifer Lame contribuisce a sostenere il ritmo del racconto. Le musiche di Ludwig Göransson e il sound design sono di grande impatto.

Christopher Nolan sul set di “The Odyssey” di Christopher Nolan

Il viaggio di Ulisse tra Omero e Christopher Nolan

L’Odissea, attribuita a Omero, fu composta con ogni probabilità nel VII secolo a.C. Conclusa la guerra di Troia, durata dieci anni, Ulisse riprende il mare verso Itaca. Il suo ritorno richiederà altri dieci anni, attraverso un viaggio sospeso tra luoghi reali e scenari mitologici. Il regista reinterpreta il poema omerico e la tradizione che nei secoli lo ha tramandato, contaminandolo con momenti appartenenti ad altri poemi e con elementi dell’immaginario cinematografico, per dare vita a una visione profondamente personale, sorretta da una narrazione colta e stratificata. Nolan mantiene la struttura narrativa non lineare del poema omerico, inserisce salti temporali e si concede licenze su alcuni personaggi e situazioni per costruire la sceneggiatura del suo racconto cinematografico.

Eroi, dei ed esseri umani: i temi principali dell’“Odissea”

Il tema del nostos si arricchisce di significato e rappresenta l’arco di trasformazione di un eroe che torna a riconoscersi semplicemente uomo. La xenia, principio sacro dell’ospitalità, oltraggiata più volte nel poema, è presentata come la legge di Zeus, che non deve essere violata. La presenza degli dèi, guida costante di tutte le vicende, si manifesta attraverso la potenza della natura. L’astuzia, la metis, che caratterizza la figura di Ulisse, diventa anche uno strumento di distruzione. L’hybris, l’arroganza di chi sfida il limite, non abbandona Ulisse. Nel regno dell’Ade, mentre nel mito gli eroi caduti sono spesso celebrati, qui i morti rimpiangono la vita perduta. I Popoli del Mare, che Nolan introduce ispirandosi alla storia antica, finiscono per incarnare la paura dell’altro e i legami spezzati tra gli esseri umani. Il film suggerisce che il vero nemico siamo noi, perché ciascuno è responsabile delle proprie azioni.

Matt Damon nei panni di Ulisse in
Matt Damon nei panni di Ulisse in “The Odyssey” di Christopher Nolan

Le scenografie e i luoghi scelti per “The Odyssey”

Il film si apre con la scritta “Un tempo di apparente magia…”, che stabilisce il tono dell’ambientazione, nella quale il mondo reale è utilizzato per dare forma al mito e restituire la complessità del leggendario viaggio. La narrazione gioca sui contrasti: spazi sconfinati, sulla terra e sul mare, si alternano ad ambienti chiusi e claustrofobici; fenomeni naturali estremi si affiancano a paesaggi mediterranei e nordici; armi e armature storiche convivono con costumi dal carattere atemporale indossati dai personaggi. Il lavoro di ricerca per le scenografie ha portato la production designer Ruth De Jong a scegliere i paesaggi del Mediterraneo e del Nord Europa. Le riprese si sono svolte in Italia, Islanda, Grecia, Marocco e Scozia, per poi concludersi negli studios di Universal City, Los Angeles, in California. I principali luoghi del viaggio sono evidenziati e contestualizzati nel corso del racconto.

La Itaca di Christopher Nolan si trova in Sicilia

Sono passati otto anni dalla caduta di Troia e Ulisse non è ancora tornato a Itaca. I pretendenti di Penelope, guidati da Antinoo (Robert Pattinson), vogliono costringerla a scegliere un nuovo marito per impadronirsi del trono ed escludere Telemaco (Tom Holland) dalla successione. Telemaco parte per Sparta alla ricerca di notizie del padre, mentre Penelope, protetta dal fedele Eumeo (John Leguizamo), prende tempo facendo e disfacendo la tela. Per rappresentare Itaca, Nolan ha utilizzato le isole Egadi, in Sicilia. Il castello di Santa Caterina, sulla sommità dell’isola di Favignana, è stato adibito a set del palazzo di Ulisse e Penelope. Il castello, di origini medievali, fu, in epoche diverse, torre d’avvistamento, poi forte e infine prigione. L’aspetto attuale risale al XV secolo e nel 1616 fu rifortificato dagli spagnoli. Itaca è un’isola del Mar Ionio, la cui identificazione più probabile è quella corrispondente all’odierna Thiaki, in Grecia, anche se altre tesi la collocano a Lefkada o nella penisola di Paliki.

Anne Hathaway e Tom Holland nei panni di Penelope e Telemaco in
Anne Hathaway e Tom Holland nei panni di Penelope e Telemaco in “The Odyssey” di Christopher Nolan

L’immaginaria isola di Ogigia diventa realtà in Marocco

Ulisse si trova sull’isola di Ogigia, dove, da sette anni, vive con la ninfa Calipso (Charlize Theron), nutrendosi dei fiori di loto, che lo sospendono in un eterno presente. Pur di trattenerlo con sé, Calipso gli offre l’immortalità. Quando la memoria comincia a riaffiorare, Ulisse comprende di appartenere a un passato e Calipso, nel lasciarlo andare, gli dice di accettare il suo destino come atto di fede. Da questo momento fino al ritorno in patria, il racconto procede attraverso continui flashback, con cui Ulisse ricompone, frammento dopo frammento, la propria storia. Le riprese si spostano in Marocco, sulla Duna Bianca, a Dakhla, sulla costa del Sahara Occidentale. L’identificazione dell’isola immaginaria di Ogigia non è certa: alcune descrizioni portano a Gozo, nel Mediterraneo, dove si trova la Grotta di Calipso, altre la collocano nelle isole britanniche, nell’Atlantico, o persino nei pressi dello Stretto di Gibilterra.

Le ispirazioni e le influenze cinematografiche di Christopher Nolan

Nei pressi di Troia, assediata ormai da dieci anni, gli Achei hanno lasciato un cavallo di legno. Sinone (Elliot Page) lo sorveglia a vista e, ignaro della presenza degli Achei nascosti al suo interno, all’arrivo dei Troiani li convince ad accettarlo come un dono. Questi, tuttavia, lo uccidono. La spiaggia di Essaouira, in Marocco, diventa il luogo del ritrovamento del cavallo, semisepolto nella sabbia ma con le zampe rivolte verso il cielo. Nolan ha dichiarato di essersi ispirato alla Statua della Libertà raffigurata nel film Il pianeta delle scimmie (1968) di Franklin J. Schaffner. Esistono diverse ipotesi sulla reale natura del celebre stratagemma descritto dalle fonti antiche: potrebbe essere stato un’imbarcazione, una macchina d’assedio oppure un marchingegno impiegato per espugnare la città. Il cavallo viene portato all’interno della città di Troia. Durante la notte, gli Achei escono dalla sua pancia e aprono le porte della città per far entrare l’esercito di Agamennone (Benny Safdie), che incendia e distrugge tutto, senza risparmiare neppure ciò che è sacro. Nell’imponente tempio di Atena, i soldati decapitano la statua della dea e uccidono un’ancella. Da quel momento, Atena (Zendaya), presenza costante nel viaggio di Ulisse, si manifesterà nella sua coscienza, poiché “bruciare le mura di Troia è stato bruciare il mondo intero”.

La mitica città di Troia tra archeologia e grande schermo

Troia prende forma in Marocco, nella città di Ait-Ben-Haddou, dove sono stati ricostruiti il muro perimetrale, le porte e diverse strutture, tra cui il tempio di Atena. L’antica città di Troia, il cui rinvenimento si deve a Heinrich Schliemann tra il 1870 e il 1890, si trovava nei pressi della costa nord-occidentale dell’Asia Minore, nell’odierno sito di Hisarlik, all’ingresso dello stretto dei Dardanelli, in una posizione che ne determinò una grande importanza strategica e commerciale. La Troia omerica è generalmente identificata con il settimo dei numerosi strati archeologici che compongono il sito.

Il Cavallo di Troia in
Il Cavallo di Troia in “The Odyssey” di Christopher Nolan

La terra dei Ciclopi tra mito e realtà

Dopo il saccheggio della città dei Ciconi, Ulisse e i suoi uomini arrivano nella terra dei Ciclopi ed entrano in una grotta incustodita in cerca di cibo. Quando entra Polifemo (Bill Irwin), Ulisse e i suoi compagni capiscono di essere in pericolo perché il ciclope divora alcuni di loro. Ulisse escogita un piano per salvarsi e, dopo aver fatto addormentare il gigante, gli Achei gli accecano l’unico occhio e riescono a fuggire. Polifemo, figlio di Poseidone, invoca il padre affinché lo vendichi. La caverna scelta per girare la sequenza è la grotta di Nestore, nel Peloponneso, in Grecia. L’identificazione della terra dei Ciclopi con la Sicilia orientale è ancora oggi la più accreditata. Una delle grotte alle pendici del vulcano Etna è indicata dalla tradizione come la “casa” di Polifemo, mentre i Faraglioni dei Ciclopi, vicino ad Aci Trezza, sono associati alle rocce che avrebbe scagliato contro le navi.

“The Odyssey”: dalla Grecia alla Scozia

Il film torna da Telemaco, che, arrivato a Sparta, viene accolto da Menelao (Jon Bernthal) e dalla moglie Elena (Lupita Nyong’o), regina di Sparta e casus belli. Telemaco raccoglie frammenti del passato di suo padre e della guerra di Troia. La Sparta del film richiama una delle più influenti poleis della Grecia antica, sorta nel cuore della Laconia, nel Peloponneso. In prossimità della città antica sorge oggi la moderna Sparta. Dopo essere fuggiti da Polifemo, le navi di Ulisse vengono colpite da una serie di tempeste, che gli uomini attribuiscono alla vendetta di Poseidone. Approdano alla terra dei Lestrigoni e vengono attaccati dai giganti antropofagi. Ulisse fugge con l’unica imbarcazione rimasta. La sequenza è stata girata in Scozia, nella vasta area protetta del Moray Firth, un fiordo della costa nord-orientale della Scozia e, in particolare, nella Foresta di Culbin. La collocazione geografica dei leggendari giganti è tuttora controversa e viene ricondotta a diverse aree del Mediterraneo occidentale oppure ad alcune regioni del Nord Europa. Ulisse arriva sull’isola di Circe (Samantha Morton), una maga che trasforma gli uomini di Ulisse in maiali, plasmandoli con le proprie mani. L’incantesimo non ha effetto su Ulisse e Circe, riconosciuta la forza dell’eroe, libera i compagni e lo aiuta a proseguire il viaggio. Le rovine del castello di Findlater, risalente al 1246, in Scozia, diventano la dimora di Circe. L’isola di Eea fu inizialmente identificata con l’estremo oriente del mondo conosciuto dai Greci, ma una convergenza di testimonianze antiche la riconduce al promontorio del Circeo, sulla costa laziale, all’epoca probabilmente circondato dal mare.

Matt Damon e Zendaya nei panni di Ulisse e Atena in
Matt Damon e Zendaya nei panni di Ulisse e Atena in “The Odyssey” di Christopher Nolan

Con Christopher Nolan, Ulisse arriva fino in Islanda

Ulisse arriva nel regno dell’Ade per chiedere all’indovino Tiresia (James Remar) come tornare a casa. Tra i morti che emergono dalla terra, Ulisse parla con Agamennone, che gli dice di nascondere le sue sembianze una volta arrivato a Itaca, e con Sinone, che gli chiede di onorare i morti. La sequenza è stata girata in Islanda, a Vik, sulle spiagge di sabbia nera. Nel poema omerico l’ingresso all’Ade si trovava lungo il fiume Oceano, nell’estremo Occidente; nella tradizione romana l’ingresso agli inferi veniva invece collocato nei pressi del lago d’Averno, nei Campi Flegrei, vicino a Napoli.

La scelta di Nolan: non mostrare le Sirene

Ripresa la navigazione, Ulisse costeggia lo scoglio delle Sirene. Per resistere al loro richiamo, Ulisse dice ai suoi uomini di tapparsi le orecchie e si fa legare all’albero della nave, così da poter ascoltare, come dirà lui stesso “il canto di tutte le promesse che non ha mantenuto”. Nolan evita di mostrare chiaramente le Sirene e le lascia apparire in lontananza, sopra uno scoglio, nel rispetto del poema omerico, che non ne descrive l’aspetto fisico. Le antiche iconografie giunte fino a noi le raffigurano con il corpo simile a quello di un uccello oppure come ibridi fra donna e pesce. La scena si svolge nelle Eolie, tra i faraglioni. L’identificazione più probabile dello scoglio delle Sirene è quella con le isolette al largo di Positano (Li Galli), in Campania, anche se un’altra ipotesi lo colloca nei pressi dell’isola di Capri.

La ripresa del viaggio di Ulisse

Ulisse arriva allo stretto di Scilla e Cariddi, due ninfe trasformate in mostri. Il passaggio in prossimità del vortice marino di Cariddi avrebbe provocato la perdita dell’intera nave. Ulisse e i suoi uomini scelgono di passare avvicinandosi alla caverna di Scilla, sacrificando sei uomini. Nella tradizione antica, i due mostri presidiavano le due sponde dello Stretto di Messina: Scilla sulla costa calabrese e Cariddi su quella siciliana. Il vortice di Cariddi, nel film, è stato ricreato a Basiluzzo, a nord-est di Panarea, nell’arcipelago delle Eolie. Ulisse e i compagni superstiti raggiungono l’isola del Sole, in Trinacria, dove commettono l’errore di mangiare le vacche sacre e, quando la nave riprende il mare, vengono colpiti, per effetto della vendetta di Zeus, da una tempesta. L’unico a sopravvivere è Ulisse, che approda all’isola di Ogigia, dalla quale ripartirà per Itaca su una zattera, dopo sette anni. Il finale riprende e rielabora le diverse tradizioni sul destino di Ulisse, proponendo una conclusione personale e coerente con la visione del regista.

Annabella Bucci

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