La ricerca Sponsor Value di StageUp e Ipsos Doxa fotografa la geografia del tifo italiano alla vigilia del campionato 2026/27. Inter e Milan crescono, la Juventus arretra ma conserva il primato. Cagliari e Parma guidano la riscossa delle medio-piccole.
Il calcio italiano può contare su 25,6 milioni di tifosi, un patrimonio affettivo, sociale ed economico che continua a dimostrarsi straordinariamente solido. Ma la Serie A non riesce ancora a tradurre interamente questa passione in valore: una migliore valorizzazione del rapporto tra club, sostenitori e aziende potrebbe produrre oltre 60 milioni di euro di ricavi aggiuntivi dalle sponsorizzazioni.
È il dato più significativo che emerge dalla nuova edizione di Sponsor Value, la ricerca realizzata da StageUp in partnership con Ipsos Doxa, giunta al ventiseiesimo anno e dedicata ai bacini di tifo delle squadre del massimo campionato italiano.
Al termine della stagione 2025/26, i tifosi dei club di Serie A risultano sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, con una crescita dello 0,32%. Rappresentano l’87,2% delle persone interessate al campionato e il 68,5% della popolazione italiana.
Numeri che confermano come il calcio continui a essere uno dei pochi fenomeni capaci di attraversare generazioni, territori e classi sociali. Un legame che nasce spesso in famiglia, si consolida nelle comunità locali e soltanto in parte dipende dai risultati ottenuti sul campo.
La Juventus resta prima, ma perde ancora tifosi
La Juventus conserva la leadership nazionale con 7 milioni e 741 mila sostenitori, nonostante una flessione dell’1,6% rispetto alla stagione precedente. È il secondo calo consecutivo per il club bianconero, attribuito dalla ricerca non soltanto ai risultati sportivi, ma anche a un’identità percepita come non pienamente allineata alle aspettative della propria tifoseria.
Alle sue spalle si conferma l’Inter, che raggiunge quota 4 milioni e 275 mila tifosi, con una crescita del 2,3%. I risultati ottenuti negli ultimi anni, dalla conquista di due scudetti nelle ultime tre stagioni alla Coppa Italia 2026, insieme ai percorsi europei, permettono ai nerazzurri di restare per il quarto anno consecutivo davanti al Milan.
I rossoneri contano 3 milioni e 976 mila sostenitori e registrano una crescita del 4,2%, la più consistente tra le prime cinque squadre della graduatoria.
Completano la parte alta della classifica il Napoli, con 3 milioni e 79 mila tifosi e un aumento dell’1,4%, e la Roma, sostanzialmente stabile a quota un milione e 790 mila.
Cagliari e Parma guidano la crescita delle medio-piccole
La dinamica più interessante riguarda però i club di dimensioni medie e piccole, che mostrano incrementi percentuali superiori a quelli delle grandi squadre.
Il caso più evidente è quello del Cagliari, che con 642 mila tifosi cresce del 10,1%, supera la Lazio e conquista il settimo posto nella classifica nazionale. Secondo StageUp, il club sardo beneficia anche di una narrazione capace di richiamare l’archetipo di Davide contro Golia: quando una squadra considerata più debole riesce a battere avversari blasonati, genera un racconto di riscatto in grado di superare i confini territoriali.
Molto positiva anche la performance del Parma, che raggiunge 139 mila sostenitori con un incremento del 9,5%. Crescono inoltre il Lecce del 4,1%, l’Udinese del 3,1% e il Como del 2,2%.
Il Como rappresenta un caso particolarmente interessante sul piano del posizionamento: i risultati superiori alle aspettative si accompagnano a un progetto che unisce ambizioni internazionali, attenzione al sociale ed elaborazione di una precisa identità estetica.
Fiorentina e Verona registrano invece le contrazioni più marcate, rispettivamente del 6,6% e del 12,2%.
Un pubblico sempre più trasversale
La ricerca restituisce anche l’immagine di un tifo meno legato ai tradizionali confini di genere. Gli uomini rappresentano il 55% dei sostenitori e le donne il 45%, a conferma di una partecipazione femminile ormai strutturale.
La fascia di età maggiormente rappresentata è quella compresa tra i 35 e i 54 anni, che raccoglie il 47% del pubblico, mentre gli under 24 costituiscono il 16%.
Dal punto di vista geografico, Sud e Isole concentrano il 39% dei tifosi, seguiti dal Nord-Ovest con il 26%. Nelle regioni meridionali l’appartenenza calcistica mantiene una funzione particolarmente forte di identità, rappresentanza e riscatto.
Il 59% dei sostenitori appartiene al ceto medio: un ulteriore elemento che conferma la capacità del calcio di agire come collante sociale, riunendo persone con storie, redditi e provenienze differenti sotto gli stessi colori.
Il valore che la Serie A non riesce ancora a intercettare
Il bacino dei tifosi non rappresenta soltanto un indicatore di popolarità. È una misura concreta del potenziale commerciale di ogni società: influenza l’attrattività nei confronti degli sponsor, la capacità negoziale, l’interesse degli investitori e i ricavi generati da merchandising, abbonamenti e contenuti digitali.
«La dimensione del bacino di tifosi non è solo un dato d’immagine, ma si traduce concretamente in un aumento del valore dei singoli club», osserva Giovanni Palazzi, presidente di StageUp.
Secondo le analisi effettuate attraverso il servizio Football Sponsor 360, una migliore valorizzazione dell’abbinamento tra i marchi dei club e quelli degli sponsor potrebbe generare sul mercato italiano più di 60 milioni di euro aggiuntivi, pari a circa il 10% dell’attuale fatturato da sponsorizzazioni della Serie A.
Una cifra rilevante soprattutto in una fase nella quale la sostenibilità economica del calcio italiano rimane un tema centrale.
Il vero confronto, dunque, non si gioca soltanto nella classifica dei tifosi. Si gioca nella capacità delle società di conoscere meglio le proprie comunità, costruire identità riconoscibili e proporre alle aziende progetti che vadano oltre la semplice esposizione del marchio.
I 25,6 milioni di sostenitori costituiscono una delle più grandi piattaforme relazionali del Paese. La sfida della Serie A è trasformare quella passione in un ecosistema commerciale più moderno, misurabile e capace di creare valore condiviso per club, sponsor e tifosi.
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