Piano casa, bando nazionale affitto a settembre 2026 mentre Emilia-Romagna, Friuli e Lombardia sono gi� avanti con i propri


Il tema della casa torna protagonista dell’agenda politica italiana con l’apertura, nei primi giorni di settembre 2026, del bando nazionale del Piano Casa dedicato al sostegno abitativo. Si tratta del primo tassello operativo di una riforma diventata legge lo scorso luglio e destinata a mobilitare, nell’arco di un decennio, circa 10 miliardi di euro. Mentre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prepara la pubblicazione dell’avviso, alcune Regioni non sono rimaste ad aspettare: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lombardia hanno già attivato o stanno per attivare i propri strumenti a sostegno degli inquilini, spesso con requisiti e tempistiche diverse tra loro.

Cosa prevede il bando nazionale affitto di settembre 2026

Il primo provvedimento attuativo del Piano Casa, atteso nei primi giorni di settembre, ha una dotazione di 700 milioni di euro e riguarda in particolare il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi non assegnabili perché degradati, obsoleti dal punto di vista impiantistico o bisognosi di manutenzioni straordinarie. L’obiettivo dichiarato è rimettere sul mercato sociale circa 60mila alloggi popolari attualmente inutilizzabili, senza consumare nuovo suolo e valorizzando il patrimonio edilizio già esistente.

Il programma complessivo dispone di 970 milioni di euro per il periodo 2026 2030. Il riparto delle risorse tra le Regioni segue la consistenza del patrimonio di edilizia residenziale pubblica censita nel 2021. Le stazioni appaltanti saranno gli enti gestori dell’edilizia residenziale pubblica, che opereranno secondo le regole ordinarie del Codice dei contratti pubblici, con gare distribuite su tutto il territorio nazionale.

Per il settore delle costruzioni si tratta di una misura di grande rilievo, capace di attivare interventi diffusi di recupero edilizio, efficientamento energetico, adeguamento impiantistico e miglioramento sismico. I primi cantieri sono attesi tra gennaio e marzo 2027, mentre i primi contributi economici dovrebbero arrivare entro la fine del 2026, secondo quanto dichiarato dal Ministero delle Infrastrutture. Nel frattempo prosegue anche il confronto con il Ministero dell’Economia per accelerare il decreto attuativo di un’altra misura collegata al pacchetto casa, il Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 e finanziato con 60 milioni di euro in tre anni, pensato per chi, dopo la fine di un matrimonio, si trova a dover sostenere un canone di locazione continuando a mantenere i figli.

È importante sottolineare che questo bando nazionale non è, in senso stretto, un contributo diretto alle famiglie per il pagamento del canone mensile, ma un intervento infrastrutturale destinato a riqualificare il patrimonio pubblico. Il sostegno diretto agli inquilini in difficoltà economica resta invece affidato principalmente al Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, che ogni anno alimenta i bandi comunali e regionali per il contributo affitto, gestiti a livello territoriale con requisiti ISEE e criteri che variano da Comune a Comune.

Emilia Romagna: il Bando Fondo Affitto 2026 apre il 22 settembre

La Regione Emilia Romagna ha già definito nel dettaglio il proprio strumento di sostegno alla locazione. Il Bando Fondo Affitto 2026, approvato con delibera di Giunta regionale n. 758 del 18 maggio 2026, mette a disposizione 10 milioni di euro per le famiglie in affitto in difficoltà economica. Le domande potranno essere presentate dalle ore 12 del 22 settembre 2026 fino alle ore 12 del 20 ottobre 2026, esclusivamente attraverso un’apposita piattaforma web regionale accessibile con SPID, CIE o CNS.

Possono presentare domanda i nuclei familiari con un ISEE 2026 non superiore a 8.000 euro e un’incidenza del canone annuo sull’Indicatore della situazione reddituale pari o superiore al 25%. Sono previste due fasce di contributo: il 20% del canone annuo, fino a un massimo di 1.500 euro, per chi ha un’incidenza del canone sull’ISR compresa tra il 25% e il 40%, e il 25% del canone annuo, fino a un massimo di 2.000 euro, per chi supera il 40%. I fondi vengono erogati seguendo le graduatorie comunali fino a esaurimento delle risorse disponibili, senza alcuna logica di click day: l’ordine di invio della domanda non influisce sul punteggio.

Restano esclusi dal bando i cittadini residenti a Bologna, dove le risorse assegnate al Comune verranno utilizzate per scorrere la graduatoria del bando 2025, oltre a chi ha già ricevuto nel 2026 un contributo dal Fondo regionale per l’emergenza abitativa o dal Fondo nazionale per gli inquilini morosi incolpevoli, e chi è assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica. In vista dell’apertura, diversi Comuni, tra cui Ferrara, hanno avviato collaborazioni con organizzazioni del terzo settore per assistere i cittadini nella compilazione della domanda online, segno di un sistema regionale già rodato e pronto a partire.

Friuli Venezia Giulia: contributi comunali e incentivi per i proprietari

Anche il Friuli Venezia Giulia dispone da tempo di un sistema strutturato di sostegno alla locazione, gestito in gran parte a livello comunale ma disciplinato da una cornice regionale unica, quella della legge regionale 1/2016, articolo 19, che integra la legge nazionale 431/1998. Il meccanismo prevede che ogni anno i Comuni pubblichino un proprio bando, generalmente tra marzo e aprile, per raccogliere le domande di contributo relative ai canoni pagati l’anno precedente. Nel 2026 la finestra si è aperta, ad esempio a Udine, dal 4 marzo al 30 aprile, con domande esclusivamente online.

Il sistema friulano si distingue per un approccio a doppio binario. Da un lato ci sono i contributi agli inquilini non abbienti, calcolati sull’incidenza del canone rispetto all’ISEE del nucleo familiare, con soglie e percentuali differenziate: l’incidenza minima richiesta va dal 14% per i nuclei con ISEE più basso fino al 24% per le fasce di reddito superiori, con un incremento del 25% del contributo per le famiglie in particolare debolezza sociale, come anziani, giovani under 35 e persone singole con minori a carico. Dall’altro lato la Regione incentiva anche i proprietari di alloggi sfitti che decidono di affittarli a canoni calmierati a inquilini meno abbienti, con contributi una tantum fino a 3.500 euro per i contratti di lunga durata, oltre a bandi per la copertura dei premi assicurativi sugli immobili concessi in locazione.

Questo doppio approccio, che agisce sia sulla domanda sia sull’offerta di alloggi in affitto, rappresenta un modello già consolidato rispetto al quadro nazionale ancora in fase di avvio.

Lombardia: più misure attive in parallelo

La Lombardia è probabilmente la Regione con il ventaglio più ampio di strumenti già operativi. Nel 2026 sono attive contemporaneamente diverse linee di intervento. La misura Sostegno per le famiglie in affitto con contratto di locazione privato mette a disposizione 2,5 milioni di euro destinati agli Ambiti territoriali, utilizzabili fino al 31 dicembre 2026, per iniziative di contrasto all’emergenza abitativa rivolte a chi ha un contratto regolare sul mercato privato, incluso il canone concordato.

A questa si affianca la misura Perlaffitto, pensata per chi si trova in una situazione di sopravvenuta difficoltà economica dovuta a perdita del lavoro, cassa integrazione o riduzione dell’orario lavorativo, con requisiti che includono un ISEE non superiore a 26.000 euro e l’assenza di altri contributi pubblici già percepiti per la stessa finalità. Per gli assegnatari di edilizia residenziale pubblica esiste invece un regolamento specifico, che prevede importi differenziati fino a 2.700 euro per i nuclei in comprovata difficoltà economica.

Sul fronte più strutturale, la Regione ha inoltre aperto il 1° settembre 2026 un bando dedicato all’housing sociale promosso da enti del privato sociale, con domande presentabili fino al 30 ottobre tramite la piattaforma Bandi e Servizi regionale, nell’ambito della più ampia strategia Missione Lombardia, il piano casa regionale che punta ad ampliare l’offerta di alloggi a canone calmierato attraverso il recupero di immobili pubblici e privati, con una dotazione complessiva di 48 milioni di euro legata ai fondi europei FESR 2021 2027.

 

Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi � un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di propriet� residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi…


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