L’evento Apple di oggi, il primo con John Ternus alla guida della società della Mela morsicata, si è aperto con il nuovo iPhone 18 Pro, naturalmente anche nella versione più grande, Pro Max.
Non cambia il design rispetto a iPhone 17 e, lato hardware, le novità di sostanza sono essenzialmente tre: il chip A20 Pro, il primo prodotto a 2 nanometri montato su un iPhone; la fotocamera principale da 48 MP per la prima volta con apertura variabile; e un’autonomia che, secondo Apple, sul Pro Max registra l’incremento più alto mai ottenuto su un iPhone. Un dato che però va spiegato meglio, come vedremo.
Come confermato dalle innumerevoli indiscrezioni, con iPhone 18 Pro arriva anche Siri AI, la nuova versione dell’assistente costruita sui modelli di Apple Intelligence, che però esce in beta e in sola lingua inglese e che all’inizio non sarà disponibile nell’Unione Europea.
La Dynamic Island si fa più piccola
Come detto, esteticamente i due telefoni cambiano poco: l’alluminio della scocca e il vetro posteriore hanno però ora lo stesso colore, con quattro finiture disponibili, nero, argento, la nuova Glacier e un bordeaux che Apple chiama Burgundy.

La Dynamic Island è stata ridisegnata per occupare meno spazio e può mostrare fino a tre Live Activities contemporaneamente, per esempio lo stato di un volo, la navigazione di Mappe e un timer, senza rinunciare ovviamente al Face ID.

A20 Pro, 2 nm e doppio Neural Engine
Cuore pulsante di iPhone 18 Pro è il nuovissimo chip A20 Pro, costruito con un processo a 2 nm. Ha una CPU a 6 core, 2 dei quali sono i nuovi Supercore indicati come “più veloci fino al 20% rispetto alla generazione precedente”, affiancati da 4 core a basso consumo. Tutti integrano i Neural Accelerator, le unità dedicate ai carichi di intelligenza artificiale a bassa latenza, che nella nuova versione raddoppiano la velocità del calcolo in virgola mobile a 8 bit.

La GPU passa a 7 core con un guadagno di prestazioni dichiarato fino al 40% rispetto ad A19 Pro, mentre il Neural Engine viene raddoppiato: 2 unità da 16 core, per un totale di 32, con il doppio della capacità di calcolo del chip precedente. La banda di memoria cresce del 50%, il valore più alto per un iPhone.

La novità meno visibile ma forse più significativa riguarda il modo in cui il chip è confezionato. Apple ha adottato un packaging ispirato ai processori M dei Mac, con il die del SoC posto di fianco alla memoria anziché sopra di essa. La memoria esce così dal percorso termico del chip, che può essere collegato direttamente alla camera di vapore.

Questa, a sua volta, ha una superficie tripla rispetto a quella di iPhone 17 Pro, è realizzata per l’80% in acciaio inossidabile riciclato ed è abbinata a un materiale in rame “nano-twin”, che secondo Apple è una prima assoluta nel settore, per allontanare il calore dal display. Il risultato dichiarato è un guadagno fino al 40% nelle prestazioni sostenute rispetto a iPhone 17 Pro e del doppio rispetto a iPhone 16 Pro.

Per la connettività entrambi i modelli montano il chip wireless N1, con Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e Thread, e il nuovo modem cellulare C2, che rispetto al C1X offre caricamenti in upload sensibilmente più veloci consumando il 15% di energia in meno (negli Stati Uniti supporta le onde millimetriche).
Autonomia, fino a 45 ore di video, ma con la eSIM
L’autonomia è uno dei capitoli su cui Apple ha spinto di più, anche perché tradizionalmente non è la caratteristica in cui iPhone è più forte. iPhone 18 Pro arriva a 36 ore di riproduzione video e, nonostante le dimensioni più contenute, eguaglia secondo l’azienda l’autonomia di iPhone 17 Pro Max; iPhone 18 Pro Max sale a 45 ore.

Apple ha introdotto anche una nuova metrica basata su dati di utilizzo reale, che tiene conto di foto, app e funzioni di intelligenza artificiale: con questo parametro il Pro Max garantisce fino a 30 ore di uso per carica, mentre per il modello Pro durante il keynote sono state indicate 24 ore.
C’è un caveat. Le 36 e le 45 ore si riferiscono ai modelli solo eSIM, che usano lo spazio del vassoio della SIM fisica per una batteria più capiente e guadagnano circa due ore di riproduzione video; anche il primato dell’incremento di autonomia vale, stando alle note, per il Pro Max in versione solo eSIM. Questi modelli sono venduti in una lista di dodici mercati tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone, Messico e i paesi del Golfo, e l’Italia non è tra questi. Gli iPhone destinati al mercato europeo mantengono quindi il vassoio per la SIM, con un’autonomia inferiore di circa due ore rispetto ai dati di targa.
La ricarica via cavo è più veloce e il 50% si raggiunge in circa 15 minuti, contro i 30 minuti richiesti dalla ricarica senza fili. Sul Pro Max, 5 minuti collegati alla presa bastano per circa 7 ore di riproduzione video. La ricarica rapida via cavo richiede però un cavo da 60 W e un alimentatore USB PD 3.1 con tensione regolabile da almeno 60 W, mentre per il MagSafe serve un alimentatore da almeno 35 W; in entrambi i casi l’alimentatore va ovviamente acquistato a parte.
La fotocamera guadagna l’apertura variabile
Se il resto del gruppo fotocamere rimane invato, la principale Fusion da 48 MP introduce per la prima volta su un iPhone l’apertura variabile, cioè la possibilità di regolare il diaframma e quindi la quantità di luce che entra nell’obiettivo e la profondità di campo.

Il meccanismo è composto da 6 lamelle tagliate al laser, più sottili di un capello umano e realizzate in un composito polimerico, mosse da un nuovo rotore e abbinate a un obiettivo progettato per mantenere la qualità dell’immagine alle diverse aperture. Da quanto si è potuto vedere dalle immagini, l’apertura ha una forma esagonale sui valori più alti.
In automatico il sistema apre il diaframma negli ambienti bui, facendo entrare, secondo Apple, circa il 50% di luce in più, e lo chiude quando serve maggiore profondità di campo, per esempio nelle foto di gruppo con soggetti su piani diversi. Chi vuole intervenire a mano ha a disposizione quattro aperture selezionabili, e un’API permette agli sviluppatori di controllare l’intera escursione dalle proprie app.
Intorno al nuovo sensore Apple ha costruito i Pro Controls, una sezione personalizzabile dell’app Fotocamera che raccoglie le impostazioni più usate e aggiunge il controllo manuale di apertura, tempo di esposizione e bilanciamento del bianco, oltre a un istogramma per verificare l’esposizione. Il tempo di esposizione regolabile consente per la prima volta su iPhone il mosso intenzionale, sia per le foto che per i video.

La modalità Cinema può ora essere applicata in post-produzione a un video normale, anche a 60 fotogrammi al secondo, il time-lapse registra in 4K Dolby Vision HDR e Audio Mix ha nuovi algoritmi per le voci e può isolare la musica.
Durante il keynote è stato presentato anche lo Smart Focus Tracking, che usa modelli IA sul dispositivo per mantenere a fuoco un soggetto anche quando cambia distanza o esce e rientra dall’inquadratura. Gli Stili fotografici guadagnano i controlli di texture e grana, che arriveranno con iOS 27 anche sui modelli precedenti compatibili con l’ultima generazione della funzione.

Apple Reference Image, arriva il negativo digitale
Una funzione pensata soprattutto per fotogiornalisti e fotografi professionisti è Apple Reference Image. Scattando nella nuova modalità Reference, il sensore della fotocamera principale firma crittograficamente i dati di ogni pixel al momento della cattura; Private Cloud Compute sviluppa poi questi dati in un’immagine di riferimento non modificabile, conservata nell’app Foto accanto alla versione normale e modificabile.

Apple la paragona a un negativo digitale, da confrontare con lo scatto finale per verificare se e dove è stato ritoccato. Le API per visualizzare le immagini di riferimento saranno disponibili anche per le app di terze parti su iOS, iPadOS e macOS 27.
La funzione tuttavia è facoltativa e in ogni caso nell’Unione Europea, al lancio, gli iPhone 18 Pro non potranno scattare in modalità Reference: gli utenti europei con iOS, iPadOS o macOS 27 potranno soltanto sviluppare e visualizzare immagini di riferimento prodotte altrove.
Sul versante opposto, quello delle immagini generate o modificate dall’IA, c’è il supporto a SynthID che arriverà con un aggiornamento software entro fine anno e sarà applicato alla maggior parte delle immagini modificate.
Siri AI, in beta e senza l’Unione Europea
Siri AI è la versione dell’assistente che Apple aveva rinviato e che ora viene presentata come completamente nuova. L‘assistente può attingere al contesto personale, cercando per esempio in Mail e Messaggi cosa ha scritto un familiare, può vedere cosa c’è sullo schermo e agire di conseguenza, e può compiere azioni nelle app, comprese quelle di terze parti. Sono state citate WhatsApp, Audible, Outlook, Notability e Tripsy, con un totale di oltre 300 app già compatibili.

Siri è integrata anche nell’app Fotocamera per rispondere a domande su ciò che si inquadra (come Gemini Live, per intenderci) e ha una propria app sulla schermata Home in cui riprendere le conversazioni precedenti, sincronizzate tramite iCloud.
Il modello sul dispositivo alimenta anche nuove voci sintetiche personalizzabili per tono ed espressività e una dettatura di sistema, offline, più precisa su punteggiatura e maiuscole.

Apple Intelligence porta in aggiunta un Image Playground rinnovato, che ora produce anche immagini fotorealistiche, e tre strumenti di modifica nell’app Foto: Clean Up migliorato, Extend, che allarga l’inquadratura oltre i bordi originali, e Spatial Reframing, che cambia la prospettiva della fotocamera dopo lo scatto.
In Safari la funzione Notify Me può controllare una pagina web indicata dall’utente per avvisarlo quando il contenuto cambia, per esempio quando un prodotto esaurito torna disponibile o il prezzo scende. Apple ha mostrato anche la possibilità di creare Comandi Rapidi semplicemente descrivendo a parole cosa devono fare, senza costruirle passo dopo passo.
Apple Intelligence sarà disponibile con iOS 27 dal 14 settembre in sedici lingue, italiano compreso, e ciò era atteso. Siri AI invece esce lo stesso giorno in beta e solo in inglese; francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo sono previsti a ottobre.
Come detto, Siri AI non sarà disponibile inizialmente nell’Unione Europea su iOS, iPadOS e watchOS, e con essa non lo saranno le funzioni che vi si appoggiano. Apple dice di essere al lavoro per trovare una soluzione che preservi la privacy e la sicurezza degli utenti europei, senza però indicarne i tempi.
Una precisazione molto importante, anch’essa già nota: le funzioni basate su modelli lato server, tra cui Siri AI, gli strumenti intelligenti di modifica delle foto, Image Playground e i modelli AFM 3 Cloud in Comandi rapidi, sono soggette a limiti di utilizzo giornalieri, variabili in base alla funzione, alla complessità della richiesta e al carico dei sistemi.
Apple ha detto che i piani iCloud+ daranno un accesso più ampio, ma non ha definito meglio le soglie degli stessi per queste funzioni.
L’aumento c’è stato
iPhone 18 Pro parte da 1.489 euro (256 GB) e iPhone 18 Pro Max da 1.639 euro (256 GB), con tagli di memoria da 256 GB, 512 GB, 1 TB e 2 TB.
L’aumento c’è stato, perché iPhone 17 Pro l’anno scorso partiva da 1.339 euro e il Pro Max da 1.489 euro, cioè quanto oggi costa iPhone 18 Pro.
I preordini si aprono il 12 settembre e la disponibilità è fissata per il 18 settembre.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link










