È una risposta articolata quella fornita dall’amministrazione comunale di Campoli del Monte Taburno all’interrogazione presentata dai consiglieri di minoranza il 22 luglio scorso e protocollata il 23 luglio in merito all’emergenza idrica nel territorio. A firmare il riscontro è il Comune, con riferimento alle competenze dell’Ufficio Tecnico 2°, il cui responsabile è il sindaco Tommaso Nicola Grasso. Per la gestione operativa del servizio, inoltre, il Comune ha affidato l’incarico, con determina numero 227 del 29 luglio 2026, alla ditta Mazzone Antonio Pellegrino, con sede a Vitulano, in via Ficarola.

Il primo punto affrontato dal sindaco riguarda le cause dei disservizi che si stanno verificando sulla rete idrica comunale. Secondo quanto spiegato dall’amministrazione, il problema è riconducibile principalmente alle rotture della rete, dovute essenzialmente alla sua vetustà. A questo si aggiungono le occlusioni provocate dalla durezza dell’acqua, fenomeno che, secondo il Comune, nei mesi di luglio e agosto raggiunge livelli più elevati rispetto agli altri periodi dell’anno. Una circostanza che sarebbe stata evidenziata anche dalle periodiche analisi effettuate sui campioni d’acqua prelevati.

C’è poi un ulteriore elemento legato alla stagione estiva: l’incremento dei prelievi da parte degli utenti. L’aumento dei consumi nei mesi estivi, viene spiegato nella risposta, determina abbassamenti della pressione in alcune ore della giornata, contribuendo quindi ad aggravare le criticità del servizio.

Sul fronte delle strategie messe in campo per fronteggiare l’emergenza, l’amministrazione sottolinea di aver intensificato gli interventi in alcune zone del paese, procedendo anche alla sostituzione di interi tratti di tubazione. Contestualmente, sarebbero stati intensificati gli interventi finalizzati alla riduzione delle perdite e delle occlusioni della rete.

Il Comune evidenzia inoltre che sul territorio sono regolarmente funzionanti i punti di prelievo messi a disposizione dei cittadini, ai quali è possibile ricorrere in caso di necessità. Particolare attenzione, nella gerarchia degli interventi, viene assicurata ai gruppi vulnerabili ed emarginati, indicati espressamente come prioritari.

Un altro provvedimento riguarda il contrasto alle dispersioni e all’uso improprio dell’acqua. L’amministrazione ha infatti emanato l’ordinanza numero 14 del 14 agosto 2026, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza a un utilizzo consapevole della risorsa idrica. Il provvedimento vieta, in particolare, l’utilizzo dell’acqua potabile per esigenze non strettamente necessarie.

Nella risposta viene affrontato anche il tema di eventuali violazioni o sottrazioni illecite della risorsa idrica. Al momento, precisa il Comune, non risultano rilevate violazioni né sottrazioni illecite. L’amministrazione invita tuttavia i consiglieri di minoranza, qualora siano a conoscenza di situazioni che possano configurare comportamenti di questo tipo, a informare gli uffici competenti, che assicurano l’intervento secondo quanto previsto dalla legge.

La nota, datata 18 agosto 2026, fotografa dunque la posizione dell’amministrazione comunale rispetto alle criticità del servizio idrico: una rete considerata ormai vetusta, problemi di occlusione legati alla durezza dell’acqua, maggiori consumi durante l’estate e conseguenti cali di pressione. A fronte di questa situazione, il Comune rivendica il rafforzamento degli interventi, la sostituzione di alcuni tratti della rete, le attività per contenere perdite e occlusioni, la disponibilità dei punti di prelievo e l’ordinanza per limitare gli usi non indispensabili dell’acqua.

La risposta dell’amministrazione, però, lascia aperto un interrogativo politico e amministrativo che arriva direttamente dagli ambienti dell’opposizione.

La protesta è forte e ruota attorno a un elemento preciso: questa amministrazione è in carica da tre mandati e, ogni estate, si ripresenta sostanzialmente lo stesso problema. La vetustà della rete, le rotture, le perdite, le occlusioni e l’aumento dei consumi nei mesi estivi non sono infatti fenomeni imprevedibili che si manifestano per la prima volta nell’estate 2026.

Dire «interveniamo in urgenza» può essere una giustificazione comprensibile nel primo anno in cui si manifesta una determinata criticità. Diventa però molto più difficile da sostenere quando la stessa emergenza si ripete ciclicamente, anno dopo anno, e quando le cause del problema sono ormai conosciute.

Il vero nodo, dunque, non sembra essere soltanto quello di come intervenire quando la rete va in crisi, ma soprattutto quello di capire perché non siano stati programmati, nel corso dei tre mandati, interventi strutturali, mirati e risolutivi, accompagnati da una seria politica di manutenzione preventiva.

Se una rete viene definita vetusta e se si conoscono con largo anticipo i periodi dell’anno nei quali aumentano i consumi e le criticità, la programmazione dovrebbe rappresentare la naturale risposta amministrativa. Intervenire soltanto quando si rompe una tubazione significa, inevitabilmente, inseguire l’emergenza anziché prevenirla.

Ed è proprio su questo punto che si concentra la critica dell’opposizione: la mancata programmazione di interventi strutturali o di adeguate azioni preventive rischia di trasformare l’emergenza da eccezione in una consuetudine. Senza formulare accuse che non risultano dimostrate dagli atti, resta tuttavia una domanda politica che l’amministrazione dovrebbe chiarire: perché, dopo tre mandati e dopo il ripetersi delle stesse criticità estive, non si è arrivati a una programmazione capace di affrontare definitivamente il problema?

È questa, probabilmente, la questione centrale del confronto politico. Perché l’emergenza può giustificare un intervento immediato, ma non può diventare la modalità ordinaria con cui si gestisce un problema prevedibile.

E proprio la scelta di intervenire di volta in volta sull’emergenza, anziché programmare per tempo interventi strutturali e preventivi, alimenta ulteriori dubbi. Il tema, quindi, non è soltanto l’acqua che manca o arriva con pressione insufficiente durante l’estate. Il tema è la capacità di un’amministrazione, dopo tre mandati, di trasformare un’emergenza ricorrente in un problema definitivamente programmato e risolto.




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