Il ritorno dalle vacanze si preannuncia amaro per gli italiani, già alle prese con i prezzi record di diesel e benzina. Ma il caro-carburante non è l’unica voce che pesa sui bilanci delle famiglie: dalle bollette di gas e luce al carrello della spesa, dai trasporti ai libri scolastici, l’autunno rischia di essere segnato da rincari diffusi. Molto dipenderà dall’evoluzione della situazione in Medio Oriente. A sei mesi dall’inizio del conflitto, il blocco dello Stretto di Hormuz continua ad alimentare la volatilità dei prezzi sui mercati energetici: venerdì 28 agosto il Brent scambiava a 89,49 dollari al barile, contro i 70 registrati prima della guerra, mentre il gas al Ttf di Amsterdam ha chiuso a 66,8 euro al megawattora, contro i circa 32 euro dei giorni precedenti l’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran.

Una analisi dettagliata di quanto è accaduto negli ultimi mesi, e di quanto accadrà nel brevissimo periodo sul fronte dei rincari, viene fornita dal Corriere della Sera.

L’effetto del conflitto sui prezzi italiani si è fatto sentire già ad aprile, quando l’inflazione è tornata sopra la soglia del 2% ed è rimasta stabilmente intorno al 3% fino a luglio (la stima preliminare Istat di agosto sarà diffusa a inizio settembre). L’aumento dei prezzi delle materie prime resta la causa principale del carovita, ma i rincari non sono riconducibili a un unico fattore: nell’agroalimentare, in particolare, gli effetti del caro carburante si sommano a quelli dell’impennata dei prezzi dei fertilizzanti e alle conseguenze del caldo estremo di questa estate.

Diesel e benzina: nel 2026 ogni famiglia spenderà 356 euro in più

La stangata su diesel e benzina non si arresta secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sulla rete autostradale i prezzi salgono sempre di più: 2,095 euro al litro per la benzina e 2,206 euro al litro per il gasolio. Nonostante la proroga dello sconto sulle accise di 17 centesimi al litro fino al 5 settembre, il diesel in autostrada resta quindi sopra la soglia dei 2,2 euro, e le previsioni non lasciano spazio all’ottimismo: Nomisma Energia stima per settembre un rincaro medio di 2,01 euro al litro rispetto all’anno precedente. Secondo queste proiezioni, una famiglia tipo — che consuma in media mille litri di carburante l’anno — nel 2026 spenderà 356 euro in più rispetto al 2025, pari a un aumento del 22%.

Bollette: 110 euro in più di luce e 347 di gas in un anno

La pressione sui consumatori si fa sentire anche in bolletta. Altroconsumo segnala come nelle offerte a prezzo fisso a 12 mesi — la tipologia di contratto più diffusa per l’energia — il prezzo medio della materia prima sia cresciuto, tra giugno e agosto, da 13,1 a 13,6 centesimi, con un aumento del 4% in soli due mesi. Nomisma Energia ha fatto i conti in tasca ai cittadini: calcolando gli attuali prezzi all’ingrosso e i consumi di una famiglia tipo, nel 2026 le famiglie italiane potrebbero affrontare una spesa maggiore di 110 euro per l’elettricità (+14%) e di 347 euro per il gas (+30%) rispetto allo scorso anno. 

“La crisi del 2026 sta avendo ripercussioni sui prezzi delle famiglie, ma i prezzi di gas ed elettricità sono ancora enormemente più bassi di quelli del 2022-2023, quando la crisi li fece arrivare a livelli quasi doppi rispetto a quelli attuali”, ha commentato Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.

Dai voli aerei al trasporto pubblico, prezzi in crescita

Il caro carburanti e l’inflazione si ripercuotono anche sui trasporti. Da febbraio, prima dello scoppio della guerra in Iran, a luglio, i prezzi del settore sono cresciuti mediamente del 5,4% in Italia, secondo i dati Istat. I voli interni hanno registrato un aumento del 6,2% su base annua a luglio, mentre sono scesi i prezzi dei voli europei e internazionali. Nonostante questo, Andrea Giuricin, economista dei trasporti dell’Università Milano-Bicocca, lancia un allarme per i prossimi mesi: l’aumento del prezzo dei biglietti aerei potrebbe attestarsi tra il 10 e il 15%. 

Gli spostamenti marittimi hanno già subito incrementi medi del 15%, con vere e proprie impennate in alcuni casi. Anche il trasporto cittadino è destinato a rincarare in diverse zone del Paese: in Lombardia i servizi ferroviari di Trenord aumenteranno del 3,889% e il trasporto pubblico locale dell’1,857%, mentre nella provincia di Venezia l’aumento previsto è tra il 5 e il 10%. Già in vigore, invece, i rincari in Campania (+5,8%) e in Emilia-Romagna (+1,32%).

Caldo e siccità pesano sul carrello della spesa

Per ora, sui beni alimentari — ad eccezione dei prodotti freschi — il contagio del caro carburante non si è ancora fatto sentire pienamente. “Le imprese continuano ad assorbire gli aumenti per evitare strappi sui listini. A luglio l’inflazione tendenziale degli alimentari lavorati è rimasta al -0,2%. Ma rincari dei carburanti e tensioni a Hormuz aggravano un quadro già critico, perché energia e trasporti incidono su tutta la filiera”, spiega il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino. A pesare maggiormente sui listini è però il clima. “L’ortofrutta è stata in altalena per tutta l’estate. Con la siccità, la produzione di patate in Europa è diminuita del 20-25% e questo si rifletterà sui prezzi. In alcuni casi, come per le uova, i prezzi sono in crescita perché la domanda aumenta mentre la produzione cala. C’è una tendenza inflattiva dovuta a più fattori combinati”, osserva Claudio Mazzini di Coop Italia.

Scuola, solo per i libri spesa da oltre 500 euro per ogni studente

I rincari si fanno sentire con forza anche sul rientro a scuola, tra libri di testo, zaini, astucci, cancelleria e dispositivi tecnologici. Secondo le stime di Federconsumatori, ogni studente che torna tra i banchi costerà alla famiglia in media 673,60 euro per il materiale scolastico, con un rincaro del 2,3% rispetto al 2025, e 545,66 euro per i libri, in aumento dell’1,6% sull’anno precedente. A incidere maggiormente sono i libri di testo, specie per chi inizia un nuovo ciclo scolastico: uno studente di prima media spenderà per i libri più due dizionari 561,61 euro, l’1,2% in più rispetto allo scorso anno, mentre uno studente di prima superiore arriverà a spendere per libri e quattro dizionari 805,15 euro, leggermente meno dell’anno precedente (-0,5%). Sommando anche corredo scolastico e ricambi, pari a 673,60 euro, la spesa complessiva per uno studente delle superiori sfiora i 1.478,75 euro.


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