La notizia in sintesi
- Maria Spinelli, 22 anni, è morta dopo una sparatoria ad Aarau.
- La polizia argoviese ha arrestato uno svizzero di 43 anni.
- Altre cinque persone sono rimaste ferite, inclusi due italiani.
- Movente e dinamica restano oggetto dell’inchiesta cantonale.
Arrestato il sospettato per la sparatoria di Aarau
Maria Spinelli, italiana di 22 anni residente in Svizzera, è stata uccisa durante una sparatoria avvenuta all’ippodromo di Schachen, ad Aarau, nel cantone di Argovia, dopo un rave party. La polizia cantonale argoviese ha comunicato l’arresto di un cittadino svizzero di 43 anni, ritenuto sospettato di avere esploso i colpi che hanno causato la morte della giovane e il ferimento di altre cinque persone.
Il fatto si è verificato nella notte tra sabato e domenica, poco dopo le 2.30, quando l’evento musicale, frequentato da circa 3mila persone, era appena terminato e molti partecipanti stavano lasciando l’area sulle rive dell’Aare. Tra i feriti figurano anche gli italiani Fabrizio Grande e Lorenzo Lombardo, entrambi già rientrati a casa.
L’arresto chiude la fase più urgente della ricerca dell’autore, avviata con un avviso nazionale e internazionale, ma non definisce il quadro investigativo. Gli inquirenti ritengono per ora che il sospettato abbia agito da solo; devono tuttavia accertare il movente e ricostruire con precisione la sequenza degli spari.
La vittima, di origini abruzzesi, aveva raggiunto la Svizzera alcuni mesi prima con l’obiettivo di costruirsi un percorso professionale nella ristorazione. Prima della festa aveva scritto alla madre: “Sto andando ad un rave con gli amici”. La sua morte sul posto ha trasformato la conclusione di un raduno musicale in un grave caso di cronaca sotto esame delle autorità elvetiche.
Le indagini sulle armi e sulla dinamica
Secondo la ricostruzione della polizia cantonale, i colpi sono stati esplosi in due punti distinti dell’ippodromo di Schachen. Sul luogo sono state trovate munizioni riconducibili a due armi di calibro diverso; durante la sparatoria sarebbero state usate una pistola e un fucile d’assalto.
Il quotidiano svizzero Tages-Anzeiger ha riferito che alcuni bossoli sembravano compatibili con quelli impiegati dal fucile d’assalto russo AK-74 e dalle sue varianti. Si tratta però di un elemento riportato dalla stampa, mentre la polizia non ha diffuso ulteriori dettagli tecnici sull’armamento né sulla possibile provenienza delle armi.
In una prima fase, le autorità avevano valutato tre ipotesi: un attentato terroristico, un atto di follia omicida o un regolamento di conti. Dopo l’arresto, la posizione ufficiale resta prudente: la polizia parte dal presupposto che l’uomo fermato abbia agito senza complici, come riferito dall’agenzia svizzera Keystone-ATS, ma il movente non è stato indicato.
Gli investigatori hanno precisato che non avrebbero divulgato altri particolari prima di mercoledì. La scelta segnala che l’attività investigativa è ancora in una fase delicata, soprattutto per verificare il collegamento tra le diverse aree in cui sono stati esplosi i colpi e per definire le responsabilità del sospettato arrestato.
Il legale della famiglia Spinelli, l’avvocato Bruno Gallo, ha dichiarato all’ANSA che le autorità svizzere non avevano ancora autorizzato l’esame autoptico e che le indagini erano secretate. “Non appena verrà eseguita l’autopsia, sarà possibile il riconoscimento e i genitori andranno in Svizzera”, ha spiegato.
La sparatoria ha provocato forte emozione nella comunità locale. Claudia, residente ad Aarau, ha definito quanto accaduto alla Tribune de Genève “assolutamente irreale”. Un’altra abitante, Leyla, ha ricordato che il rave non aveva caratteristiche riconducibili ai raduni abusivi: “Non ha nulla a che vedere con i rave party selvaggi”.
Secondo Leyla, la limitata notorietà della festa e la difficoltà nel raggiungere la zona potrebbero indicare una conoscenza del luogo da parte del responsabile. È una valutazione personale riportata dalla testata svizzera, non una conclusione degli inquirenti, che mantengono riservati gli elementi raccolti.
Famiglia e comunità attendono gli accertamenti
L’esame autoptico e il successivo riconoscimento della salma sono i prossimi passaggi indicati dal legale della famiglia di Maria Spinelli. Fino a quel momento, i genitori della giovane non potranno recarsi in Svizzera per gli adempimenti previsti dalle autorità.
L’inchiesta dovrà chiarire se i colpi sparati in due zone dell’ippodromo siano parte di un’unica azione, quale sia stato il ruolo del 43enne arrestato e perché siano state colpite sei persone. Il numero dei feriti, la presenza di armi differenti e l’assenza di un movente accertato impongono di distinguere i fatti verificati dalle ipotesi formulate nella fase iniziale.
Per Aarau, città di circa 21mila abitanti, l’episodio lascia una conseguenza immediata: il bisogno di ricostruire quanto accaduto alla fine di un evento che, secondo le testimonianze raccolte, era conosciuto soprattutto a livello locale. Gli esiti giudiziari dipenderanno dalle verifiche ancora in corso.
FAQ
Chi è stato arrestato ad Aarau?
Un cittadino svizzero di 43 anni è stato arrestato dalla polizia cantonale argoviese come sospettato autore degli spari.
Dove è avvenuta la sparatoria?
L’episodio si è verificato all’ippodromo di Schachen, sulle rive dell’Aare, nella città svizzera di Aarau.
Quante persone sono state colpite?
Una persona, Maria Spinelli, è morta e altre cinque sono rimaste ferite durante la sparatoria successiva al rave party.
Quali italiani risultano feriti?
Fabrizio Grande e Lorenzo Lombardo risultano tra i feriti e, secondo le informazioni disponibili, sono già rientrati a casa.
Quali fonti sono state utilizzate?
Le informazioni derivano dal confronto accurato tra fonti stampa ufficiali, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, oltre a fonti giornalistiche qualificate e specializzate, rielaborate dalla Redazione con intervento e supervisione umana.
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