Stop alla speculazione negli affitti brevi, Claudia Corsini e Giuliano Zamagni (Pd): “Abitare è un diritto”


Dalla nuova cornice del Piano Casa Europeo, l’Affordable Housing Act, arrivano quelle che vengono definite “conferme e strumenti cruciali a supporto dell’azione politica che il Partito Democratico sta portando avanti, dalla Regione fino al Comune di Rimini, per porre un argine alla speculazione immobiliare e tutelare il diritto all’abitare. La vera svolta riguarda la stretta decisa sull’espansione incontrollata degli affitti brevi, una priorità assoluta per preservare il patrimonio abitativo e restituire risposte concrete ai residenti”.

Claudia Corsini, delegata alla Casa per il Partito Democratico provinciale di Rimini, rivendica la centralità della battaglia politica per la residenzialità. “L’Europa oggi dice a chiare lettere ciò che come Partito Democratico sosteniamo da tempo: la casa è un diritto fondamentale e un bene comune, non una merce da abbandonare alla logica del massimo profitto. Mettere un freno all’espansione incontrollata degli affitti brevi significa restituire un futuro e una prospettiva alle famiglie, ai giovani, agli studenti e ai lavoratori che scelgono di vivere e produrre valore nella nostra città. Su questo fronte, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Rimini si sono già mossi per primi con coraggio e visione, dimostrando nei fatti che governare i processi e tutelare il tessuto urbano è una scelta politica possibile oltre che doverosa.”

Secondo una nota stampa dei dem “grazie alla svolta della legge regionale sull’urbanistica promossa dall’Emilia-Romagna, i Comuni si sono dotati per la prima volta del quadro normativo e degli strumenti necessari per pianificare e porre tetti all’impatto delle locazioni turistiche. Un’opportunità che Rimini ha colto immediatamente imponendo l’obbligo del titolo edilizio per il cambio di destinazione d’uso verso la ‘locazione breve’, azionando una leva urbanistica fondamentale per arrestare la trasformazione automatica e incontrollata del patrimonio residenziale. A questo si aggiunge un lavoro costante sul fronte della legalità e della tracciabilità: l’integrazione tra il Codice Identificativo Nazionale e il sistema regionale ROSS1000 permette oggi un monitoraggio reale dei flussi, arginando l’abusivismo e tracciando un confine netto tra i piccoli proprietari che integrano il proprio reddito e chi mette in atto vere e proprie strategie speculative a danno del mercato immobiliare. Al tempo stesso la sinergia tra Regione e Comune sta continuando a rafforzare le garanzie sul canone concordato e le risorse per l’Edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo prioritario di riattivare gli alloggi sfitti e dare risposte concrete alla domanda d’affitto a lungo termine”. 

“Mentre il Governo nazionale continua a stare a guardare lasciando i Comuni da soli di fronte all’emergenza abitativa, l’Emilia-Romagna e Rimini stanno tracciando la strada – conclude Claudia Corsini. – Le nuove regole europee basate sul rapporto tra prezzi degli immobili e redditi reali dei residenti ci offriranno uno scudo legale ancora più solido per proteggere le nostre comunità. Come Partito Democratico continueremo a batterci con forza affinché l’accoglienza turistica rimanga un motore di ricchezza per il territorio, senza mai più compromettere la qualità della vita e la vivibilità dei nostri quartieri.”

Sul punto interviene anche Giuliano Zamagni, consigliere comunale e provinciale del Partito Democratico, con delega provinciale a istruzione, edilizia scolastica e legalità. “Il freno a speculazioni sulle locazioni brevi è una leva importante sulla quale agire, non dimenticando le altre note dolenti della dimensione abitativa, soprattutto per le famiglie più giovani: quanto incide – oggi – il costo della casa rispetto a quanto si guadagna. Il criterio scelto dall’Europa è molto chiaro su questo punto, perché non guarda al prezzo in sé ma al rapporto con il reddito reale di chi in quell’area ci abita. Otto annualità di reddito per comprare casa, tradotto nella realtà della vita di un giovane lavoratore, significano sacrifici enormi senza la concreta possibilità di programmare: non l’acquisto, non un affitto stabile, non la nascita di un figlio. È questa la condizione che l’Europa qualifica come stress abitativo”.

“Calato in maniera concreta nel nostro territorio, questo diventa un problema di equità sociale e di funzionamento della città. Ogni anno incontro insegnanti che rinunciano alla nomina perché non trovano un alloggio compatibile con lo stipendio, e operatori sanitari e sociali nella stessa condizione. Una città che vive di ospitalità non può permettersi di non riuscire ad accogliere chi desidera sceglierla come luogo della propria vita e della propria attività, contribuendo in maniera significativa a farla vivere e crescere. E ci sono ricadute dirette sulla vita dei plessi scolastici: famiglie che possono restare significano bambini che frequentano, e scuole che restano vive come presidi educativi di prossimità. Le scuole di domani si costruiscono – anche – con le scelte abitative di oggi” prosegue Zamagni, che richiama infine il fronte della legalità: “Un mercato opaco penalizza per primi i proprietari corretti, perché li mette in concorrenza con chi non dichiara. Distinguere chi integra il reddito da chi gestisce decine di unità come impresa sommersa non è solo una questione abitativa in senso stretto, ma anche di chiarezza e giustizia fiscale”.

LA REPLICA DI PALAZZI (FI): “LA SINISTRA HA TROVATO IL NUOVO NEMICO: I PROPRIETARI DI CASA”

A stretto giro di posta, alle posizioni dei dem è arrivata la replica di Andrea Diognigi Palazzi, capogruppo di Forza Italia a Riccione, che in una nota stampa tuona: “La sinistra ha trovato il nuovo nemico: i proprietari di casa”. “Leggendo le dichiarazioni di Corsini e Zamagni – tuona il consigliere forzista – viene da chiedersi se, dopo anni di governo della città, la sinistra abbia finalmente trovato la soluzione a tutti i problemi della Riviera: gli affitti brevi. Case troppo care? Affitti troppo alti? Giovani che non riescono a comprare? Lavoratori che fanno fatica a trovare un alloggio? La risposta della sinistra sembra essere sempre la stessa: colpire chi affitta per pochi giorni ai turisti. È una semplificazione comoda, ma profondamente sbagliata”.

“Gli affitti brevi – prosegue Palazzi – non sono una speculazione per definizione. Ci sono migliaia di piccoli proprietari che hanno investito i risparmi di una vita, che cercano di integrare il proprio reddito e che scelgono una forma di locazione perfettamente legale. Ci sono inoltre imprese che lavorano nel turismo, pagano le tasse e creano occupazione. Se qualcuno evade, opera abusivamente o gestisce decine di appartamenti senza rispettare le regole, è giusto che venga controllato e sanzionato. Ma non possiamo trasformare tutti i proprietari in speculatori e tutti gli affitti brevi in un’emergenza sociale.

Palazzi entra poi nel merito del principio della proprietà privata: “Dobbiamo smetterla con questa guerra ideologica alla proprietà privata. Dietro ogni appartamento ci sono spesso anni di lavoro, sacrifici, risparmi, mutui pagati con fatica e tasse versate regolarmente. Sono patrimoni costruiti da persone che hanno lavorato una vita. Chi possiede un immobile e rispetta le leggi deve essere libero di disporre dei propri beni: viverci, affittarlo a lungo termine, destinarlo agli affitti brevi oppure lasciarlo ai propri figli. La politica non può pretendere di decidere al posto dei cittadini come utilizzare ciò che hanno acquistato con i propri sacrifici. Dietro la parola ‘speculazione’, utilizzata troppo spesso in maniera generica ci sono persone che hanno comprato una casa, pagato un mutuo, pagato le tasse e che oggi vogliono semplicemente decidere come utilizzarla nel rispetto delle leggi”.

Secondo Palazzi, inoltre, esiste una contraddizione evidente nelle politiche della sinistra: “Riccione vive di turismo. Da anni ci sentiamo dire che dobbiamo destagionalizzare, aumentare l’offerta, attrarre nuovi visitatori e rendere la nostra città sempre più competitiva. Poi, improvvisamente, una parte dell’offerta ricettiva diventa il problema. Prima chiedono più turismo. Poi combattono chi ospita i turisti. È una contraddizione che non possiamo ignorare. Da consigliere di opposizione continuerò a difendere chi lavora, chi investe e chi rispetta le regole. Gli abusivi vadano colpiti senza esitazione, ma chi è in regola non può diventare il bancomat delle incapacità della politica sulla casa. Il diritto all’abitare è sacrosanto. Ma lo sono anche il diritto alla proprietà, la libertà di iniziativa economica e il diritto di lavorare nel rispetto delle regole. Il problema non sono gli affitti brevi: il problema è una politica che, invece di risolvere i problemi, cerca ogni volta un nuovo nemico da mettere sul banco degli imputati”.


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