SOLO PROPOSTE
Nessun testo depositato. Non si può programmare.
Cosa è già legge
I requisiti per il 2027 e il 2028 sono stati fissati dalla Legge di Bilancio 2026 insieme al decreto direttoriale del MEF del 19 dicembre 2025, e recepiti dall’INPS con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026.
Il meccanismo è quello dell’adeguamento alla speranza di vita. L’aumento certificato era di tre mesi complessivi: la Legge di Bilancio 2026 lo ha reso graduale, distribuendolo in un mese dal 2027 e due mesi ulteriori dal 2028.
Pensione di vecchiaia
| Anno | Requisito anagrafico | Contributi |
|---|---|---|
| 2026 | 67 anni | 20 anni |
| 2027 | 67 anni e 1 mese | 20 anni |
| 2028 | 67 anni e 3 mesi | 20 anni |
Requisiti, finestre e casi particolari sono spiegati nella guida dedicata alla pensione di vecchiaia INPS.
Pensione anticipata ordinaria
| Anno | Uomini | Donne |
|---|---|---|
| 2026 | 42 anni e 10 mesi | 41 anni e 10 mesi |
| 2027 | 42 anni e 11 mesi | 41 anni e 11 mesi |
| 2028 | 43 anni e 1 mese | 42 anni e 1 mese |
Ai requisiti contributivi si aggiunge la finestra di decorrenza, che sposta in avanti la data di effettivo pagamento. Su come funziona il meccanismo abbiamo scritto una guida dedicata alla pensione anticipata ordinaria.
Contributivi puri
Per chi ha il primo accredito dal 1° gennaio 1996 valgono due canali distinti.
Vecchiaia nel 2027
71 anni e 1 mese
con 5 anni di contribuzione effettiva
Per l’anticipata contributiva resta la condizione che l’assegno raggiunga la soglia minima prevista.
Cosa è soltanto una proposta
Qui cambia tutto. Le misure di cui si discute sui giornali non sono depositate in alcun testo governativo o parlamentare: sono posizioni politiche in vista della Legge di Bilancio, l’ultima della legislatura.
Quota 41 per tutti
Uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall’età.
Uscita a 64 anni allargata
Estensione del canale contributivo a chi ha contributi anteriori al 1996, oggi escluso.
Sterilizzazione degli adeguamenti
Blocco del meccanismo automatico legato alla speranza di vita.
Sono ipotesi con effetti molto diversi tra loro, e soprattutto molto diversi da lavoratore a lavoratore: la stessa misura può anticipare l’uscita di pochi mesi per uno e aprire un canale oggi precluso per un altro. Finché non c’è un testo, però, non sono programmabili.
Il fondo previdenziale alla nascita
Merita un discorso a parte perché non riguarda chi va in pensione adesso, ma chi nascerà. La ministra del Lavoro ha confermato che il Governo sta valutando la fattibilità di un fondo previdenziale aperto automaticamente per ogni nuovo nato, raccogliendo una proposta formulata dall’INPS.
Alla nascita
Un primo versamento dello Stato, di importo contenuto.
Con il primo lavoro
La prosecuzione da parte del titolare stesso.
Sul piano dell’architettura si ipotizza la gestione affidata all’INPS e la vigilanza alla COVIP, con i ministeri del Lavoro e dell’Economia in funzione di indirizzo.
La logica è quella del secondo pilastro: più lungo è l’orizzonte temporale, maggiore è la capacità di un montante di crescere. Aprire la posizione alla nascita significa aggiungere quasi vent’anni di rivalutazione rispetto all’apertura al primo impiego.
Resta però il nodo che nessuno ha ancora sciolto: chi alimenta il fondo dopo il contributo iniziale dello Stato. In un Paese dove l’adesione alla previdenza complementare fatica già tra i lavoratori adulti, contare su versamenti volontari dei genitori richiede un cambio culturale che oggi non c’è. Il primo contributo pubblico, da solo, produce un montante trascurabile.
Chi vuole capire come funziona già oggi la previdenza complementare trova il quadro nella guida su anticipi, riscatti e prestazioni con i fondi pensione.
Le misure in scadenza
C’è poi una terza categoria, la più insidiosa: quello che oggi esiste ma scade il 31 dicembre 2026 e vive solo di proroghe annuali.
APE sociale
Estesa fino a fine 2026 per chi matura i requisiti entro quella data. La sorte per il 2027 dipende dalla prossima Manovra.
Trovi requisiti e platee nella nostra pagina sull’APE sociale.
Discorso a parte per i lavoratori precoci, che restano un canale strutturale con requisiti propri: ne parliamo nella guida sulla pensione anticipata per i precoci.
Cosa fare adesso
Programmare sulle regole vigenti, non sulle proposte. Chi nel 2027 arriva a ridosso di un requisito deve verificare due cose.
La posizione contributiva reale. Un mese in più di requisito può spostare l’uscita di parecchio se ci sono buchi, periodi all’estero o contribuzione sparsa su più gestioni. Vanno controllati anche i periodi non lavorati: malattia, disoccupazione, maternità e cassa integrazione possono valere, ma non tutti allo stesso modo, come spieghiamo nella guida sui contributi figurativi.
La presenza di contributi in più casse. Chi ha versato in gestioni diverse ha strumenti per unificarli, con effetti molto diversi sull’importo finale: vedi la totalizzazione dei contributi.
Quando potrai andare in pensione?
Il nostro strumento gratuito calcola la data di decorrenza sulla base dei requisiti vigenti, finestre comprese.
Domande frequenti
I requisiti del 2027 possono ancora cambiare?
In teoria sì, perché una legge successiva può modificarne un’altra. Ma sono già fissati e recepiti dall’INPS: fino a un intervento normativo esplicito restano quelli.
Quota 41 per tutti arriverà nel 2027?
Non è possibile dirlo. È una proposta politica senza un testo depositato, e la sua sorte dipende dagli equilibri della Legge di Bilancio.
Il fondo per i nuovi nati sarà nella Manovra 2027?
Al momento è una misura allo studio del Ministero del Lavoro, non un testo depositato. La ministra ha dichiarato che le coperture sarebbero sostenibili perché l’avvio richiederebbe importi ridotti, ma non esiste ancora una norma.
Chi matura i requisiti nel 2026 è toccato dagli aumenti?
No. Chi perfeziona il requisito entro il 31 dicembre 2026 lo cristallizza e conserva il diritto anche se accede più avanti.
L’aumento vale anche per la pensione anticipata contributiva?
Sì. Nel 2027 l’età sale a 64 anni e 1 mese e la contribuzione effettiva richiesta a 20 anni e 1 mese.
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