Ha preso avvio il primo Patto di collaborazione complesso del Comune di Vicenza per la gestione condivisa di Casa Carpaneda e delle sue pertinenze agricole con le persone e i gruppi riuniti nell’Assemblea per Casa Carpaneda Bene Comune.
Il Patto di collaborazione “Casa Carpaneda: la Casa dell’Agroecologia” prevede di attivare una prima fase quinquennale di sperimentazione agricola e culturale e, al contempo, di gettare le basi per l’avvio di un programma di recupero complessivo del bene, che comprenda anche la ristrutturazione dell’edificio.
Per la firma del patto si sono recati in strada della Carpaneda 57, dove sono presenti l’edificio rurale storico di proprietà del Comune di Vicenza e il relativo terreno, l’assessore alle politiche giovanili, all’innovazione e ai servizi demografici Leonardo Nicolai, l’assessore all’ambiente e al patrimonio Sara Baldinato e i rappresentanti dei gruppi riuniti nell’Assemblea per Casa Carpaneda Bene Comune.
«Questa firma è il risultato di una battaglia politica dalle origini lontane: è un’emozione riuscire a chiudere questo iter amministrativo, che mostra anche come il Comune abbia messo davvero al centro l’amministrazione condivisa nella gestione dei beni comuni – sottolinea l’assessore Leonardo Nicolai -. Era il 2021 quando la scorsa amministrazione vendeva una parte del bene, scorporando la cascina dal campo contiguo; oggi mostriamo che si può andare in una direzione diversa per valorizzare le proprietà pubbliche, dando vita a spazi ibridi e aperti. In questo caso con una visione che guarda a tutta la città: con la firma del patto nasce ufficialmente la ‘Casa dell’Agroecologia’, che costituisce il primo
passo nella direzione di un Parco agricolo periurbano, che sarà d’esempio per tutti. Ringrazio quindi tutte le persone che in questi anni hanno dedicato il loro tempo e le loro energie, insieme al consiglio comunale che un anno fa aveva sostenuto anche la battaglia».
«Il Patto di collaborazione complesso per la gestione condivisa di Casa Carpaneda rappresenta un importante esempio di partecipazione e cittadinanza attiva – dichiara l’assessore Sara Baldinato -. Con la firma di questo accordo si conclude un percorso durato anni e si apre una nuova fase, nella quale amministrazione, associazioni e cittadini potranno lavorare insieme per la cura e la valorizzazione di questo bene comune. L’obiettivo è promuovere una gestione attenta alla sostenibilità ambientale e, allo stesso tempo, sviluppare progetti e attività capaci di coinvolgere la comunità, favorendo la conoscenza del territorio e la diffusione di una cultura della sostenibilità».
«Da cinque anni lavoriamo per il riconoscimento della dignità e delle possibilità di questa antica casa rurale – dichiarano le rappresentanti dell’Assemblea per Casa Carpaneda -. Il Patto di collaborazione è frutto di un’ampia mobilitazione per sottrarre all’oblio e alla privatizzazione questo patrimonio pubblico, per il suo riconoscimento quale bene comune. Un’antica boaria in un’ampia campagna storica superstite tra la tangenziale e le aree industriali diviene luogo di aggregazione, formazione e ricerca in agricoltura, ricucendo il rapporto tra la città e la sua campagna più prossima».
L’iter di Casa Carpaneda
Casa Carpaneda è un edificio rurale storico di proprietà del Comune di Vicenza con circa 12.000 metri quadrati di terreno tra cortile e coltivo, situato in strada della Carpaneda 57 a Vicenza. Iscritto al Piano delle alienazioni e sottoposto a diversi bandi di vendita nel corso degli anni, dal 2021 il bene è diventato oggetto di una campagna promossa dalla Comunità Vicentina per l’Agroecologia per la salvaguardia del patrimonio rurale pubblico della città quale laboratorio di accesso alla terra e di agricoltura sostenibile.
Numerose cittadine e numerosi cittadini insieme a associazioni di Vicenza e provincia – espressione del mondo ambientalista, artistico e dell’intervento sociale – hanno aderito all’appello dando vita a un’assemblea civica per il mantenimento della proprietà pubblica e la creazione della Casa dell’Agroecologia di Vicenza.
Nei successivi cinque anni sono state realizzate numerose iniziative per sensibilizzare la cittadinanza e avviare il restauro ecologico del luogo.
L’avvio di un dialogo con l’amministrazione comunale di Vicenza ha portato alla sospensione dell’iter di vendita e all’individuazione del Patto di Collaborazione quale possibile strumento di amministrazione condivisa. L’associazione Labsus – riferimento nazionale in materia di amministrazione partecipata e sussidiarietà – ha accompagnato, nel corso del 2026, la stesura dell’accordo firmato oggi.
Il Patto
Per la prima volta il Comune di Vicenza dà avvio ad un Patto di collaborazione “complesso”, che riguarda beni con un riconosciuto valore storico e culturale o che, per il valore economico significativo, comportano attività complesse o innovative di recupero, trasformazione e gestione continua nel tempo.
Il Patto prevede due fasi distinte: la prima, partita con la firma odierna, riguarda la gestione degli spazi esterni e avrà una durata di cinque anni; seguirà la seconda fase con progettualità volte al recupero dell’edificio.
Nella fase attuale il Patto prevede quindi azioni di cura riferite al cortile antistante la casa, ai terreni agricoli ad essa legati, al bosco di Carpaneda, alla vicina roggia Dioma e al tratto di pista ciclabile compreso tra la roggia e il bosco. Il patto interessa anche Casa Carpaneda ma limitatamente alla ricerca di finanziamenti per il suo recupero.
Numerosi i progetti già in essere e che verranno portati avanti: dalla semina e conduzione di diverse specie di cereali, ad apiario e orto didattici, fino al giardino degli impollinatori e alla colonia felina.
La progettualità per Casa Carpaneda prevede inoltre la creazione di un centro di ricerca e formazione in agroecologia, che operi secondo princìpi di inclusività, accessibilità e condivisione.
Tra le intenzioni dichiarate e già in essere, quella di approfondire le pratiche di agricoltura sociale, la sperimentazione artistica e la ricerca socio-culturale nel contesto rurale; la ricerca sulla coesistenza tra agricoltura e contaminazione da PFAS; l’avvio di un percorso di reperimento fondi per il restauro conservativo degli edifici.
Non mancano attività ed eventi volti a favorire inclusione, partecipazione, formazione e sensibilizzazione. Tra questi, anche il Carpaneda Ecofestival che torna da oggi per la quarta edizione. Da venerdì 11 a domenica 13 settembre al Prato di Casa Carpaneda sono in programma pratiche agroecologiche, ricerca, partecipazione e linguaggi artistici per interrogare il rapporto tra esseri umani, territorio e ambiente e sperimentare forme diverse di cura e di costruzione della comunità. Per maggiori informazioni: https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Carpaneda-Ecofestival.
Come previsto dal Patto, l’amministrazione contribuirà alla definizione e al monitoraggio delle attività e dei servizi e garantirà forme di sostegno tra le quali anche attivazione e pagamento delle utenze.
L’assemblea per Casa Carpaneda Bene Comune
Un primo nucleo di realtà collettive e anche singole cittadine e cittadini hanno firmato il Patto con il Comune, con l’auspicio che ulteriori soggetti e persone aderiscano nel farsi del progetto, a partire dai princìpi affermati nella Carta Etica dell’Assemblea per Casa Carpaneda Bene Comune.
Per celebrare la firma del patto, l’Assemblea metterà a dimora, in autunno, un esemplare di Carpino bianco, albero che dà nome alla località, che si aggiunge alle decine di alberi e arbusti introdotti nei terreni nei primi interventi.
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