Un messaggio sul telefono, il logo dell’INPS e una richiesta che, a prima vista, sembra del tutto normale: aggiornare i propri dati per continuare a ricevere una prestazione. È proprio qui che bisogna fermarsi.
L’INPS ha segnalato una nuova ondata di smishing, ovvero una truffa che sfrutta gli SMS per convincere le persone a consegnare dati personali e documenti. Questa volta, però, i truffatori hanno aggiunto un elemento che rende l’inganno ancora più credibile: un sistema di verifica basato sull’intelligenza artificiale.
Il rischio riguarda in particolare i pensionati, ma non soltanto loro. Chiunque riceva prestazioni o abbia rapporti con l’INPS, dalla NASpI all’Assegno Unico fino all’Assegno di Inclusione, può essere un potenziale bersaglio.
La nuova truffa INPS parte da un SMS
La campagna è stata osservata dal CERT-AgID l’11 agosto 2026. Il meccanismo è semplice e proprio per questo può ingannare anche chi presta normalmente attenzione.
La vittima riceve un SMS che utilizza nome, logo e grafica dell’INPS. Il messaggio invita a verificare o aggiornare i propri dati, con una motivazione apparentemente plausibile: evitare problemi nella continuità dell’erogazione dei servizi o delle prestazioni.
Nel messaggio compare un link. Cliccandolo, invece di arrivare sul vero sito dell’INPS, si viene indirizzati a una pagina contraffatta, costruita per assomigliare il più possibile a quella dell’Istituto.
È qui che inizia la vera trappola. Il sito accompagna l’utente attraverso una procedura guidata articolata in cinque fasi e chiede progressivamente informazioni sempre più delicate: dati anagrafici, documenti di identità, buste paga, CUD e persino un selfie.
Perché questa truffa è ancora più pericolosa
La novità rispetto alle precedenti campagne è il sistema di verifica tramite intelligenza artificiale. Il sito fraudolento non si limita a chiedere alla vittima di caricare un documento. Il sistema controlla anche i file caricati, dando l’impressione che dietro la procedura ci sia un vero sistema informatico dell’INPS.
È un dettaglio psicologicamente importante: una persona che vede il sito “controllare” il documento potrebbe pensare di trovarsi davanti a una procedura ufficiale. In realtà sta semplicemente consegnando i propri dati ai truffatori.
Il CERT-AgID ha rilevato proprio questa caratteristica nella nuova campagna: un modello di intelligenza artificiale integrato nel sito malevolo analizza le immagini caricate per verificare che corrispondano a quanto richiesto.
L’obiettivo non è quindi soltanto rubare una password. Le informazioni richieste possono comprendere documenti di identità, dati personali, documentazione reddituale e immagini del volto. Per questo la truffa può diventare particolarmente seria anche se non viene immediatamente sottratto denaro.
Pensionati, ma anche titolari di NASpI, Assegno Unico e AdI: chi deve stare attento
Il fatto che il messaggio parli di una prestazione INPS rende potenziali vittime un’amplia platea di cittadini: tutti coloro che hanno un rapporto con l’Istituto. Possono quindi essere coinvolti anche:
- pensionati che ricevono ogni mese la pensione;
- percettori di NASpI;
- famiglie che ricevono l’Assegno Unico e Universale;
- beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI);
- persone che attendono un pagamento, un rimborso o una prestazione INPS;
- lavoratori e cittadini che utilizzano i servizi online dell’Istituto.
Il meccanismo è sempre simile: il truffatore sfrutta qualcosa che il destinatario si aspetta davvero, come un pagamento o la continuità di una prestazione, per spingerlo ad agire senza controllare. Ed è proprio questo che rende lo smishing particolarmente insidioso.
Come riconoscere subito un falso SMS INPS
C’è una regola molto semplice da ricordare: l’INPS non invia SMS con link per chiedere di confermare dati personali o per ricevere rimborsi.
Quindi, se arriva un messaggio che invita a cliccare su un collegamento per evitare la sospensione di una prestazione, aggiornare i dati o ottenere un pagamento, bisogna fermarsi. Non bisogna cliccare sul link e soprattutto non bisogna inserire dati personali nella pagina che si apre.
Anche il sito apparentemente identico a quello dell’INPS non costituisce una garanzia. I truffatori possono replicare logo, colori, caratteri e struttura delle pagine ufficiali.
Un controllo importante riguarda invece l’indirizzo del sito: quello ufficiale dell’Istituto è www.inps.it. Bisogna fare attenzione anche a domini che utilizzano nomi molto simili, modificando alcune lettere per sembrare autentici, come “insp”, “ipns” o “inpis”.
La soluzione più sicura è ancora più semplice: se bisogna controllare una prestazione, non si deve entrare nell’INPS attraverso il link ricevuto via SMS. È meglio aprire autonomamente il sito ufficiale e accedere alla propria area personale.
Hai già cliccato o inviato i documenti? Cosa fare
Se il link è già stato aperto, ma non sono stati inseriti dati, è consigliabile chiudere immediatamente la pagina senza proseguire.
La situazione è più delicata se sono stati caricati documenti, selfie, dati personali o informazioni finanziarie. In quel caso è importante agire rapidamente, conservare le informazioni relative alla truffa e rivolgersi ai soggetti competenti per valutare le misure necessarie, soprattutto se sono state fornite coordinate o dati relativi a strumenti di pagamento.
L’INPS segnala e fa bloccare i domini fraudolenti quando vengono individuati, ma questo non risolve definitivamente il problema: i truffatori possono creare nuovi siti o modificare quelli già utilizzati.
Per pensionati, percettori di NASpI, Assegno Unico, ADI e per tutti gli altri utenti INPS, la regola da tenere a mente è quindi una sola: un SMS non deve mai convincerci a consegnare documenti o dati personali.
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