Nasce il nuovo appuntamento settimanale di Spot and Web dedicato ai numeri che stanno cambiando media e advertising. Nella prima edizione: 277,8 milioni di stream rilevati da Auditel in Italia, lo streaming al 48,2% della TV americana sostenuta dalla pubblicità e news, reality e documentari che raccolgono il 75% degli investimenti programmatici sulla Connected TV.
di Andrea Ferri
I numeri, da soli, raccontano poco. Diventano interessanti quando permettono di capire dove stanno andando il pubblico, gli investimenti e, soprattutto, il rapporto tra i due.
Con “L’Audience Radar di Spot and Web” nasce un nuovo appuntamento settimanale dedicato proprio a questo: intercettare i dati più significativi provenienti dai principali sistemi di misurazione e dai report sul mercato pubblicitario, selezionando quelli che possono aiutare a leggere in anticipo i cambiamenti dell’industria dei media.
Auditel, Audiradio, Nielsen, GfK, IAB, streaming, Connected TV, display e social advertising saranno alcuni dei territori osservati ogni settimana.
E il primo radar restituisce già un’indicazione piuttosto netta: la televisione non sta scomparendo. Sta cambiando il luogo, il dispositivo e il modo in cui viene guardata e monetizzata.
Auditel Digitale: quasi 278 milioni di stream in una settimana
Il primo dato arriva dall’Italia.
Secondo lo Standard Auditel Digitale relativo alla settimana dal 16 al 22 agosto 2026, i contenuti degli editori rilevati hanno generato complessivamente 277,798 milioni di Legitimate Streams. Il tempo totale trascorso davanti ai contenuti digitali rilevati è stato pari a 34,914 milioni di ore, mentre la durata media di ogni stream è stata di 12 minuti e 8 secondi.
La distribuzione tra gli editori mostra numeri significativi: Mediaset raggiunge 160,978 milioni di stream, Sky 55,144 milioni, Rai 43,056 milioni e DAZN 13,704 milioni. Canale 5, da solo, totalizza 73,349 milioni di Legitimate Streams.
Interessante anche la lettura del tempo speso. Mediaset totalizza 14,837 milioni di ore, Rai 10,456 milioni, Sky 5,695 milioni e DAZN 3,297 milioni. Alcuni contenuti sportivi presentano durate medie molto elevate: DAZN6 supera i 42 minuti per stream e DAZN1 i 38 minuti.
Il dato va però interpretato correttamente. Auditel sottolinea che i Legitimate Streams sono una metrica specifica del digitale e non sono direttamente sommabili agli ascolti della televisione tradizionale. Un device, inoltre, non corrisponde necessariamente a una persona.
Ed è proprio questo uno dei grandi temi che accompagneranno il mercato nei prossimi anni: arrivare a una misurazione realmente cross-platform capace di riconoscere gli individui, eliminare le duplicazioni e restituire una vera Total Audience.
Nielsen: lo streaming vale ormai il 48,2% della TV sostenuta dalla pubblicità
Il secondo segnale arriva dagli Stati Uniti ed è ancora più netto.
Il nuovo Ad Supported Gauge di Nielsen, pubblicato il 25 agosto, mostra che nel secondo trimestre 2026 la visione televisiva sostenuta dalla pubblicità rappresenta il 71,5% del consumo televisivo complessivo americano. (Nielsen)
All’interno di questa grande torta, lo streaming ha raggiunto il 48,2%, guadagnando 1,6 punti rispetto al trimestre precedente. La TV broadcast si colloca al 26,6%, mentre il cable resta al 25,2%. (Nielsen)
Il confronto con il primo trimestre è significativo: appena pochi mesi fa lo streaming rappresentava il 46,6% della TV ad-supported. La crescita continua quindi anche mentre il mercato pubblicitario sta progressivamente adattando modelli di vendita e misurazione a un ecosistema sempre meno legato alla distinzione tra televisore e piattaforma digitale. (Nielsen)
C’è però una variabile che continua a dimostrare tutta la propria forza: lo sport dal vivo.
NBA e primi appuntamenti dei Mondiali hanno contribuito a sostenere il broadcast, che è passato dal 26% del secondo trimestre 2025 al 26,6% di quest’anno. (Nielsen)
Un’indicazione tutt’altro che secondaria per broadcaster e investitori: mentre la fruizione generalista continua a frammentarsi, il grande evento live conserva una capacità eccezionale di aggregare audience simultanee.
Connected TV: news, reality e documentari attraggono il 75% degli investimenti
Il terzo segnale riguarda direttamente il mercato pubblicitario.
L’aggiornamento di luglio dell’OpenEPG Index di Pixalate, pubblicato il 27 agosto, analizza oltre 532 mila programmi streaming utilizzando segnali provenienti dall’open programmatic statunitense. (Pixalate)
Sui grandi schermi Connected TV, tre generi — news, reality e documentari — raccolgono insieme il 75% della spesa pubblicitaria programmatica analizzata.
Le news valgono da sole il 37% della spesa CTV, i reality il 30% e i documentari l’8%. Sul mobile le news arrivano addirittura al 52% degli investimenti osservati. (Pixalate)
Ancora più interessante il rapporto tra audience e monetizzazione: nel segmento CTV le news raccolgono il 37% della spesa contro il 28% della reach, segnale che Pixalate collega a una maggiore pressione pubblicitaria e a CPM più elevati. (Pixalate)
Anche la provenienza dei contenuti conta. Le testate nazionali intercettano il 40% della spesa pubblicitaria mobile nello streaming, contro il 12% delle emittenti locali; sulla CTV il rapporto è 34% contro 3%. (Pixalate)
È bene ricordare che si tratta di dati relativi al mercato statunitense e all’open programmatic, quindi non possono essere trasferiti automaticamente al mercato italiano. Ma la direzione è interessante: quando la televisione diventa streaming, il contenuto continua a determinare il valore pubblicitario dell’audience.
Il filo rosso: non esiste più una sola televisione
Mettendo insieme i tre report emerge una fotografia coerente.
La televisione continua a produrre quantità enormi di consumo, ma quel consumo è ormai distribuito tra schermi, piattaforme, applicazioni e modalità di accesso differenti.
Di conseguenza sta cambiando anche il lavoro della misurazione.
Non basta più sapere quanti spettatori abbiano seguito un programma sul televisore. Bisogna conoscere quante persone siano state raggiunte complessivamente, su quali dispositivi, per quanto tempo, con quali duplicazioni e con quale valore commerciale.
È qui che audience measurement e advertising stanno finendo inevitabilmente per incontrarsi.
Il futuro del mercato non sarà probabilmente dominato da una singola metrica, ma dalla capacità di costruire una misurazione integrata dell’attenzione e della copertura, utilizzabile tanto dagli editori quanto dagli investitori pubblicitari.
Ed è esattamente il territorio che, ogni settimana, proverà a esplorare L’Audience Radar di Spot and Web.
Perché dietro ogni numero c’è sempre una storia. E spesso è proprio nei numeri che si vede prima degli altri dove sta andando il mercato.
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