Un documento di quattro pagine indirizzata al sindaco di Varese, all’assessore al Verde pubblico e a tutti i consiglieri comunali per chiedere una riflessione sul futuro dei grandi parchi cittadini della Città Giardino. È l’iniziativa di Amici della Terra Varese, che prende spunto dalle condizioni di Villa Toeplitz, Villa Baragiola e Villa Mylius per proporre un nuovo modello di valorizzazione e gestione del patrimonio pubblico.

Secondo l’associazione, il problema non riguarda soltanto la disponibilità di risorse economiche per la manutenzione, ma il modo stesso in cui vengono amministrati questi spazi verdi della città

«Non dovrebbe essere normale che cittadini e associazioni debbano continuamente protestare affinché un parco pubblico disponga delle risorse necessarie per conservare ciò che già possiede», si legge nel documento inoltrato anche alla stampa. Per Amici della Terra, infatti, un grande parco non può essere considerato esclusivamente una voce di spesa, ma deve diventare un bene capace di attrarre visitatori, offrire servizi e contribuire almeno in parte alla propria sostenibilità economica.

Il caso di Villa Toeplitz

Nella lettera si apre dando ampio spazio a Villa Toeplitz, indicata come esempio di un patrimonio che dovrebbe recuperare tutte le funzioni per cui è stato progettato. «Il suo valore non è costituito soltanto dagli alberi e dalla villa, ma dall’insieme delle funzioni per le quali questo luogo è stato costruito e vissuto: i giochi d’acqua e le fontane, il tennis e le attività sportive, gli spazi destinati alla socialità, il verde, i percorsi, i luoghi nei quali fermarsi e godere dell’ombra e del fresco degli alberi».

«Oggi proprio alcuni degli elementi che dovrebbero rappresentare le maggiori attrattive del parco risultano compromessi o scarsamente valorizzati: il reportage recentemente pubblicato descrive fontane e giochi d’acqua in larga parte non funzionanti, strutture e camminamenti degradati e
impianti sportivi non pienamente utilizzati. Un parco pubblico deve consentire a persone diverse di viverlo in modi diversi. È proprio questa
pluralità di funzioni che gli conferisce valore sociale».

Villa Baragiola

Un altro capitolo importante della proposta riguarda Villa Baragiola, ancora interessata da un percorso di riqualificazione.

Per Amici della Terra, proprio il fatto che il recupero non sia ancora concluso rappresenta un’occasione per pianificare fin da subito la gestione futura del complesso. «Non aspettiamo che Villa Baragiola sia completata per domandarci successivamente come mantenerla, come gestirla e con quali risorse», si legge. L’associazione propone che, accanto ai lavori di recupero, venga definito un vero piano pluriennale capace di individuare costi, attività compatibili, possibili entrate e soggetti responsabili della gestione.

La riflessione su Villa Mylius

Nel documento trova spazio anche Villa Mylius. Amici della Terra torna sulla discussione relativa alla destinazione della villa e al progetto dell’Accademia del Gusto, ricordando le critiche espresse in passato.

«Il bene, donato al Comune dalla famiglia Babini Cattaneo nel 2007, è interessato dal progetto dell’Accademia del Gusto, mentre permangono problemi relativi al cantiere e alla piena fruibilità del complesso. Amici della Terra Varese ha a suo tempo fortemente criticato la scelta compiuta
dall’Amministrazione Fontana sulla destinazione della villa. Indipendentemente dal giudizio che oggi si voglia dare sull’Accademia del Gusto, riteniamo che una decisione così importante non avrebbe dovuto essere separata da un ampio e produttivo dibattito cittadino sulla funzione
dell’intero compendio e sul suo rapporto con il parco e con la città».

«Un bene pubblico può anche produrre risorse»

Tra i temi affrontati c’è anche la sostenibilità economica dei parchi pubblici. Amici della Terra ritiene necessario superare l’idea che ogni attività legata a un bene comunale debba necessariamente essere gratuita.

La fruizione ordinaria dei parchi, precisano gli estensori del documento, deve rimanere libera e accessibile a tutti. Alcuni servizi specifici, però, potrebbero contribuire a generare risorse utili per la manutenzione degli spazi verdi.

L’associazione cita, ad esempio, l’utilizzo di impianti sportivi, manifestazioni, concessioni e altre attività compatibili con il valore storico e paesaggistico dei luoghi. Le eventuali entrate, sostiene la lettera, dovrebbero essere reinvestite direttamente nei parchi che le hanno generate, creando «un circuito virtuoso» tra valorizzazione e manutenzione.

Al di là delle valutazioni sul singolo progetto, l’associazione sostiene che le scelte riguardanti i grandi beni pubblici cittadini dovrebbero essere precedute da un ampio confronto con la comunità e da una riflessione sulla funzione più adatta a garantire utilità pubblica e sostenibilità nel tempo.

«Varese continua giustamente a definirsi Città Giardino. Ma questo titolo deve essere dimostrato attraverso la qualità con cui vengono amministrati i suoi giardini, le sue ville e i suoi parchi», conclude l’associazione. «Tre situazioni diverse dalle quali può nascere una sola politica cittadina».





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