Cinque sedute, circa venti ore di discussione, 66 tra emendamenti e ordini del giorno. Si è chiusa attorno alle 13 di domenica 6 settembre la lunga maratona del Consiglio comunale di Varese sul nuovo Piano di Governo del Territorio, adottato con 19 voti favorevoli e 8 contrari. Maggioranza compatta, opposizioni contrarie, con alcuni distinguo e aperture nel corso del dibattito. Ora si apre l’ultima fase amministrativa che porterà all’approvazione definitiva del nuovo strumento urbanistico.
Il voto arriva al termine di una discussione che ha impegnato il Consiglio per cinque sedute e che ha affrontato nel dettaglio la visione della città per i prossimi anni: rigenerazione urbana, tutela del paesaggio, sviluppo economico, casa, servizi, quartieri, sostenibilità ambientale e nuove forme di turismo.
Per Varese il passaggio ha anche un valore istituzionale più ampio. Il capoluogo è tra il primo grande centro del territorio provinciale ad arrivare all’adozione di uno strumento urbanistico costruito in coerenza con le nuove linee del Piano territoriale di coordinamento provinciale, il PTCP, rafforzando il rapporto tra pianificazione comunale e visione sovracomunale.
La scelta di fondo: recuperare la città senza consumare nuovo suolo
La linea guida principale del nuovo PGT è quella della rigenerazione urbana. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è favorire il recupero di edifici e aree esistenti, soprattutto dove il patrimonio è inutilizzato o degradato, evitando nuovo consumo di territorio.
«Questo Piano nasce da una scelta di fondo: Varese cresce recuperando ciò che già esiste, senza consumare nuovo suolo. L’abbiamo tradotta in norme precise, non in principi generali» commenta Andrea Civati, assessore all’Urbanistica.
Il Piano introduce procedure più flessibili per il recupero, nuovi incentivi e la possibilità degli usi temporanei per immobili abbandonati destinati ad attività culturali, sociali o economiche. Allo stesso tempo stabilisce un principio più stringente per gli edifici lasciati inutilizzati: dopo cinque anni la capacità edificatoria potrà essere progressivamente ridotta fino ad azzerarsi nei casi di abbandono prolungato.
Città Giardino, ambiente e cambiamenti climatici
Un altro asse centrale riguarda la tutela dell’identità di Varese Città Giardino. Ville storiche, parchi, centro storico e tessuti urbani di pregio vengono individuati come elementi da proteggere e, al tempo stesso, rendere compatibili con nuove funzioni.
Sul fronte ambientale nasce la Rete Ecologica Comunale, insieme a misure per proteggere i corridoi ecologici, aumentare le superfici permeabili e le alberature e migliorare la gestione delle acque meteoriche. Il Piano introduce inoltre strumenti legati alle Nature Based Solutions e rafforza la tutela del Parco Campo dei Fiori e dei siti Natura 2000.
Le cinque direttrici strategiche indicate dall’amministrazione sono rigenerazione e crescita; verde, biodiversità e adattamento climatico; welfare, abitare, impresa e lavoro; nuovi turismi e sistema culturale; sport e tempo libero.
Incentivi per imprese, case e strutture sportive
Una parte rilevante del nuovo PGT riguarda gli incentivi. Per il recupero degli edifici degradati sono previste premialità sulla superficie lorda di pavimento, mentre gli interventi di demolizione di manufatti incongrui e i progetti di particolare qualità architettonica potranno ottenere incrementi ulteriori.
Per le imprese sono previste misure particolarmente significative: chi investe in innovazione, efficientamento energetico e Comunità Energetiche Rinnovabili potrà ampliare gratuitamente gli insediamenti fino al 50% della superficie esistente. Incentivi sono previsti anche per le aziende che assumono personale a tempo indeterminato.
Il Piano interviene inoltre sulla casa con strumenti per il social housing, l’affitto a canone calmierato e l’Agenzia per l’Abitare, con particolare attenzione a giovani coppie, studenti, anziani, lavoratori, operatori sanitari e forze dell’ordine.
Anche sport e turismo entrano nel sistema delle premialità. Gli impianti sportivi privati potranno essere ampliati fino al 25% senza costi urbanistici, mentre nuove infrastrutture sportive saranno esentate dal contributo di costruzione. Per gli alberghi esistenti è previsto invece un ampliamento gratuito fino al 20%, mantenendo per vent’anni la destinazione ricettiva.
Il Fondo di Quartiere e le aree della trasformazione
Tra le novità c’è anche il Fondo di Quartiere, pensato per fare in modo che una parte delle risorse prodotte dalle trasformazioni urbanistiche venga reinvestita direttamente nelle zone interessate, attraverso verde, servizi pubblici e opere di riqualificazione.
La dotazione complessiva dei servizi pubblici dovrebbe raggiungere i 39,92 metri quadrati per abitante.
Il Piano individua inoltre come principali motori della rigenerazione privata le aree delle Stazioni ferroviarie e della Valle Olona. Per la città pubblica vengono invece indicati sette grandi ambiti: Masnago-Stadio/Palazzetto, Ippodromo, piazza Repubblica, via Como-via Rainoldi, ex Macello civico, Campus Bizzozero e Ville Ponti.
Galimberti: “Ora altri sessanta giorni di partecipazione”
Per il sindaco Davide Galimberti il voto di oggi non chiude il percorso: «L’adozione di oggi non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una fase altrettanto importante: vogliamo ascoltare e accogliere tutte le istanze coerenti con le linee guida del nuovo PGT».
L’amministrazione punta ora sulla fase delle osservazioni, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione definitiva dopo un ulteriore passaggio di confronto con cittadini, quartieri, associazioni, categorie economiche e professionali e forze sociali.
I Vannacciani in Consiglio e la conferenza stampa lampo del sindaco
L’ultima mattina di discussione non è stata però soltanto urbanistica. Durante i lavori un gruppo riconducibile all’area politica vicina a Roberto Vannacci, guidato da Piero Galparoli, ha mostrato cartelli per la raccolta firme contro la moschea di via Giusti.
Il sindaco Davide Galimberti ha interrotto per alcuni minuti i lavori del Consiglio e ha convocato una conferenza stampa lampo, trasformando l’episodio in un attacco politico alla Lega e agli equilibri interni del centrodestra.
Secondo Galimberti, quanto accaduto sarebbe il segnale di una competizione ancora aperta tra la Lega e l’area vannacciana, anche in vista delle prossime scadenze amministrative: «Chiediamo fortemente alla Lega di fare chiarezza rispetto a questo tema, su cui c’è molta confusione, e soprattutto di chiarire se abbia effettivamente abbandonato quella idea vannacciana di cui abbiamo sentito parlare poco meno di un anno fa a Pontida».
Il sindaco ha poi rivolto un richiamo anche all’area moderata del centrodestra, invitandola a prestare attenzione agli equilibri che si stanno formando in vista delle future candidature cittadine: «Noi siamo per un equilibrio che consenta alla buona amministrazione di continuare, abbandonando la demagogia e affrontando le opportunità e i problemi seri della città, sempre con equilibrio e senza slogan populisti».
Così, dopo quasi venti ore di urbanistica, l’ultimo tratto della maratona sul PGT si è chiuso anche con un anticipo del confronto politico che accompagnerà Varese verso le prossime elezioni amministrative.
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